These wordless creatures…

from Francesca Bertini's home:  herself in Il processo Clémenceau (1917)
from Francesca Bertini’s home around 1970: herself in Il processo Clémenceau (1917)

These wordless creatures who had to communicate their feelings with gestures, with the plasticity of their person and with their gaze, they remained at an invulnerable, inaccessible distance, beyond reality and shrouded in poetry and mystery. Such a product could only have arisen in a country with the cult of beauty.
Aldo Palazzeschi (Francesca Bertini’s autobiography, Il resto non conta, Giardini Pisa 1969)

Cinema di vetro

Caruso 1917
Caruso Kino Plak 1917-1918

The Italian scientist, Liutenant G. Bettini, has perfected an invention in motion pictures which was tried out by Enrico Caruso – a young man who has lately been attracting a good deal of attention as a singer in opera. M. Caruso sat down, posed befor the movie machine, came back in an hour, paid Bettini two dollars and received a five-by-eight-inch negative on which he saw seven hundred views of himself in action. He was handed and eight-by-ten enlargement of one of the microscopic pictures, sat down again and this time saw the pictures of himself, which had only an hour ago been posed, flash by him on the screen. The enlargement in center is of the little image indicated with a white band.

Ivonne la bella della “Danse Brutale” – Caesar Film 1915

una scena del film
Da sinistra a destra: Amelia Cipriani (appoggiata al pianoforte), Carlo Benetti (al pianoforte), Francesca Bertini (per terra), Alberto Albertini (in piedi)

Messa in scena: Gustavo Serena
Soggetto e riduzione per lo schermo: Renzo Chiosso
Operatore: Alberto G. Carta
Scenografia: Alfredo Manzi
Interpreti principali: Francesca Bertini, Gustavo Serena, Carlo Benetti, Alberto Albertini, Amelia Cipriani
Lunghezza metri: 1600
Film scomparso.

Argomento: Questo soggetto è stato appositamente scritto per la Signorina FRANCESCA BERTINI, per darlo agio, ancora una volta, di manifestare le sue peculiari doti di eletta nell’arte del silenzio.
La distinta artista, in questo soggetto, interpreta nello stesso tempo due personaggi assolutamente opposti l’uno dall’altro per carattere, por essenza, per natura.
Ivonne e la volgare, appassionata danseuse della danza bruttale ed ama il fumo, il vino, la taverna; la contessina Edith, invece, è una creatura angelica, squisitamente elegante, una finissima ed aristocratica ereditiera.
Chi può dire con quanta perfezione non abbia reso la Francesca Bertini entrambi i personaggi così diametralmente opposti? Chi può riconoscere nella volgarissima Ivonne la perfetta e purissima Contessina Edith?
Il Duca di Moriau, morendo, lasciò questa strana ed originale condizione nel suo testamento:
« La contessina Edith, mia, nipote, è nominata erede universale di tutta la mia, sostanza, purchè, nel termine di un anno dalla mia, morte, sposi il Visconte di Neuville. Non avvenendo il matrimonio nel termine fissato, la mia fortuna passerà intera agli altri miei nepoti Luciano e Lisa D’Alma».
Luciano D’Alma, però, non può lasciarsi diseredare così impunemente e, uomo senza scrupoli, con la complicità di Ivonne e di altri figuri, organizza un piano infernale: ai danni della contessina Edith.

Avvalendosi della perfetta rassomiglianza fra la Ivonne e la contessina Edith, i delinquenti tentano vari mezzi delittuosi per impedire che il matrimonio avvenga nel termine stabilito.
Ma la Ivonne che segue i piani dei suoi complici, sopratutto perche, la parte ad essa affidata le da modo di soddisfare la sua violenta passione per il pianista Anselmi, non giunge fino al delitto…
… e quando la contessina Edith sta per soccombere alle diaboliche arti di Luciano, senza farsi conoscere, la salva e svelando ogni cosa, rende possibile il matrimonio.
Ma quella rassomiglianza, che doveva servire ad attuare il piano delittuoso ordito ai danni della contessina Edith, costituisce la sua salvezza, perché il colpo di pugnale vibrato per ucciderla, viene ricevuto, in sua vece, dalla povera Ivonne..!!!

Il primo titolo del film in lavorazione è Il Maligno riflesso, ovvero Yvonne La Danzatrice.