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Sole di Alessandro Blasetti a Milano

Sole di Alessandro Blasetti 1929

Milano, Novembre 1929
Sole, di Blasetti, dopo i sereni quanto entusiastici commenti dovuti alla stampa politica e tecnica e le lodi incondizionate dei cinematografasti d’ogni luogo; dopo il lieto battessimo di folla, avuto dinanzi al pubblico romano, auspicio gioioso per viaggio attraverso le platee del mondo, che il film si appresta a fare, giunge a noi. 
E con Sole abbiamo di fronte uno fra i più tipici, strani e forti lavori della produzione europea odierna. 
Plaudo quindi agli artefici — i giovani — e, sicuro, dò il mio benestare. Ma non mi fermo qui — voglio dire su ciò che la stampa, in parte, ha trascurato commentando il film, il primo, si noti bene, della rinascita italiana. 
E cioè, che Alessandro Blasetti ha dimostrato di saper interpretare il giusto valore della cinematografia, valutandola ed usandone per gli scopi più severi; e ha compreso prima d’ogni altro produttore italiano quale efficace e stupendo strumento di propaganda sia chiuso in essa. Ha dato, così, l’esempio ai nostri. Sole, attraverso lo svolgimento, che può essere anche discusso ma che pure raccoglie elementi  d’interesse, compie una missione, rileva netti i suoi scopi, raggiunge pienamente gli intenti. 
L’arte che schiude ha quel colore pittoresco e tragico che va dall’irruente violenza di tono al pacato gioco dei sentimenti. Dice della palude nefanda, la malsana plaga che inquina lembi di nostra terra. Ed il malanno della terra unisce la grama odissea degli uomini che l’abitano. Passioni, odii torbidi stanno accanto a miserie, malattie e febbri. 
Poi il sole che irrora la vita sana, uomini che, temprati in volontà nuova, vengono redenti; e la terra, prima malata e perciò, che darà pane, benessere. Questa è la base! 
Sole, oggi, 11 Novembre, in rappresentazione di gala ad inviti, ha avuto la sua « prima » milanese. Da giovedì il publico sarà chiamato alle visioni pubbliche ed io vorrei che tutti i giovani che hanno auspicato la rinascita assistessero alle proiezioni e prendessero cognizione della fatica immane sostenuta, e spronassero a nuove lotte, a nuove vittorie. Ubaldo Magnaghi

Vent’anni fa intrapresi la ricerca su questo film considerato “perduto” in vista del centenario del regista, nato a Roma 3 luglio 1900. Come sicuramente sapete, di Sole è sopravvissuto soltanto un frammento, pochi minuti della prima parte, conservato nell’archivio della Cineteca Nazionale di Roma.

Si era sempre detto che l’unica copia nitrato scomparì, insieme a molte altre, dalla Cineteca del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1943. Alcune fonti invece affermavano che il film fosse stato post-sonorizzato e riportato nelle sale dopo il 1930, aprendo le porte alle possibilità di ritrovare altre copie ma bisogna ricordare che Blasetti ha sempre smentito una post-sincronizzazione: « Sole è stato accompagnato da un commento musicale suo proprio, composto dal maestro De Risi, che aveva fatto questa operazione per un altro film, su ordinazione americana: The Big Parade di King Vidor, che aveva appunto una sua musica, eseguita dall’orchestra. In seguito a questo modello, quando fu fatto Sole, per affetto verso di me il M.o De Risi compose un commento musicale, con cui è stato accompagnato il film in tutti i principali i cinematografi » (1).

In occasione del III Agrifilmfestival di Orbetello (11-15 settembre 1985), e del Seminario Autoritratto rurale del fascismo, curato da Gian Piero Brunetta, viene pubblicata la sceneggiatura, conservata allora nell’archivio della figlia del regista Mara Blasetti, a cura di Adriano Aprà e Riccardo Redi. Nel saggio Sole film della rinascita, Riccardo Redi scrive: « Senza distribuzione, il messaggio innovativo di Sole restava lettera morta. Si cercarono alleanze, si fecero tentativi. Il 29 agosto la ADIA e la SACIA (che pure avevano problemi minori) si unirono all’Augustus e alla Suprema Film in un Consorzio Italiano Produttori, rimasto tuttavia sulla carta: non se ne trova traccia neppure nei documenti ufficiali, Cancelleria commerciale del Tribunale e Bollettino delle Società Azionarie. Solo in ottobre Sole esce in versione normale al Cinema Moderno di Roma: ma non si trovano tracce di altre uscite ».

Dal novembre 1973 al corrispondente periodo del 1974, Francesco Savio incontrò davanti al magnetofono 116 personaggi che avevano lavorato nel cinema italiano degli anni trenta-quaranta. Nell’intervista a Blasetti, a proposito di Sole, il regista ricorda ancora una volta il commento musicale del maestro De Risi, che accompagnò il film « in tutte le proiezioni, anche a Torino, a Milano e dappertutto », aggiungendo poi che « malgrado il successo, sono arrivato direttamente alla liquidazione della società. Il negativo fu venduto per due lire, la società fu messa assolutamente a terra ».

Questi, più o meno, erano i preliminari quando incontrai Mara Blasetti, o meglio, quando Mara Blasetti incontrò me, vent’anni fa. È stata una bella avventura e ringrazio ancora oggi Mara per la sua generosità e amicizia. Come direbbe Francesca Bertini: il resto non conta.

Dalle mie ricerche e dalla consultazione dell’archivio personale di Blasetti, le copie stampate del film dovevano essere almeno tre.

Il ritrovamento all’inizio del 2009 del “dietro le quinte” di Sole nei magazzini di un non meglio precisato “laboratorio di sviluppo stampa” a Roma (« un paio di scatole con alcune decine di rullini di pellicola positiva infiammabile in buone condizioni » Alfredo Baldi 10 novembre 2009), riaccese i fuochi e la curiosità intorno a Sole, dopo la presentazione al pubblico nel corso del festival del Cinema Ritrovato 2009.

Dal 2009 ad oggi non ho smesso di farmi le stesse domande: Chi e quando aveva depositato, e poi, a quanto pare, dimenticato il paio di scatole nel non meglio precisato laboratorio di sviluppo stampa? Come mai le scatole sono state scoperte “in un angolo buio di una cantina” e consegnate alla Cineteca Nazionale? Rapporti di amicizia?

In molte riprese del “dietro le quinte” appare un giovanissimo Goffredo Alessandrini: « Alessandrini fu mio collaboratore a cominciare da Sole, era figlio di un miliardario egiziano, aveva un’automobile, era amico della Magnani, che era una ragazza giovanissima, meravigliosa. Metteva a nostra disposizione l’automobile, perché avevamo molta buona volontà, ma in quanto a mezzi… delle volte durante la lavorazione di Sole siamo andati avanti con una cotoletta in tutta la giornata e mezzo chilo di pane, siamo andati avanti lavorando in palude così, ma eravamo tutti lieti, felici, eravamo tutti operai, trasportavamo i capelli sulla palude, io entravo nell’acqua per trasportare le barche, fare i carrelli acquatici, con gli stivali di gomma fino a mezza coscia…» (2).

Tanto per aggiungere qualche curiosità in più intorno alle “immagini perdute di Alessandro Blasetti”, Mara si ricordava che il padre aveva girato un piccolo film dove Anna Magnani, insieme ad un attore del quale ho dimenticato il nome, cantava stornelli.

Buona caccia! Io non ho mai smesso di cercare, come dimostra il fotogramma di Sole che illustra questo post “ritrovato” pochi anni fa.

1 e 2 Intervista con Alessandro Blasetti di Sergio Grmek Germani; Materiali sul Cinema Italiano 1929/1943, Undicesima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, Pesaro 14/21 Settembre 1975.

è dimostrato

Sole 1929
Una scena del film Sole (1929), foto Bragaglia, luci Giuseppe Caracciolo

Non ho disertato queste colonne.

Ho semplicemente dedicato tutta la mia attività alla completa e concreta dimostrazione delle possibilità dei nuovi e dei giovani.

E, ad onore dei miei e dei nostri nemici, debbo dichiarare che il compiere ed il vincere non è stata cosa comoda né semplice.

Non per le prevedute difficoltà materiali della lavorazione o per l’inesperienza degli elementi; ché, anzi, tutti i miei collaboratori mi hanno quotidianamente ed ininterrottamente facilitato anziché ostacolato il lavoro.

Non perché non abbiamo artisti o non abbiamo tecnici, insomma, il vincere ed il compiere è stata fatica che Sisifo sarebbe orgoglioso di elencare fra le sue.

Ma perché…

Beh! il perché adesso  sarebbe lungo esporre. Lo si dirà però in sede acconcia; e con tutti i punti e le virgole..

Oggi Sole è compiuto.

Sul valore artistico ed industriale dell’opera io son l’unico che non può giudicare. O, meglio, che non può affermare, annunziare, proclamare.

Potrò discutere se dovrà darsene l’occasione e se ne varrà la pena. Poi.

Ma quale che sia il valore del film una cosa è indubbiamente certa. Che Sole non può essere accusato di inesperienze e di impreparazioni.

Ed il primo documento compiuto e concreto è, così apprestato alla convinzione delle persone in buona fede.

Italiani, nuovi, giovani possono ottimamente fare del cinematografo come ne fanno stranieri esperti e consumati.

Fatto concreto questo, ormai, al quale Neroni e Simonelli hanno portato contributo parallelo al nostro con Maratona di cui si dice un gran bene.

Il maggiore o minore valore dei films così realizzati non dipende e discende che dal maggiore o minore valore intrinseco, congenito, immodificabile degli artisti come tali. Ma questo è per tutti i films e non soltanto per quello che la Augustus con audacia che non ha esempio nella storia dell’industria mondiale, ha compiuto in questi giorni.

Tutti gli sforzi erano diretti ad impedire che si completasse questa dimostrazione.

Ora la dimostrazione c’è.

E servirà al suo scopo.

Alessandro Blasetti
(cinematografo, Roma, 8 giugno 1929)