Il Primo Concorso Mondiale Cinematografico Milano 1909

Medaglia ricordo del Primo Concorso Cinematografico, Milano Ottobre 1909

Milano, Novembre 1908. Il comm. Edoardo Banfi, in unione di parecchi rappresentanti dei giornali cittadini, lancia l’idea di promuovere a Milano un concorso mondiale cinematografico fra le diverse case mondiali, ed una mostra retrospettiva della cinematografia. Il Banfi ha già invitato le 49 case mondiali cinematografiche ed in brevissimo tempo ebbe 19 adesioni, delle quali 13 dall’estero, e cioè dalla Russia, dall’America, dalla Francia, dal Belgio.
Ogni casa aderente dovrebbe prodursi con uno spettacolo giornaliero in un locale da destinarsi.
L’epoca del concorso sarebbe il marzo del prossimo anno. A garanzia della serietà del concorso nel Comitato non dovranno far parte né produttori, né case fabbricanti di films.
Le case concorrenti non avrebbero oneri di sorta all’infuori della spesa di prodursi.
Una apposita Commissione composta da artisti e di membri della stampa formerebbe la giuria. Ai concorrenti sarebbero riservate medaglie d’oro, d’argento e diplomi.
Il ricavo del concorso, della mostra e delle produzioni andrebbe a beneficio dell’Istituto di Previdenza dell’Associazione della Stampa e di altre istituzioni cittadine.
Queste idee espresse ieri dal comm. Banfi in una riunione di amici, saranno discusse in una adunanza che si terrà venerdì all’Associazione della Stampa, adunanza alla quale sono invitate personalità cittadine dell’industria, dell’arte, della scienza.

Milano, 8 dicembre 1908. Giorni sono i promotori di un concorso mondiale di spettacoli cinematografici, con a capo il comm. Banfi, ci inviavano un comunicato illustrante l’artistica iniziativa e lo scopo benefico di essa, dato che gli utili netti degli spettacoli sarebbero stati devoluti in gran parte al fondo di previdenza dell’Associazione della stampa, e a vantaggio di altre istituzioni. L’iniziativa ha trovato largo favore, tanto che sere sono ad una prima riunione intervennero numerose persone desiderose di cooperare al successo. Il detta riunione, che fu tenuta nella sede dell’Associazione della stampa, il comm. Banfi espose il programma generale del concorso che si terrebbe nella ventura primavera, e in giorni diversi da quelli fissati per altri avvenimenti, tra cui il concorso nazionale di fotografia, in modo che una manifestazione non abbia a nuocere all’altra. Da parte sua il concorso cinematografico deve assumere una importanza spiccata e singolare, dato il suo carattere internazionale e perché è la prima volta che si verifica. Così sono intervenuti accordi tra i promotori di quello e il Comitato ordinatore della mostra fotografica, con sezione cinematografica, perché le due imprese non abbiano a confondersi. In un successivo convegno tra il comitato direttivo dell’Associazione della stampa e il comm. Banfi, furono determinati i rapporti tra quello e i promotori del concorso.
La rappresentanza giornalistica approvò nelle sue linee generali il programma del concorso e deliberò di accordare ad esso il suo appoggio morale. Fu inoltre concesso che il Comitato organizzatore del concorso abbia la sua sede presso l’Associazione della stampa (via Silvio Pellico, 8). Colle persone che intervennero alla prima adunanza e con altre che furono officiate poi, venne in parte costituito già il Comitato generale, il quale, per ora, è cosi composto:
Presidente effettivo: comm. Eduardo Banfi, Brioschi rag. Giovanni, Fino Carlo, Pietra Cav. Luigi, Roncalli Lino, Praga cav. Marco, Finzi Ugo, Rosa Cavalli Porro, Broglio Grabinsky conte Luigi, Pullè comm. Leopoldo, Butti E. A., Foa avv. Ferruccio, Fabbri prof. G. I., Marone Luigi, Somasca rag. Luigi, Foa ing. Dino, Candiani comm. Giuseppe, Tempini comm. Napoleone, Tadini Giovanni, Viviani ing. Bernardino, Salvadori Riccardo, Rovescali cav. Antonio, Campi cav. Giacomo, Turati conte Vittorio, Boeti Valvassura Teresa, Ricchieri prof. Giuseppe, Bianchi Italo, Libretti dott. Antonio, Lauzi cav. uff. Achille, Pugliese cav. Emanuele, Cavallotti Mattia, Zucchini Aldo, Perotti Francesco, Cermenati Ulise, Bolgonesi Giuseppe, Bistolfi avv. Gianni, Tonnini Pietro.

27 Gennaio 1909. Il Comitato esecutivo del 1° Concorso Mondiale di Cinematografia comunica il programma del concorso stesso concretato nell’ultima assemblea tenuta presso l’Associazione Lombarda dei giornalisti.
Il programma tiene soprattutto a far rilevare lo scopo dell’iniziativa che è quello di far sì che il Cinematografo, divenuto quasi uno spettacolo di prima necessità, assorta a scopo educativo: alla diffusione delle cognizioni storiche, geografiche, etniche ed etiche, alla propaganda del umore non condito da oscenità, alla esposizioni di fatti veri della vita che si vive: dandogli insomma, un indirizzo consono a sani criteri di coltura.
Duplice sarà la considerazione in cui saranno prese le Films inviate al concorso; saranno premiate quelle umoristiche, quelle storiche, quelle patriottiche; Films d’Arte; Films a colori; Films di paesaggi, di usi e costumi, d’invenzioni scientifiche, d’industrie, di commercio e di sport; Films di trasformazioni, ecc.; saranno premiate quelle notevoli per perfezionamenti nelle proiezioni; per le proiezioni in rilievo, in piena luce, alla luce del giorno, per le Films incombustibili, trasparenti, e per tutte le altre novità riflettenti la proiezione. Si terrà anche conto della cinematografia parlante.
Ogni concorrente dovrà inviare almeno 500 metri di Films per un massimo di tre spettacoli al concorso la cui durata non oltrepasserà i 30 giorni e che si chiuderà col verdetto di una Giuria internazionale composta di componenti, non legati da relazioni di interesse a case produttrici.
Il Comitato esecutivo sceglierà il locale, ne curerà l’impianto e l’arredamento, provvederà macchine e operatori per le case che non vogliono inviare i propri.
L’adesione dovrà essere data al Comitato entro il 15 marzo p. v. L’utile netto, com’è noto, è destinato alla beneficenza.
I premi offerti dal sindacato e dal presidente della Camera di Commercio di Milano, presidenti onorari del concorso, dal ministro dell’A.I.C., ecc., consisteranno in diplomi d’onore, medaglia d’oro, d’argento e di bronzo e menzioni onorevoli.

Paris, 6 septembre 1909. L’organisation du concours de Milan se poursuit avec ardeur et nous fait espérer en gros succès. Des adhésions nouvelles de toutes les maisons d’édition arrivent tous le jours au comité.
Quelques membres du comité exécutif ont été reçus par le Syndic de Milan, Bassan Galba auquel ils ont offert la présidence honoraire; ce dernier a spontanément offert une médaille d’or et promis d’obtenir une récompense de la municipalité.
Parmi les dernières adhésions, rappelons celles de l’Itala Films, de Camille Ottolenghi de Turin; l’Eclair, la Simia, l’Eclipse, Urban, Radios, Vitagraph, Warwick etc…
Bravo pour les Italiens! Puissent-ils avoir meilleure chance que les Anglais!

I concorrenti al concorso mondiale cinematografico. È già assicurato l’intervento delle grandi Case produttrici nazionali ed estere: Luca Comerio, Adolfo Croce, N. Riccardi di Milano, Società Anonima Ambrosio, Aquila Films, Unitas, Itala Films, Pasquali e Tempo di Torino, Società Italiana Cines, Latium Films di Roma, Vesuvio Films di Napoli, Fabbrica Italiana pellicole parlate di Pisa, Films C. Globe Stoccolma, A. O. Drandkoff di Pietroburgo, The Vitagraph e C. di New York, Saturn Films Fabrik di Vienna, Urban C. di Londra, Società Simia, Raleigh e Robert, Lux, Théophile Pathé, G. Méliès, Lio, Eclaire, Eclipse, Radios di Parigi. Come è noto il concorso, che durerà dal 15 ottobre al 1 novembre, e tutti gli utili sono destinati a beneficenza.

Milano 17 Ottobre 1909. Il primo concorso cinematografico mondiale, preparato con assidua cura da un Comitato presieduto dal comm. Edoardo Banfi, è stato inaugurato ieri sera al Cinema-Teatro di via S. Radegonda. La serata fu dedicata alle autorità e agli invitati. Intervennero il prefetto sen. Panizzardi, il comm. Marcheroni segretario generale del municipio, e rappresentanze del mondo teatrale, artisti, fotografi, ecc. Da prima, nel vestibolo fu servito un rinfresco e fu col tocco dei bicchieri inneggiato al successo del concorso; quindi gli intervenuti passarono nella sala delle rappresentazioni a godersi lo spettacolo.
Fu offerto un saggio delle migliori produzioni cinematografiche destinate a figurare nel concorso, il quale viene iniziato oggi pubblicamente e durerà fino al primo novembre.
Nel concorso hanno ottenuto un vivo successo di ammirazione le films presentate dalla Società anonima fabbricazione films italiane Luca Comerio di Milano. I saggi dall’Inferno dantesco furono assai apprezzati per la bellezza della composizione e per la perfetta evidenza dei colori: le fiamme sono riprodotte con una verità sorprendente, e le figure di Dante e Virgilio campeggiano nel vasto quadro, mentre si agitano le figure dei dannati. Questa cinematografia prova il progresso ottenuto dalla ditta Luca Comerio che in fatto d’arte, di fantasia e di perfetta esecuzione si afferma vittoriosamente di fronte alle grandi case dell’estero; e il pubblico lo dimostrò con lunghi applausi.
La seconda film della stessa ditta Luca Comerio è Dall’alba al tramonto in Egitto, tolta pure dal vero, con effetti di luce di una mirabile evidenza. In questa film l’arte della cinematografia italiana riesce ad ottenere una nuova e significante vittoria con la sfumatura graduale delle tinte e delle mezze tinte. L’effetto ottenuto dà veramente la sensazione d’incanto che desta il sorgere del calore del sole in quei paesi di sogno. Battimani vivissimi scoppiati da ogni parte della sala salutarono le nuove produzioni della Società Anonima fabbricazione Films Italiana Luca Comerio.
Anche la Società anonima Ambrosio di Torino si è brillantemente affermata colle sue due films: Nerone, rappresentato con bella evocazione storica e La caccia al leopardo, tratta dal vero, nella colonia Eritrea. Entrambi i lavori furono vivamente applauditi dal numeroso pubblico, che dimostrò di apprezzare i sempre maggiori progressi di questa industria così dilettevole. Allorché nel Nerone Roma avvampa nell’incendio e la visione rosseggia fiammante, il pubblico proruppe in approvazioni, anche per la fermezza delle proiezioni, che permette di osservare senza alcun disturbo ogni piccola sfumatura.

Milano, 5 novembre 1909. Stasera il Concorso Cinematografico Mondiale dà la sua ultima giornata straordinaria, chiudendo così il ciclo fortunato delle sue rappresentazioni. A tutti gli spettatori, in quest’ultimo giorno sarà data la medaglia-ricordo offerta dal Comitato.
Oggi verrà presentata una grande cinematografia di carattere storico su Carlo IX, inedita.

Naufraghi! Terra Film AG 1927

Maria Jacobini in una scena del film
Maria Jacobini in una scena del film

Non è certo un film che si possa vedere con piacere proprio ora che il caldo si fa sentire con una certa intensità: ha tutti i difetti delle produzioni germaniche, con ben pochi pregi. La vicenda si impernia su di uno spunto già altre volte sfruttato: la creduta morte in un naufragio di una donna, fuggita dal tetto coniugale, fa sì che il marito si risposi, e si trovi, qualche anno dopo, accusato di bigamia dalla prima moglie che ritorna: « Bigamia » è infatti il titolo originale del film, al quale è stato sostituito quello un po’ vago di « Naufraghi », che non si sa bene se debba essere accettato in senso morale o materiale.

Ci sono, sì, delle scene di naufragio, ma per la maggior parte sono state prese, così come sono, dal « Transatlantico » di Righelli; chiunque abbia visto questo film potrà sincerarsene personalmente.

Il lavoro è condotto con molta lentezza e con una logica « sui generis »: la fine soddisfa, nonostante la sua teatralità.

Generalmente buona la fotografia; direttore artistico: Jaap Speyer.

Maria Jacobini ha saputo eccellere in una parte ingrata: ballerina di locali di quart’ordine prima, misero rottame umano poi, è apparsa sempre sincera e commovente, sacrificando non poco della sua bellezza con vero spirito di artista.

La hanno efficacemente contornata Heinrich George, Anita Dorris, Ernest Verebes (sic. Ernö).

In conclusione questi ottimi attori avrebbero dovuto lavorare in qualche cosa di meglio e di più digeribile.

Alberto Albertazzi
(Il Corriere Cinematografico, Torino 22 giugno 1929)

Premesso che il titolo originale, Bigamia, è assai più felice di quello italiano in quanto racchiude e sintetizza il perno del dramma, tanto più, poi, che i naufraghi (plurale; maschile o collettivo) della vicenda si riducono ad una naufraga (singolare; femminile), premesso, ripeto, tutto ciò, possiamo senz’altro affermare essere, questo, un film di medio calibro, particolarissimamente tedesco, e, conseguentemente, della mentalità di quanti lo concepirono ed inscenarono, abbastanza riuscito.

Gli americani, è noto, non guardan troppo per il sottile nella concezione dei loro lavori. Situazioni convenute, colpi di scena tirati con i denti. Ma, perbacco!, anche i tedeschi non scherzano. Provare per credere. E provare, nel caso nostro, equivale a vedere questo film.

Si assiste, in Naufraghi, ad alcuni colpi di scena fantastici per ingenuità e per inverosimiglianza. Ricordare, a questo proposito, la comparsa del fanciullo nell’aula del tribunale. Citiamo questo, non perché esso sia il solo, ma perché per primo presentatosi nella mente.

La storia vuol essere tragica, e lo è; vuol essere triste, e vi riesce. Ripetiamo: il film è la sestessenza della tedescheria.

Ne volete un’idea? Pensate a La morte civile al rovescio. Invertiti, cioè, i sessi ed esasperate le situazioni.

Si dirà: ma è assolutamente indispensabile al cinematografo, oggi, tal sorta di soggetti? Mah!…

Maria Jacobini, supremamente veritiera e toccante nelle ultime scene (le più consone, forse, al suo temperamento) è stata, nelle altre, falsa voluta artificiosa, come sempre. Non sempre a posto, il George; insignificante, la Dorris.

Perfetta, la cernita degli attori, fisicamente aderentissimi, tutti, ai rispettivi ruoli. La tecnica e la messinscena meritano il 5/10. Generalmente buona, la fotografia.

Raul Quattrocchi
(Kines, Roma 23 giugno 1929)

Naufraghi! (Bigamie) sarà proiettato nel prossimo Nederlands Film Festival

Ingeborg Holm – Victor Sjöström (1913)

Ingeborg Holm secondo mutosorriso, visto al Cinema Ritrovato 2013

E Muto Fu

Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.

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