Il video è sul nostro canale YouTube dal 19 novembre 2009. Oggi siamo a 5145 visite. Nessuno, fra quelli che affermano interessarsi al cinema, si è messo in contatto con noi. Nessun ricercatore, nessuna cineteca, nessun archivio. Nessuno.
Grazie per il vostro evidente disinteresse e amore senza stima. La pazienza è la virtù dei forti (e sicuramente degli imbecilli). Non abbiamo nessuna intenzione di fare la fine di José Pantieri.
A conversation with Guenter A. Buchwald about the score of Charles Chaplin of the silent movie “The Circus” US 1928, Charles Chaplin. The score was composed by Chaplin 40 years after the shooting of the movie. Dal canale YouTube delle Giornate del Cinema Muto.
Plenty of Pictures
There are about 57.000 feet of new Photoplay material placed on the market every week, and of these fifty-seven reels many are duplicated fifty or seventy-five times. It is safe to say that each week there are placed on exhibition a million and three-quarters feet of film in the United States and Canada alone, to take no account of those copies sent abroad.
Where all passed thru a single machine, running every minute of the day and night, it would take more than eighteen days to pass the reels thru, and this is but a small proportion of the film run in the Phopoplay theaters, since there are all the “second” and “third runs” the “dated” reels and the “commercials”. It is pretty safe to say that there are 40.000 or 50.000 feet of film used every day in the Photoplay theaters, perhaps a trifle more. The little picture one inch by three-quarters does not seem to be very large, but the films that are run in the course of a year could be wound several times around the earth at the equator and then tied into several very fancy bow knots in addition.
Lascio il testo originale in inglese, non è difficile da tradurre. Era il mese di ottobre 1911, giusto un secolo fa. Quanti metri di pellicola vengono proiettati ogni settimana negli Stati Uniti e in Canada nel 2011? E nel corso di un anno? La risposta a quelli che amano le sfide.
Volevo arrivare, partendo dal discorso sui metri di pellicola nel 1911, ai metri di pellicola “muta” proiettati nel 2011. In questa nostra era digitale-cinematografica c’è ancora spazio per il cinema d’altri tempi. Anzi, il numero di proiezioni “cinema muto e musica dal vivo” è aumentato al punto che ci troviamo davanti all’imbarazzo della scelta.
Tre esempi tre di oggi, 5 ottobre 2011, nella vecchia Europa.
Al Barbican di Londra: Underground diretto da Anthony Asquith nel 1928, musica, nuova di zecca, di Neil Brand, diretta da Neil Brand e interpretata dalla BBC Symphony Orchestra. Se volete sapere di più, Silent London vi racconta tutto. Intervista con Neil Brand dove si parla, fra le altre cose, di Morricone.
Festival Lumière di Lyon: Omaggio al premio Oscar Kevin Brownlow e proiezione di Les Quatre cavaliers de l’Apocalypse, regia di Rex Ingram 1921, interprete Rodolfo Valentino, cine-concerto, Orchestre national de Lyon diretta da Ernst van Tiel. Vi ho già raccontato di questo evento in un post qualche giorno fa, adesso vi lascio il link all’evento.
Giornate del Cinema Muto di Pordenone – Teatro Verdi: The Circus di e con Charlie Chaplin, musica di Chaplin, diretta da Guenter A. Buchwald, orchestra San Marco di Pordenone. Guardate (e sentite) il video. E’ in inglese, ma ormai dovete arrendervi, hanno vinto loro.
Nota: fra tutti i personaggi che popolano il pianeta del cinema muto ritrovato, sono un grande fan dei musicisti (uomini e donne).
Trailer americano del film The American Venus(1926)titolo italiano: Il trionfo di Venere, film scomparso. Dal canale di MattTheSaiyan su YouTube.
Prima intervista pubblicata in Italia, secondo le mie ricerche al 2 settembre 2011, con Louise Brooks. Vera? Inventata?
Hollywood, settembre 1927. Louise Brooks è stata una delle interpreti del Trionfo di Venere (The American Venus). Ciò fa immaginare quali possano essere la grazia del suo corpo e la dolcezza del suo volto di bambola, dalla perfezione del suo corpo di primavera botticelliana, alla grazia del suo sorriso, tutto è perfezione e armonia.
Ho conosciuto Louise Brooks sulla spiaggia di Santa Monica, in California.
La giovanissima attrice si concedeva un momento di riposo dopo una mattinata di continuo, indefesso lavoro. Ma tempo di riposare io non glie le lasciai.
Si incominciò, naturalmente, con la solita e sciocca domanda:
— Come siete entrata in cinematografo?
— Vi dirò. Fu in seguito ad un concorso di bellezza, immediatamente venni scritturata dalla Paramount, con la quale mi trovo tutt’ora.
Guardo Louise. E’ seducentissima nel breve costume di maglia nera ancora umido, attorno al quale la sabbia gialla ha formato uno strato sottile e aderente.
— Benissimo. E come vi trovate nell’ambiente cinematografico?
— Ottimamente. Oggi s’intende; i primi tempi furono un poco penosi.
— Che ne dite della vostra prima interpretazione?
— Del Trionfo di Venere? Ne sono rimasta soddisfatta, per quanto il mio ruolo non sia stato dei principalissimi. Ho occupato il terzo posto accanto ad Esther Ralston e a Fay Lamphier.
— Ricordo benissimo. Ma ciononostante, il pubblico ha avuto agio di notarvi e di ammirarvi. Posso assicurarvi che vi ha trovata di suo gusto.
— Vi ringrazio e lo ringrazio. Ad ogni modo me ne sono avveduta.
— Imagino. Dalle lettere e dalla richiesta di fotografie, senza dubbio.
Louise ride.
— Avete indovinato. Ne ricevo molte.
— Quante pressapoco, se non sono indiscreto?
— Dalle duecento alle duecentocinquanta per giorno. E che fatica a leggerle! Perchè io rispondo a tutti, sapete? Non voglio che si rimanga scontenti di me…
— Duecentocinquanta lettere? Corbezzoli! Coraggio, piccola Louise. Se oggi il numero è cosa rilevante cosa mai avverrà quando sarete star di prima grandezza?
La piccola diviene seria. Lentamente si alza.
— Credete che potrò divenirlo?
— Non lo credo; ne sono sicuro.
Louise sorride di nuovo. Mi tende la mano, allegra.
— Grazie. A rivederci. Non dimenticherò il vostro augurio. E… salutatemi l’Italia.
Approfitto per presentarvi uno dei link in questo sito: The Louise Brooks Society, in rete dal 1995.