
Un’avvenimento d’arte, olezzante del più puro patriottismo, svoltosi in ampia cerchia d’alti intelletti e di uomini politici di valore alla cui saggezza è affidata la fortuna d’Italia, ha avuto luogo in Roma.
Il film Nozze d’Oro della italicamente artistica Casa D’Ambrosio che dalla riva del Po, dalla ridente città il cui emblema è la forza Taurinea, inonda la penisola e l’estero delle migliori produzioni eccellenti nel campo cinematografico, fu premiato all’ Esposizione cinematografica internazionale di Torino col primo premio di lire venticinquemila.
La Casa Ambrosio in Nozze d’Oro episodio della battaglia di Palestro, trasfuse in sintesi tutta l’ epopea di ansie, sacrifizii, entusiasmi e vittorie del nostro Risorgimento, ed il pubblico che accorse numerosissimo all’ invito della Proiezione degnamente commemorante il Cinquantenario fu trascinato all’applauso veemente ed alla dimostrazione entusiastica.
Per ragioni d’indole politica che non vogliamo indagare, venne proibita la proiezione di Nozze d’Oro: la Casa Ambrosio che pur vedeva lesi in tale ordinanza i suoi interessi morali ed economici, patriotticamente, a meglio dimostrare quale nobile direttiva muore la fiorente industria, tacque.
L’avvenimento d’arte, olezzante di patriottismo cha ha avuto luogo in Roma, in forma privata, al Cinema Colonna, con l’intervento di circa trecento fra Senatori e Deputati fra i quali primeggiavano Sottosegretarii di Stato ed altre personalità del mondo politico è stato offerto dalla casa d’Ambrosio con la proiezione del film Nozze d’ Oro che le assicurò, mesi addietro, l’affermazione completa nel Campo cinematografico internazionale ed il plauso pubblico per il concetto cui l’artistico film era inspirato e per il suo perfetto sviluppo, che le ha assicurato oggi l’applauso ufficiale della rappresentanza nazionale.
L’invito era privato, il mondo politico è intervenuto senza veste ufficiale, ma l’applauso che ha interrotto spesso ed alfine coronato Nozze d’Oro era individuale ed ufficiale nel tempo stesso.
Il sorriso di compiacenza che abbiamo scorto sulle labbra dei venerandi che dell’Epopea furono testimoni e soldati, su quelle dei giovani che sentivano nobile gelosia di non aver potuto parteciparvi; la commozione che sprigionavasi irresistibile all’episodio della Contadina che tenta sviare la perquisizione dell’Austriaco; l’applauso unanime vibrante che ha salutato l’attacco alla baionetta dei bersaglieri contro le reni Austriache; tutta l’osservazione dello stato d’animo palpitante ed alfine prorompente in applauso del mondo politico nel Cinema Colonna privatamente raccolto ci ha convinti che ivi l’anima della Nazione pubblicamente, fortemente si manifestava.
Il mondo politico italiano ha decretato il trionfo a Nozze d’ Oro e la Casa d’Ambrosio può andarne orgogliosa.
Il mondo politico ha plaudito a quanto non è oltraggio verso chicchessia ma rievocazione del nostro aureo Risorgimento, e quel plauso significa entusiasmo pel passato e fermezza di proposito per la Nuova Era che si apre.
Il pubblico italiano ha ben diritto di assistere alla proiezione di Nozze d’ Oro, di entusiasmarsi allo sguardo del passato che sulla bianca tela si vive, di entusiasmarsi per l’avvenire che esso ci addita.
Il mondo politico non potrà oggi vietarlo quando ha sanzionato il trionfo a Nozze d’Oro. Anzitutto è bene dire che non al Pizzi soltanto furono rivolte le deplorazioni della stampa e del commercio cinematografico; ma anche ed in ispecial modo contro coloro che hanno scritto e diffamato alla macchia col comodo sistema anonimo; né si sà, perché si sia assunto tutto il peso delle querele il Pizzi che è il meno pulito di tutti. Di costui infatti potremmo descrivere la vita attraverso le sue relazioni da Contaldo fino al cinematografista Schepis, e chiaro risulterebbe quanto strana è l’invettiva « canaglia » in bocca a questo galantuomo; ma preferiamo che ciò si faccia dinnanzi al magistrato al quale lo abbiamo querelato per ingiurie e diffamazioni.
Di una sola cosa intanto ci dichiariamo dolenti: di non aver potuto cioè ancora far soffrire i rigori della legge, assieme al Pizzi che è in fondo una testa di legno, meritevole piuttosto di pietà e di commiserazione, ai veri responsabili tra cui si nasconde qualche cornuto contento che non ha avuto il coraggio delle proprie opinioni.
CINEMA, Napoli 25 febbraio 1912

