Categoria: Cronologia 1930

Dossier Cabiria Terzo Episodio

Milano, 1° ottobre 1930
Milano, 1° ottobre 1930

Milano, 1° ottobre 1930. Dichiarazione: Dietro richiesta del Sig. Rag. Comm. Giovanni Pastrone dichiariamo allo stesso che le somme da lui rimesseci in data 27/9 corr.a. e 30/9 corr.a. per il complessivo importo di L. 30.000 – trentamila – servono esclusivamente a saldare le fatture riguardanti la riedizione di Cabiria giusto estratto conto SACIA allo stesso rimesso in data 26/9 corr.a. – Dichiariamo inoltre al Comm. Pastrone di assumerci direttamente e personalmente la responsabilità del pagamento delle fatture di cui sopra. In fede
(firma dei due amministratori)

Milano, 22 dicembre 1930
Milano, 22 dicembre 1930

Milano, 22 dicembre 1930. Egregio Signor Comm. Rag. Giovanni Pastrone,

Rispondiamo alla Vostra pregiata lettera del 19 corr. e Vi preghiamo di scusare se erroneamente sino ad oggi il nostro Ufficio Amministrazione non Vi dato cenno di ricevuta della nostra cambiale al nome di Bixio da Voi cortesemente rimessaci il 27 novembre scorso.-

Ci facciamo premura accluderVi nuovamente copia conforme all’originale del contratto da noi stipulato con la Casa C. A. Bixio facendoVi presente che non ci possiamo privare dell’originale stesso appunto in vista delle Vostre continue lamentele che ci fanno prevedere una non perfetta intesa tra Voi e la Casa Bixio.-

Vi uniamo pure come da Vostra richiesta copia delle fatture Borsari & Guerrieri relative a Cabiria.-

Permetteteci intanto di esprimerVi le nostre meraviglie per le Vostre continue lamentele in merito alla Casa Bixio mentre sappiamo che anche ultimamente avete assistito alla prova del disco, prova che è stata di Vostro gradimento.-

(…)

Firmato: Il consigliere delegato Giovanni Agnesi.

Milano, 11 marzo 1931
Milano, 11 marzo 1931

Milano, 11 marzo 1931. Egregio Signor Comm. Rag. Giovanni Pastrone,

Nel mentre Vi confermiamo la nostra lettera del 13 scorso per la quale non abbiamo avuto il piacere di Vostro esauriente riscontro, Vi comunichiamo con vivo rammarico che diversi nostri rappresentanti ci hanno scritto lamentandosi per il Vostro assoluto silenzio in merito al film Cabiria, silenzio che non sappiamo spiegarci.-

Per nostra tranquillità Vi preghiamo di volerci chiarire la cosa e nel contempo Vi saremo grati se vorrete rispondere alle varie richieste avanzate dai nostri rappresentanti, coi quali Vi siete impegnato per lo sfruttamento italiano di Cabiria.-

Con l’occasione Vi comunichiamo anche che il Sig. E. Pegan di Bologna, nostro rappresentante per l’Emilia – Toscana; considerati vani i tentativi di poter avere da Voi riscontro alcuno, ci ha addebitati della somma di L. 126,50 per reclame fatta per Cabiria, somma che nostra volta Vi diamo debito in partita.-

In attesa di leggervi al più presto, porgiamo i nostri distinti saluti

SACIA
Soc. An. Cinematografia Italo-Americana
Il Liquidatore

Dov’era finito l’Egregio Signor Comm. Rag. Giovanni Pastrone?

Uscirà o non uscirà sugli schermi la versione sonorizzata di Cabiria?

Non perdete la prossima puntata: Dossier Cabiria Quarto Episodio.

alla prossima!

Dossier Cabiria Secondo Episodio

Torino, 6 giugno 1928
Torino, 6 giugno 1928

Egregio Sig. Pastrone,

Non ho affatto dimenticato la promessa fattale. Anzi tenni parola della ristampa di Cabiria con un monopolista italiano, ma mi dichiarò che non si sentiva di pagare più di 100.000 lire di esclusiva, per questo non ho creduto opportuno sottoporle l’offerta.

Circa i nominativi per la vendita di zone, proprio in questo ultimo mese sono avvenuti dei perturbamenti finanziari che non consigliano per il momento trattare degli affari, perché purtroppo tutti come per il passato regolano con effetti.- Ad ogni buon conto le trascrivo i nominativi con i quali si potrebbe trattare:

Comm. Giuseppe Leoni. Lombardia-Veneto. Milano. Ottimo
Soc. An. Bosia. Lombardia e Veneto. Milano. Ottimo
Ervant Hanmahian. Trieste-Pola-Fiume. Trieste. Ottimo
Degli Esposti & Frascaroli. Toscana-Emilia. Bologna. Ottimo
Minuti Florenzo. Toscana-Emilia. Firenze. Ottimo
Sindacato Cinematografico Toscano. Firenze (in questo mese ha dimostrato un po’ d’incaglio)
Bonotti Fernando. Lazio-Marche ecc. Roma. Id. cs.
Soc. Noleggio Films Indipendenti. Meridione e Sicilia. Napoli. Id. cs.

Questi sono i nominativi per poter cedere la riesclusiva dopo i primi passaggi, bisognerebbe prima mettere a posto le prime visioni nelle città principali e per questo basta visitare o scrivere alle sale più importanti di Italia.

(…)

Enrico Fiori

Milano, 12 giugno 1930
Milano, 12 giugno 1930

Ci pregiamo trasmetterle il seguente telegramma pervenutoci in data odierna dal ns/ rappresentante in Vienna:

Trattano Vendita Negativo Cabiria Germania Urge Provvedere Presenza Vostra.

Tanto Le dovevamo per Sua conoscenza e gradiremmo conoscere il Suo pensiero in merito.

Con i migliori saluti.

SACIA
p. L’Ufficio Commerciale
(Andrea Rosina)

Torino, 20 agosto 1930
Torino, 20 agosto 1930

Dalla corrispondenza odierna ricevuta dalla Spett. SACIA rileviamo quanto ci è stato dato incarico di comunicarLe:

Vogliate pregare il Comm. Pastrone di voler consegnare sollecitamente alla Fototecnica i titoli movimentati per il film Cabiria e la lista dei titoli che devono accompagnare il film nella prima parte come presentazione del film stesso (La SACIA presenta Cabiria ecc, ecc)

Tali titoli ci urgono prima di incominciare la sincronizzazione del film che ormai è già troppo ritardata da fatti simili e con grave pericolo per le programmazioni.

Distinti saluti

Ente Nazionale per la Cinematografia
Agenzia per il Piemonte

Milano, 11 settembre 1930
Milano, 11 settembre 1930

Facendo seguito al colloquio avuto lunedì, 8 u.s., con Lei, ci pregiamo sottoporre al Suo benestare l’allegata lista dei prezzi-base, e cioè soggetti a diminuzione con controfferta, per le eventuali richieste che ci potranno pervenire dai diversi paesi nel mentre Le confermiamo che per quanto riguarda Francia-Belgio (e nell’eventualità non si combinasse con il Sig. Bodoira, anche per Egitto-Siria-Palestina) daremo opzione per tre mesi al Sig. Mazzetto di Parigi, già presentatoLe.

Sincronizzazione. Abbiamo definitivamente firmato il contratto con la Casa C. A. Bixio e sarà ns/ premura tenerla debitamente ed a tempo informata del giorno della prova di incisione, nel mentre Le rendiamo noto che con la stessa Casa siamo addivenuti ad un accomodamento anche per quanto riguarda i suoi desideri in merito al contratto stesso.

Cartellini e Copie. Nel mentre prendiamo atto che gli stessi sono ormai pronti, mentre ci auguriamo che la stampa delle copie possa ormai procedere con una certa e desiderabile speditezza, ci riserviamo esserLe precisi entro la settimana circa il disegno e le diciture dei due cartellini riferentisi alla registrazione sincronica ed alla musica, nel mentre ci permettiamo di insistere ancora presso di Lei perché voglia passare alla Fototecnica tutte le istruzioni definitive per i viraggi ed altro del caso, nonché i cartellini con le diciture che vanno stampate per sovrapposizione sulle scene.

(…)

alla prossima con il Dossier Cabiria Terzo Episodio.

Camilla Horn la Cenerentola di F. W. Murnau

Una scena di Faust
Una scena di Faust

Torino, 1930. « La mia vita è un poco la storia di Cenerentola » — dice Camilla Horn a chi la interroga sul come e perché diventò attrice cinematografica — « benché le contese pantofole non si adattassero così bene al mio piede come al suo…»

Infatti qualche cosa che ricordi Cenerentola, nella storia di Camilla Horn c’è. Soltanto che invece di pantofole nei suoi riguardi si trattò di un paio di minuscole scarpine nelle quali i piedi dell’attrice, per quanto piccoli, non si trovarono affatto a loro agio. A differenza di quelli di Cenerentola che nelle famose pantofole si trovarono eccellentemente a posto.

Storia di Cenerentola rimodernata dunque, ad uso e consumo di Camilla Horn…

Ma cominciamo dal principio.

Questa bionda seducentissima fräulein è nata a Francoforte sul Meno giorni più giorni… meno venticinque anni fa. Non fu mandata nel convento del Sacro Cuore, perché questa è cosa di cui hanno il monopolio soltanto le future attrici dello schermo americano, ma ebbe invece una casalinga educazione… italo-tedesca dai poveri sì ma onesti genitori. Ho detto educazione italo-tedesca perché Camilla è nata dall’intesa cordialissima, approvata da un curato e da un ufficiale dello stato civile, sorta tra una italiana e un tedesco.

Crebbe dunque, Camilla, senza « tirar giù » ai barbuti e barboni professori delle patrie Università, una qualsiasi laurea. Se fosse avvenuto così a quest’ora invece di deliziare il pubblico con le sue apparizioni sullo schermo, annoierebbe forse una distratta e lungorecchiuta scolaresca con dissertazioni pedanti che, se non conciliassero il sonno, insegnerebbero a diventare perfetti imbecilli.

La madre le mise dunque tra le mani (inorridite, donzellette moderne!…) un ago, appena fu in grado di poter conoscere a che cosa mai questo arnese potesse servire, e le insegnò la strada più breve che portava alla più vicina sartoria.

— In questo tempio si forgiano le donne che domani dovranno, non dico molto, ma almeno saper attaccare un bottone scappato dalla giacca del marito — sentenziò la degna signora. E Camilla, in quel tempio, imparò, infatti, a cucire.

Avrà imparato anche a lasciarsi corteggiare dagli studenti, i classici « primi amori » delle sartine, ma questa è una supposizione, d’altronde innocente, che non ci interessa approfondire.

Ma un brutto giorno il padre di Camilla cadde ammalato e alle porte di casa cominciò a battere il « bisogno ». Bisogno di aver soldi che il povero uomo non poteva guadagnare, durante la sua lunga permanenza a letto; bisogno di aver soldi oltre che per la esistenza quotidiana anche per il dottore e per le medicine.

Camilla non ebbe esitazioni.

Le poche lire settimanali che guadagnava come sartina erano sufficienti a tirar sbadigli, e allora decise di occuparsi altrimenti. L’Ufa la grande Casa Cinematografica tedesca impiegava delle comparse che, per poco che guadagnassero, guadagnavano sempre più di una sartina, e Camilla bussò alla porta di questa.

Le fu aperto, fu accettata.

Nella piccola famigliola si conobbe così, se non il benessere, il modo di poter tirare avanti fino al giorno in cui, rimessosi il padre della fanciulla, questi poté riprendere il lavoro.

Camilla affezionatasi allo « studio » vi rimase. Soltanto che, non essendo il lavoro delle comparse continuo e non rappresentando una risorsa vera e propria, se non c’è speranza di poter un giorno essere elevati al grado di attori, Camilla durante i periodi di riposo, prese lezioni di danza onde potere, per ogni eventualità, essere padrona di un’arte da far fruttare.

E alternò in seguito le fatiche del teatro di posa, con quelle dei teatri di « varieté » nei quali si esibì come ballerina.

— Già da tempo lavoravo negli stabilimenti della Ufa — racconta l’attrice — facendomi una pessima opinione del mio viso vedendo come nessun direttore vi prestasse attenzione. E dire che fino a poco tempo prima avevo ritenuto che il mio viso fosse tanto carino da avviarmi subito subito alle parti di rilievo!…

L’attenzione, invece che dal viso, era stato attratto dalle mie gambe perché un giorno le si fecero figurare per alcuni primi piani di un film… Beh, piuttosto che niente!… Però quando mi diedero da calzare un paio di scarpine (e qui c’entra di riflesso la storia di Cenerentola) mi avvidi con sommo dispiacere che non si adattavano al mio piede… Come fare?… Mi sforzai, ecco calzai egualmente quelle scarpe e sopportai durante due lunghissime ore la visione di miriadi di stelle. Finita la « ripresa » il Direttore, che era il grande Murnau, volse gli occhi sul mio viso (finalmente un Direttore mi guardava…in viso…) vi lesse il mio martirio, si impietosì, mi fece togliere quelle maledette scarpe… e mi offri una particina in Tartufo… Lo dicevo bene che bisognava guardarmi in viso per accorgersi che non avevo poi una faccia degna di tenermi relegata continuamente tra le comparse!… Però per farmi guardare in viso, occorreva proprio cominciare dalle gambe e discendere ai piedi, ahimè doloranti perché mal calzati… Basta. Murnau dopo aver « assaggiato » le mie possibilità in Tartufo mi volle elevare senz’altro a ruoli più importanti e mi prescelse quale Margherita in Faust. Così divenni attrice dello schermo.

In seguito Camilla Horn interpretò La cicala e la formica e quindi L’avventuriera d’Algeri quest’ultima film accanto a Maria Jacobini .

In Germania la si proclamò la migliore « ingenua » dello schermo e si conquistò una buona popolarità. Nel 1927 Ernest Lubitsch durante un suo viaggio in Europa ebbe occasione di conoscere l’attrice attraverso qualche interpretazione. Le sembrò elemento che negli « studios » di Hollywood non avrebbe dovuto sfigurare e la invitò ad accettare una scrittura, Camilla Horn passò così al cinema americano.

La sua prima interpretazione californiana fu Nella Tempesta, degli United Artists, nel quale ebbe a compagno John Barrymore, cui fece seguito La valanga (ancora a fianco del Barrymore) che viene ora presentata sugli schermi italiani.
MINO (Cine Sorriso Illustrato, 2 marzo 1930)

Questa è la storia e la carriera di Camilla Horn — nata il 25 aprile 1903 — dal debutto nel cinema “muto” ai primi tempi del cinema “sonoro”, per il resto… altrove.