American producers need have no fear of an European invasion

Nero (Nerone) Fox 1922
Jacques Gretillat as Nero, in the cover of the italian brochure

American producers need have no fear of an European invasion; especially after they witness the Fox production of “Nero,” which is scheduled for a Fall release. This remarkable picture was written by Charles Sarver and Violet Tracy, both Americans. It was directed by J. Gordon Edwards, an American, and produced by an American company. The picture was made in Rome, and promises to be the biggest production of the forthcoming screen season. It surpasses all foreign productions which have been shown in this country, and has more thrills than all of them combined, while the mob scenes, in which thousands appeared, prove beyond any reasonable doubt that American directors are the best. The objetionable feature of “Nero” is the over-acting of the italian actors whom Edward employed. The European actor doesn’t seem to be able to master the art of repression and restraint. William Fox must have spent a tremendous fortune on this spectacle, and Edwards was a year making it. But, both will be rewarded. Fox will get it all back, and a great deal more, while Edwards will take his place as one of the few great directors: an honor which he richly deserves. The photo dramatists will not overlook the names of Charles Sarver and Violet Tracy, for they have told a logical story with smooth continuity and they must not be overlooked when the credit for this great production is being apportioned out. European producers will never be able to send a greater picture to America during this generation, and everyone interested in photoplays and their construction should see this great work, even if they have to be inconvenienced on so doing.

H.H. Van Loan (Photodramatist, July 1922)

Danny the Cowboy Kid 1912

Danny, the Cowboy Kid
Danny (Daniel Reulos), the Cowboy Kid

Danny, is said to be the youngest and smallest cowboy in the world. His performances will be seen in the Méliès pictures, spinning the rope, and doing some very clever riding. The way he mounts a horse twice his height, without any assistance, and direct from the ground, is a marvel.

(from The Motion Picture Story Magazine, July 1912)

Cinema muto italiano illustre sconosciuto


dal mio canale su YouTube, ma il titolo del film non è quello…(eh mi dispiace! adesso dovete cambiare il prossimo catalogo delle Giornate!)

Ieri, per caso, ho trovato che su YouTube avevano caricato un film italiano del 1912, un film di pochi minuti. Una copia della Cineteca Nazionale di Roma provvista di timecode.  Non è possibile che nel 2012 andiamo ancora avanti così!

Su internet possiamo trovare moltissime pagine dedicate alla storia del cinema muto italiano, i blogger fanno letteralmente a schiaffi per illustrare i post con le fotografie delle dive, divi, registi, produttori italiani dell’era del muto. Le voci di Wikipedia dedicate all’argomento sono veramente tante. Ma i film chi li ha visti?

Io personalmente sono riuscita a vedere 25 film interpretati da Francesca Bertini, alcuni grazie ad espedienti quasi rocamboleschi. Questo non può andare avanti così, ripeto.

In ocsasione del centenario del cinema (1995), lo storico del cinema Riccardo Redi scriveva:

Ce lo siamo chiesto più volte: è possibile scrivere una vera storia del cinema italiano? Alcuni lo hanno fatto, non vi è dubbio: ma hanno dovuto affrontare, aggirandolo a volte con molta bravura, l’ostacolo costutuito dalla evidente scarsità di reperti.

Posso assicurarvi che dal 1995 ad oggi i reperti ritrovati sono notevolmente aumentati. Il problema è riuscire a vederli allora come adesso. Sempre dal discorso di Redi:

Per vederli tutti sarebbe necessario spostarsi tra Amsterdam e Londra – che sono le cineteche più ricche – poi visitare Bologna, Gemona del Friuli, Roma, Parigi e infine Città del Messico e San Paolo del Brasile. Poichè i nostri film sono sparsi per il mondo e per la maggior parte non si trovano in Italia.

A questi archivi citati da Redi aggiungo la Cineteca Italiana di Milano, che nel convegno di Rapallo 1980 presentò un elenco di 200 film del cinema italiano da salvare (dal 1908 al 1928) nel loro archivio.

Io ricevo in continuazione domande su come e dove riuscire a vedere i film, è l’argomento più quotato del blog. I pochi video che ho caricato sul canale inpenombra su YouTube – sono veramente pochi – dimostrano che c’è molta curiosità per vedere queste ombre del cinema muto italiano “in movimento”, in Italia e fuori dall’Italia.

Facciamo vedere questi film, è semplice, ancora più semplice grazie al digitale. Restauriamo un film? Benissimo, quindi il film diventa disponibile online, in DVD, magari Blu-ray… altrimenti niente soldi statali per i restauri.

Altrimenti vuol semplicemente dire che a voi, cari archivi, di questo patrimonio non ve ne frega niente, forse non è così… certo ci sono gli affari del copyright, tanti tanti soldi…

Si Molière avait été cinéaste, l’accès à L’Avare devrait-il plus de trois cents ans après, être soumis à l’autorisation du producteur ou à celle du détenteur d’une copie acquise dans d’obscures conditions. (Christian Bourgois, Mission de réflexion sur le patrimonie audiovisuel)

Fate i bravi, fateci vedere questi film prima che scompaia completamente quel poco d’interesse verso il cinema muto italiano, questo sconosciuto. I film, cari archivi non sono vostri, sono nostri!!!

Voglio vederli senza dover prendere un biglietto per Bologna o Canicattì, siamo nell’era digitale signori, svegliatevi!