Royalty takes part in cinema play 1919

Women Who Win 1919
Queen Alexandra congratulates the leaders on the success of their work

The Cinema stage has scored a great triumph in being able to present to the millions of its patrons members of the English Royal family taking part in the photoplays, “Women Who Win,” and “The Power of Right.”

“Women Who Win” is a romantic drama, written by Miss S. Alma Stout. It tells of the Graham family, who have to face financial ruin. The girls turn out to work, but are inexperienced, and are quickly dismissed.

‘At their wits’ end how to get experience, Miss Wilson, a friend, suggests the Women’s Service Training Bureau.

They join, and we see them working in the positions they have attained.

This is the part of the story where the Queen and the Royal ladies come into the film.

Betty Graham, who is now a proficient and expert gardener, obtains a post at Clarence House, and very proud is she when Princess of Sweden, walking through the grounds, paused for a kind, appreciative chat with her; but even more gratified was the warm-hearted girl when her dear friend, Miss Wilson, was presented to Queen Alexandra.

Ella Graham, now a journalist, is commissioned to write up the work of women in an aircraft factory. H. M. Queen Mary is also a visitor to the works that afternoon, and chats with the workers.

We also see Queen Alexandra and Princess Victoria interesting themselves in the work of the bureau, and congratulating the leaders on the success of their work. The part of Miss Wilson is taken by Phyllis Villiers. Mr Davison, who holds the world’s rights of this photo-play, had the honour of being presented to Queen Alexandra.

“The Power of Right,” which, opening with a period depicting Britons as cave-dwellers. shows how, right through the ages, a constant struggle has been going on between Might and Right. In this story the Prince of Wales rewards Leslie, the hero, for capturing a spy. The part of Leslie is taken by Leslie Reardon.

Buster e l’alluvione


dal canale di hermankatnip su YouTube

L’idea originale del mio soggetto era un’alluvione. Ma il mio cosiddetto produttore era Joe Schenck, che in quell’epoca era il produttore di Norma Talmadge, Costanze Talmadge e di me stesso, poi diventò presidente della United Artists. La società si chiamava Buster Keaton Productions Inc. In teoria, Schenck era il mio produttore, ma non sapeva mai niente, né di quando né di cosa stessi girando…

Capita che il distributore pubblicitario Steamboat Bill va da Schenck e gli dice: “Keaton non può girare la sequenza dell’alluvione perché abbiamo tutti gli anni delle alluvioni e troppa gente perde la vita. E’ troppo doloroso metterla sul ridere”. Allora Schenck mi disse: “Non puoi fare fare l’alluvione”. Gli risposi: “Strano, perché Chaplin durante la Grande Guerra fece un film chiamato Shoulder Arms, che fu il più grande successo di cassetta di quell’epoca. E’ impossibile pensare a un cataclisma peggiore della Grande Guerra: ebbene, Chaplin fece con quello il suo più grande film comico”. Schenck disse: “Oh, ma è un’altra cosa”. Non so perché fosse un’altra cosa. Allora gli domandai se andava bene che io facessi un ciclone: e lui fu d’accordo, disse che era meglio. Ora, lui non lo sapeva, ma negli Stati Uniti i cicloni e gli uragani fanno un numero di vittime quattro volte superiori alle alluvioni. Tutto stava bene visto che non lo sapeva, e così andai avanti coi miei collaboratori e feci il ciclone.

Buster Keaton (Mario Soldati, Appunti del servizio stampa n. 45, Maestri del cinema in tv: Buster Keaton, Rai, Roma 1972)

Un caldo appello della Tribuna ai Cinematografisti d’Italia, 15 febbraio 1915

Il Comitato organizzato dalla Tribuna, allo scopo di compiere un’opera di aiuto più larga e benefica che fosse possibile pei danneggiati dal terremoto (il terremoto della Marsica, 13 gennaio 1915, vedi il link n.d.c.) – Comitato che è composto dal senatore Cencelli, dall’on. Federzoni, dal comm. Luiggi, dal comm. Scaramella Manetti, dall’avvocato Corrado Fazzari, dal dott. Olindo Malagodi, dal comm. Enrico Mariani, dal marchese Vittorio Garroni e dal sig. Ettore Silvestri – nello studiare nuove vie e nuovi mezzi per rendere sempre più proficua l’opera sua, è venuto in contatto con parecchi rappresentanti della grande industria cinematografica, e, in seguito ad uno scambio d’idee, ha tracciato le prime linee e poste le prime basi di un nuovo progetto.

Si tratterebbe di questo: di fare che la maggior parte dei Cinematografi italiani – se fossero tutti meglio ancora – dia in un dato giorno, che verrà presto fissato, una rappresentazione speciale. Una notevole percentuale degli incassi di questa sarebbe versata alla sottoscrizione che la Tribuna ha aperta pei danneggiati dal terremoto.

Noi vorremmo, però, che questo speciale sussidio fosse usato in particolare: dedicandolo ad esempio – qualora i risultati, come speriamo, siano cospicui – al soccorso ed alla ricostruzione di un qualche speciale paese, il quale rimarrebbe come ricordo e monumento perpetuo del benefizio compiuto dalla industria cinematografica italiana per i danneggiati.

Considerando questo scopo e l vasta organizzazione necessaria per conseguirlo, la Tribuna ha creduto utili creare uno speciale Comitato, sia d’azione, sia d’onore, in cui gl’ interessati stessi dell’Industria cinematografica italiana siano largamente rappresentati. Ed a questo proposito sta compiendo i passi necessari.

Siamo lieti, intanto, di poter annunciare che la presidenza del Comitato onorario è stata assunta dall’onorevole Barzilai, che, nella sua qualità di Presidente della Federazione Italiana della Stampa, rappresenta la Stampa tutta.