Marcantonio e Cleopatra – Cines 1913

marco antonio e cleopatra
Da sinistra a destra: Amleto Novelli, Gianna Terribili Gonzales, Bruto Castellani

Messa in scena: Enrico Guazzoni, soggetto ispirato alla tragedia Antony and Cleopatra (1607) di William Shakespeare, alle Vite di Plutarco e al poema Cleopatra di Pietro Cossa.
Interpreti principali: Gianna Terribili Gonzales (Cleopatra), Amleto Novelli (Marco Antonio); Ignazio Lupi (Ottaviano), Elsa Lenar (Ottavia), Matilde di Marzio (la schiava Agar).

Ecco un film ritrovato tanto tempo fa, non restaurato, e visibile in un DVD made in USA: Antony and Cleopatra, Grapevine Video 2007.

Si tratta di una copia dell’edizione americana distribuita da George Kleine in USA, didascalie inglesi, 74 minuti.

Non è male, ma l’originale doveva essere molto meglio, mancano – per esempio – i viraggi, che in un film come questo sono fondamentali Vediamo cosa pensava la stampa dell’epoca:

Il superbo lavoro ideato e compiuto dall’egregio pittore sig. Guazzoni dopo il grande successo, indimenticabile e senza confronti, ottenuto dal suo Quo Vadis? Se non ha conseguito lo stesso esito teatrale che è stato forse il solo miraggio dei dirigenti della Cines, segna però un nuovo e gigantesco passo innanzi nel campo della Cinematografia e per merito del pittore Guazzoni artista delle varie e complesse vedute, segna una magnifica espressione d’arte, risultato da uno studio coscenzioso e saldo di costumi e di decorazioni e di ricostruzione da trasportare lo spettatore all’entusiasmo facendogli passare dinanzi vivi e palpitanti, e quadri ed episodi di un epoca meravigliosa, con quella magnificenza e fastosità quali soltanto una fervida fantasia poteva immaginare.” (…) La fotografia eccellente, lascia desiderare in qualche interno nel quale le luci non sono sempre ben distribuite. Buonissimi, anzi alcuni meravigliosi per lo splendido effetto, sono i viraggi, gli effetti di marina, di tramonto e di notte, degno di lode è dunque anche il valente operatore signor Bona che con tanta preziosità ha arricchito fotograficamente ogni quadro.(…) Innumerevoli sono i quadri degni di essere ricordati. Di un effetto fantastico quello della marcia notturna delle truppe Romane lungo la spiaggia. Bellissimi i quadri dei trionfi di Ottaviano a Roma e quelli di Antonio e Cleopatra in Egitto. Suggestivo oltremodo il quadro della fuga del popolo dalla città devastata in fiamme. Di bell’effetto architettonico l’altro del Senato e l’aula senatoria dallo stile severo ed imponente. Per il difficile lavoro di messa in scena, degli edifizi degli atrii e delle scene tutte merita lode speciale l’egregio scenografo capo signor Lombardo che alle doti tecniche aggiunge virtù intrinseca d’artista. Fedeli i costumi, le armi, gli attrezzi e i mobili. Ogni particolare, salvo poche eccezioni, è curato in questo soggetto con scrupolosa attenzione. Di buon effetto è poi la scena dei coccodrilli ai quali viene gettata Hagar; l’impressione che questo quadro fa al pubblico è grandissima, e sarebbe riuscita pure impressionantissima la scena nella quale Cleopatra prova sui suoi schiavi i diversi veleni per studiare le rispettive morti, se le parti degli schiavi fossero state sostenute da buoni attori..” V. O. Vice Guerzoni (La Cine Fono, Napoli 13 dicembre 1913)

I film di Francesca Bertini, ovvero non solo Assunta

Che il nome di Francesca Bertini sia molto popolare a quasi cento anni della sua prima apparizione sullo schermo, non posso metterlo in dubbio. Ma la cosa mi sorprende molto perché fuori delle solite cartoline e di qualche pubblicazione, della sua filmografia sono disponibili due titoli: Assunta Spina e Re Lear, più il documentario di Gianfranco Mingozzi L’ultima diva. Dettaglio interessante e curioso: le VHS e i DVD sono stati editati all’estero.

Qualcuno (molti) pensano che della filmografia di Francesca Bertini siano sopravvissuti pochi film. Invece sono stati ritrovati quasi la metà, e restaurati almeno una trentina. Restaurati in Italia ed all’estero, i film di Francesca Bertini, come molti altri dei suoi colleghi italiani ai tempi del cinema muto, dormono il sogno eterno nei caveau delle cineteche da dove escono ogni tanto in occasione di festival e manifestazioni varie.

Alcuni fortunati siamo riusciti a vedere molti di questi film, e quindi possiamo parlare (tra di noi) delle interpretazioni di Francesca Bertini.

La cosa mi sembra molto elitista ed ingiusta nei confronti della Bertini. Elena Vitiello, alias Francesca Bertini, nata a Firenze nel 1892, morta a Roma nel 1985, non voleva essere dimenticata “dal pubblico” e, mentre era in vita, dedicò molti anni e molti sforzi a perpetuare il suo mito, anche quando ormai era una anziana signora in gravi difficoltà economiche. Si diede da fare come poche per ritrovare i suoi film, per promuovergli, partecipando fin dagli anni ’50 nell’onda di revival del cinema muto sulla scia di Sunset Bulevard. Se Francesca fosse sopravvissuta sarebbe più che felice con tutti questi ritrovamenti, molto di più sapendo delle facilità per mettere questi film a disposizione delle nuove generazioni.

Cosa aspettiamo?

Nel frattempo, sperando di trovare un mecenate (non è una questioni di soldi) per questa causa del patrimonio cinematografico ritrovato, restaurato e invisibile, l’unica cosa che posso fare e promuovere Francesca Bertini anche su YouTube…

Cabiria 1914 e Cabiria 1931

Cabiria 1914 e Cabiria 1931
Brochure del progetto di restauro Cabiria 1914 & Cabiria (Museo Nazionale del Cinema di Torino 2006)

Il Museo Nazionale del Cinema è orgoglioso di presentare il risultato di questo complesso lavoro di restauro – finanziato con il generoso contributo della Regione Piemonte in occasione di un evento speciale a conclusione delle Olimpiadi della Cultura, abbinate allo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006.

Il capolavoro ricostruito verrà presentato nel corso di una serata di gala al Teatro Regio di Torino il 20 marzo 2006. La versione ricostruita di Cabiria (edizione 1914) sarà accompagnata dall’esecuzione dal vivo della partitura originale di Pizzetti e Mazza, ad opera dell’orchestra Filarmonica ‘900 diretta dal maestro Timothy Brock.

Il restauro della versione sonorizzata di Cabiria 1931 sarà invece presentato il giorno successivo, 21 marzo, al Cinema Massimo di Torino.

Le due versioni di Cabiria confluiranno poi in un cofanetto DVD con l’aggiunta di numerosi extra, tra i quali figurano i materiali di lavorazione e gli outtakes del film, la riproduzione di documenti originali e alcune interviste inedite.

Per l’occasione, il Museo Nazionale del Cinema pubblicherà infine, in collaborazione con l’Editrice il Castoro, un volume storico-critico su Cabiria, inteso a fare il punto sulle conoscenze relative al film e al suo processo di restauro.
Alberto Barbera, Cabiria & Cabiria Il restauro, Torino 20-21 marzo 2006

… e Alberto Barbera poteva infatti sentirsi orgoglioso alla vista dei risultati ottenuti, come possono confermare gli spettatori delle indimenticabili serate del 20 e 21 marzo 2006, e tutti quelli che hanno avuto la fortuna di assistere alle proiezioni di questo restauro in Italia ed all’estero.

Ma sono trascorsi tre anni, e del DVD nemmeno l’ombra…

Come per molti (troppi) film italiani del periodo muto, gli unici fortunati mortali che hanno il film a disposizione quando vogliono sono i soliti noti…

Dimenticavo, quest’anno è il cinquantenario della morte di Pastrone, è stata fatta soltanto una piccola mostra a Torino, forse il DVD promesso sarebbe l’omaggio giusto.