I profughi a Milano

I profughi al Cinema Centrale e all'Apolo

Per tre volte gli espulsi dalla Turchia che sono ospiti di Milano si sono recati al CINEMA-CENTRALE gentilmente invitati dal Cav. Antonio Bonetti. La nostra fotografia rappresenta un gruppo di profughi che esce dal CINEMA CENTRALE per recarsi all’APOLLO, dopo avere assistito all’interessante spettacolo cinematografico.

AIl’APOLLO era preparato pei nostri connazionali un signorile « buffet », che li riunì simpaticamente intorno al Cav. Bonetti che faceva con squisita cortesia gli onori di casa. Al rinfresco offerto a tutti si aggiunsero speciali distribuzioni di dolci, di ventagli alle signore, e di bandierine ai numerosi bambini della colonia — tutti allegramente entusiasti della patria nuovamente conosciuta o riconosciuta.

Queste gite dei profughi per la città e le infinite dimostrazioni di cordiale simpatia che essi ricevono sono la più eloquente prova dei sentimenti di fratellanza che legano oggi tutti gli italiani.

A questi sentimenti sono stati ispirati i ricevimenti offerti al CINEMA-CENTRALE e all’APOLLO dove le accoglienze fatte ai profughi sono state così affabili e gentili che il Comitato « Pro espulsi » volle con speciale lettera esprimere i ringraziamenti a nome di tutti all’egregio Cav. A. Bonetti.

Dalle simpatiche riunioni abbiamo voluto conservare sulla fotografia che pubblichiamo un ricordo e una testimonianza che anche ai connazionali restituiti al nostro affetto dalle barbarie turche, riusciranno, speriamo, di particolare gradimento.

Cinematografo Moderno

Programma straordinario dato in occasione della Grande festa per il primo compleanno

INTRODUZIONE

Si er popolo de Russia s’arivorta,
si la frotta der Bartico s’incaja
a noi de questo qui non ce n’importa!
stamo bene in Itaja!

Si lo Zare ar quartiere de l’inverno
invece de Tripoffe e Vardimiro
ciavea ‘r Cinematofrego Moderno,
nun faceva un suspiro!

E adesso, speciarmente, c’è da vede
‘no spettacolo mòstre, assai svariato,
che chi lo gode manco nun ce crede!
Ciarimane incantato!

PARTE PRIMA

La corrida dei tori, a colori, eseguita dal vero espressamente dal nostro corrispondente in Ispagna. – Novità.

Tu vedi in d’un teatro li spagnoli
che cor pugnale e cor un panno rosso
fanno la caccia ar toro e, soli, soli,
je vanno incontro e addosso!

Er toro te sbudella, poi, un cavallo
e seguita infrocito a dà cornate!…
ma un torido l’afferma e, callo, callo
je dà du’ cortellate!

PARTE SECONDA

Passaggio di truppe giapponesi in marcia verso Porto Arturo dopo la resa. – Unica cinematografia che sia stata ripresa dal vero. – Novità.

Vedi li Giapponesi propio veri
che armati de fucile e cor tammuro
sverti più peggio de’ li berzajeri
cureno a Port’Arturo!

PARTE TERZA

Pierrot e la Luna, a colori. – Novità.

E poi c’è ‘na scenetta d’un pajàccio
che p’èsse stato a fa ‘na serenata
sotto la su’ regazza, poveraccio,
ce pia ‘na tortorata.

Però, c’è ‘na magnifica sorpresa!
Dar cielo, de lontano viè la luna
che se spalanca e drento c’è distesa
‘na giovinetta bruna.

Quella è la su’ regazza. In d’un momento
ecco pajaccio accosto a ‘la sua cara…
E pe’ mostraie quanto lui è cuntento
je sona la chitara.

PARTE QUARTA

L’ubriaco e il lampione. – Novità.

Doppo viè ‘n omo su ‘la cinquantina
che s’è presa ‘na toppa a comugnone,
ma poi je s’arimpone la benzina
attaccato al lampione!

PARTE QUINTA

Scherzo pirotecnico, a colori. – Novità.

E, come pe’ finale, tra li giochi
tu vedi puro tutti li scherzetti
che fanno a ‘la girandola li fochi
co’ certi girelletti.

CONCLUSIONE

Insomma, a ‘sti spettacoli ce vedi,
tra la folla, le moniche e li frati
e ‘nsinenta li preti stanno in piedi
accanto a ‘li sordati.

Er vanto è tutto de ‘la Direzione,
ir quale nun tralassa proprio gnente
pe’ dà ‘ste belle arippresentazione
e divertì la gente!

E er fatto è questo qui: specie Alberini,
‘nsieme cor sor Paciucci e cor sor Lenti
nun guardeno da spende li quadrini,
pe’ fa’ tutti cuntenti!

Ciànno sudato co’ l’Autorità,
pe’ convincèlli e dije: Ma sapete?
La robba la volemo arigalà!
‘Mbè?! Ce lo permettete?

MARCO TUJO CICERONE

Roma, 1905

Film e progetti del primo stabilimento italiano di manifattura cinematografica

"La Malia dell'oro" Alberini e Santoni 1905
“La Malia dell’oro” Alberini e Santoni 1905

Gennaio 1906

Dal periodico L’industrie Cosmopolite (1) togliamo la presente notizia che riguarda il nostro Consocio F. Alberini:

Compiacciamoci sinceramente coi Sigg. Alberini e Santoni perché, d’ora innanzi, anche per l’arte cinematografica vedremo, ancor una volta, affermarsi l’assioma che l’Italia sa fare da sé emancipandosi, anche in tale artistica industria, dai mercati stranieri.

Il Cinematografo, divertimento dell’occhio e dello spirito, che concede, a coloro che non possono viaggiare, i vantaggi di ammirare non dimeno località lontane, episodi avvenuti ad immense distanze, situazioni inverosimili, esilaranti aneddoti, gustose scenette fantastiche, fu così perfezionato dalla Ditta Alberini e Santoni da gareggiare vantaggiosamente coi migliori stabilimenti esteri.

Questa Ditta venne fondata nel 1902 dal Sig. Filoteo Alberini inventore del Cinematografo a serie e proprietario del rinomatissimo Cinematografo Moderno di Piazza Esedra, 67, ritrovo della migliore società romana. Egli associavasi nel 1905 col Signor Dante Santoni e per dare maggior incremento all’azienda, si costruì in Via Appia Nuova, fuori Porta S. Giovanni, uno speciale Stabilimento, dotato da ricco e svariato macchinario, degli ultimi e perfezionati sistemi di riproduzioni cinematografiche, appositamente costruito in Germania e in Francia.

L’edificio ha un’area di 2000 mq., consta di vari fabbricati, e un’immensa vasca per la riproduzione di soggetti nautici.

Il fabbricato principale è a tre piani, di cui uno sotto terra per le camere oscure, in esso oltre 50 operaie procedono alla preparazione e colorazione dei Films, e questo numero verrà quanto prima raddoppiato per le ognor crescenti richieste, senza contare poi i provetti artisti che sono man mano assunti a seconda dei soggetti in lavorazione.

Il teatro di posa, tutto a vetri, è di 21 m. per 12.50; ivi sono ideate e riprodotte le varie scene costituenti  il soggetto cinematografico, segue il caseggiato per la colorazione, lungo 53 m.

Per la grandiosità dell’impianto, la razionale sua ripartizione e infine per la riconosciuta bontà delle riproduzioni, possiamo asseverare che questo è il primo unico impianto italiano di manifattura cinematografica.

La sua sede amministrativa è in Roma, Via Torino, 96, senza succursali in altre città.

Tra gli innumerevoli artistici lavori della Alberini e Santoni dobbiamo raccomandare agli ammiratori del Cinematografo la grandiosa ricostruzione storica della Presa di Roma, 20 settembre 1870, serie lunga 250 m., nella quale si è fatto tesoro dei più minimi particolari storici, desunti dai giornali e dalle cronache del tempo, con scenari riprodotti dal vero e azionati, per concessione governativa, da veri soldati delle varie armi e uniformi dell’epoca memoranda nella storia del risorgimento italiano.

Per suo sapore d’attualità meritano particolare menzione ancora: la riproduzione dei luttuosi episodi del terribile recente terremoto calabrese, serie interessante presa sul luogo e dalla lunghezza di 200 metri, e una nuovissima fèerie: La Malia dell’oro, con musica espressamente scritta dal valente maestro Bacchini, nonché una ricca serie di nuove ed esilarantissime scene comiche.

Sono in preparazione molti altri importanti soggetti con musica espressamente scritta, e dei quali, a suo tempo, daremo notizia; intanto osserviamo che questo Stabilimento cinematografico è l’unico che abbia corredato i suoi soggetti cinematografici di scelta musica espressamente scritta.

Gli acquirenti dei Films devono perciò acquistare pure lo spartito musicale per piano e, per chi lo richiede si può avere anche la partitura per orchestra.

Lo Stabilimento Alberini e Santoni, che nulla ha risparmiato per assicurarsi un brillante avvenire con l’insuperabile riuscita dei suoi Film, circondandosi dai migliori artisti, con la gran copia di soggetti nuovi, interessantissimi e la ricchezza degli scenari e costumi impiegati, si assicurerà certamente un posto preclaro fra i più rinomati congeneri, e noi, giudicando dal grande successo dei suoi primordi, affermiamo, con perfetta conoscenza di causa, che la spettabile Ditta Alberini e Santoni raggiungerà, ben presto, tutta quella massima prosperità e rinomanza che ben si merita.

Spettacoli varii Il Messaggero, Roma 1 dicembre 1905
Il Messaggero, Roma, 1 dicembre 1905

Come membri della stampa romana abbiamo il 28 ottobre 1905 assistito all’inaugurazione della nuova Sala Panoramica che l’attività fenomenale dell’egregio Signor Filoteo Alberini apriva in Via Torino, 110, 111 e 112.

Le scene bellissime e di squisito gusto artistico, ideate e dirette dal chiarissimo Prof. Baldassarre Surdi, rappresentano la Terra Santa di Palestina ove si svolse il gran dramma cristiano.

I nostri rallegramenti pertanto all’egregio Signor Filoteo Alberini, Direttore e Proprietario del Cinematografo Moderno e della Sala Panoramica, sempre primo nell’offrire al pubblico intelligente, sani e artistici spettacoli.

(Società Fotografica Italiana, Firenze – Bullettino Mensile)

(1) Periodico pubblicato a Roma.