Superstizione andalusa – Ibérico 1912

Superstizione andalusa
Superstizione andalusa, Ibérico 1912

Pathécolor. Scena fantastica, 250 metri circa.

La bella e superstiziosa Mercedes non può vedere gli zingari. Mentre sta parlando con Pedro, il fidanzato, una zingara fattucchiera le si avvicina, chiedendo l’elemosina, ma Mercedes la scaccia.

La disgraziata si allontana gettandole uno sguardo pieno d’odio e, rimasta sola, Mercedes vede in sogno la zingara vendicarsi crudelmente di lei e attirare Pedro in un tranello, dove egli cade in preda delle allucinazioni più folli.

Risvegliata dal terribile incubo, la graziosa andalusa, s’affretta di conciliarsi le buone grazie della gitana ch’ella aveva poc’anzi scacciata.

Affisso a colori di m. 1,20 x 1,60

Soggetto, messa in scena, fotografia, trucchi, attribuiti a Segundo de Chomón.  Título original: Superstición andaluza. Prima visione in Italia: novità Pathé della 179a settimana (9 al 15 giugno 1912).

Film disponibile in DVD: Segundo de Chomón 1903-1912 – El cine de la fantasía, Filmoteca de Catalunya – cameo 2010, copia 35 mm dal British Film Institute, National Film and Television  Archive (NFTVA), 210 metri (10, 12″ a 16 f/s).  

Jackie Coogan piccolo prodigio

cartolina pubblicitaria del film Il monello
cartolina pubblicitaria del film Il Monello (1925), curiosità: Jackie Coogan in versione italiana è diventato Jachie Coogan

Jackie Coogan, “l’enfant prodige” dello schermo nacque il 26 ottobre 1914 a Los Angeles, la città del cinematografo. Il padre, Jack Coogan, era di origine olando-irlandese, mentre la madre era nata a San Francisco da madre francese e padre irlandese. Sangue più misto, il giovane attore non potrebbe avere nelle vene.

Ma, fra tutte le caratteristiche, la più strana, la più originale è costituita dalla sua comparsa nel mondo artistico. Jackie entrò infatti in scena in… camicia! I genitori suoi erano artisti di caffè concerto ed avevano l’abitudine di portare il figlio in teatro lasciandolo dormire in una piccola culla del loro camerino durante la rappresentazione. Una sera a Riverside presso New York, mentre la coppia eseguiva il suo numero, ebbe la sorpresa di veder comparire in camicia sul palcoscenico il figlio. Il piccolo Jackie si era svegliato improvvisamente, era sceso dalla culla, aveva seguito le luci dei corridoi, e, visto il padre nel punto più luminoso di tutto il teatro, lo aveva con tutta disinvoltura raggiunto. I duemila spettatori presenti accolsero l’inattesa apparizione con una risata tale, che Jackie si aggrappò disperatamente alle gambe del padre, e non ci fu più verso di farlo uscire di scena. La presenza di spirito del genitore trovò una via d’uscita alla imbarazzante situazione, facendo recitare al piccolo l’unica breve poesia ch’egli sapeva. La grazia con cui i versi furono detti ed i baci mandati in giro ottennero un successone.

Jackie aveva allora due anni e mezzo. Da quell’istante egli fu lanciato, e da quel momento egli comparve regolarmente tutte le sere sulla scena coi suoi genitori in alcune imitazioni che il padre gli aveva insegnato.

La famiglia Coogan ritornava nell’estate a Los Angeles e qui fece la conoscenza di Charlie Chaplin, a mezzo di comuni amici. Colpito subito dal talento e dal genio del piccolo Jackie, Chaplin lo scritturò per girare Il monello (The Kid).

Riprendo con questo post l’abitudine di segnalare le proiezioni di cinema muto e musica dal vivo. Questa sera, ore 20,15, alla Maison de la Culture de Nevers et de la Nièvre, Oliver Twist, regia di Frank Lloyd (1922), con Jackie Coogan e… Lon Chaney. Informazioni nel sito Actualité des Ciné-Concerts.

Lyda Borelli e Maria Tarnowska

la lettera Lyda Borelli
La lettera manoscritta di Lyda Borelli, su carta intestata della Compagnia Drammatica Italiana Lyda Borelli-Ugo Piperno

Piccolo chiarimento.

A pagina 10 del volume Il processo di Maria Tarnowska – Una sceneggiatura inedita (il castoro – Museo Nazionale del Cinema, 2006) si legge:

La prima Tarnowska cinematografica è del 1917, messa in scena dall’attrice e regista polacca Diana Karenne, che acquistò i diritti del romanzo Circe di Annie Vivanti, per la sua casa di produzione, la Karenne Film di Milano, interpreti la stessa Karenne e Alberto Capozzi. Sembra che il film sia stato girato, anche se non ho trovato recensioni dell’uscita nei cinema. Sarebbe interessante vedere questo ritratto realizzato da una contemporanea, nata in Polonia ma educata in Ucraina, paese d’origine della Tarnowska.

Visto che di questo film non si trovano tracce, come faccio a scrivere (sono io l’autrice del saggio) “sembra che il film sia stato girato”?

Molto semplice. Nel testo si passa dalla nota 5 alla nota 7, un refuso ha cancellato la nota 6, che invece si può leggere a pagina 29 dello stesso volume:

Del film interpretato dalla Karenne si parla in una lettera manoscritta dell’attrice Lyda Borelli: «Bologna, giugno 1917. Gentilissimo, ho letto il manoscritto del film che lei mi ha inviato. E’ assai bello, fatto con molta abilità e con un giustissimo senso del cinematografo, ma disgraziatamente proprio in questo periodo la Sig.ra Diana Karenne ha fatto un film Circe preso anche quello dalle avventure della Tarnowska e in conseguenza quasi identico, se non di dettaglio, certo in linea generale. Le rimando dunque il manoscritto spiacente della noiosa coincidenza. Del resto l’accettazione del soggetto non sarebbe dipesa da me, ma dal barone Fassini. Con una cordiale stretta di mano. Lyda Borelli

Chiarito questo piccolo, insignificante particolare, rimangono due incognite: chi era il destinatario della lettera di Lyda Borelli, autore di un soggetto sulle vicende di Maria Tarnowska? Che fine ha fatto la versione girata dalla Karenne Film?