Piccadilly, E.A. Dupont Production 1929

Piccadilly
Piccadilly, con Anna May Wong, Gilda Gray, Thomas Jameson. Direttore Henry Dupont (programma di sala 1929)

Piccadilly, fantastica féerie di luci, di suoni, di vita; Piccadilly, baccanale che ogni notte si rinnova con un’intensità spasmodica mentre invano nervi eccitati cercano un poco di rilassamento; Piccadilly, cioè donne, profumi, vino, tutto il tossico che la civiltà ha ideato per corrompere e rodere la fibra dell’umanità!

A Piccadilly Circus ferveva la gaia vita notturna. Mentre la fiorita clientela gustava le delizie gastronomiche del più quotato cuoco londinese, sul palcoscenico si susseguivano agili danzatrici a scombussolare con le plastiche pose dei loro corpi seducenti la mente dei frequentatori già scossi da copiose libazioni di champagne.

E’ la volta di Mabel Greenfield, la ballerina che da tempo (troppo tempo, ormai!) domina col suo fascino il lussuoso locale ed il suo impresario, Valentino Wilmot.

Successo! Il solito successo che non convince più perché si verifica da centinaia di sere. Il pubblico vuole delle novità e Mabel non è più così nuova come vorrebbero far credere i suoi bistri sapienti, i suoi belletti copiosi.
In questa atmosfera eccitata il più banale incidente, un piatto non troppo pulito, provoca un baccano d’inferno. Ne va di mezzo tutto il personale di cucina e la responsabilità di gerarchia in gerarchia va a cadere sulle spalle di Shosho, la piccola sguattera cinese che invece di adempiere scrupolosamente la sua infima ma delicata missione si esibiva in danze di sapore orientale ai suoi ammirati compagni di lavoro.

Shosho s’ è guadagnato il licenziamento, ma nell’intimità del suo ufficio Valentino prima di versarle l’indennità cui essa ha diritto, ha il ticchio di vedere come riesca ad agitare le gambe quel minuscolo feticcio mongolo.

Shosho ballerina è ben diversa da Shosho sguattera. Le vesti scomposte svelano un corpicino ammirabile e le sue danze sono rievocazioni di classiche danze orientali, voluttuose, sconcertanti.
L’occhio clinico di Valentino lo intuisce, mentre lentamente il fascino della piccola lo investe e lo conquide….

Mabel avrà domani una rivale trionfante nell’arte e nel cuore dell’uomo amato.

Non può la donna che vede declinare il suo buon tempo giovanile affrontare la rivale di vent’ anni che matura nella sua prima, fervida passione il flore della propria bellezza.

Mabel lo sa e cerca una spiegazione. Due egoismi si contendono a colpi di spillo una: persona amata.

« Pensate, siete tanto giovane… Egli è troppo vecchio per voi! », dice Mabel.

« Siete voi troppo vecchia per lui. Io sono la sua primavera! », risponde con veemenza l’altra.

L’odio fa velo ai loro occhi, la disputa è giunta al suo istante supremo… Shosho giace il giorno dopo, freddo cadavere, sul marmo della sala incisoria e i ferri dei chirurghi frugano quel bel corpo che ieri formava l’ammirazione di tutta Londra.

L’opera ballo ha veramente fotografato i momenti salienti di queste orgie gigantesche e nelle danze delle due più grandi ballerine attrici che l’arte muta vanti, profuso l’acre sensualità che si sprigiona da tutti i corpi muliebri che seralmente si prodigalo alla vista dei gaudenti d’ogni paese.

E poi ? E al fondo di tutto questo sfarzo di gemme e di luci, di tutta questa esultante carnalità, di queste passioni violente? Cenere e tosco. Il nulla. Anna May Wong affermatasi nella favolosa terra d’oltre oceano, dopo lunga carriera, attrice di primo rango, ha interpretato alla perfezione il suo capolavoro. Ogni suo atto partecipa di quel languore proprio d’ogni donna d’Oriente che affascina gli occidentali e li conquide.

(dal programma di sala del 1929)


Dal canale BFI Films su YouTube, musica di Neil Brand. Il film è disponibile in DVD

Royalty takes part in cinema play 1919

Women Who Win 1919
Queen Alexandra congratulates the leaders on the success of their work

The Cinema stage has scored a great triumph in being able to present to the millions of its patrons members of the English Royal family taking part in the photoplays, “Women Who Win,” and “The Power of Right.”

“Women Who Win” is a romantic drama, written by Miss S. Alma Stout. It tells of the Graham family, who have to face financial ruin. The girls turn out to work, but are inexperienced, and are quickly dismissed.

‘At their wits’ end how to get experience, Miss Wilson, a friend, suggests the Women’s Service Training Bureau.

They join, and we see them working in the positions they have attained.

This is the part of the story where the Queen and the Royal ladies come into the film.

Betty Graham, who is now a proficient and expert gardener, obtains a post at Clarence House, and very proud is she when Princess of Sweden, walking through the grounds, paused for a kind, appreciative chat with her; but even more gratified was the warm-hearted girl when her dear friend, Miss Wilson, was presented to Queen Alexandra.

Ella Graham, now a journalist, is commissioned to write up the work of women in an aircraft factory. H. M. Queen Mary is also a visitor to the works that afternoon, and chats with the workers.

We also see Queen Alexandra and Princess Victoria interesting themselves in the work of the bureau, and congratulating the leaders on the success of their work. The part of Miss Wilson is taken by Phyllis Villiers. Mr Davison, who holds the world’s rights of this photo-play, had the honour of being presented to Queen Alexandra.

“The Power of Right,” which, opening with a period depicting Britons as cave-dwellers. shows how, right through the ages, a constant struggle has been going on between Might and Right. In this story the Prince of Wales rewards Leslie, the hero, for capturing a spy. The part of Leslie is taken by Leslie Reardon.

Buster e l’alluvione


dal canale di hermankatnip su YouTube

L’idea originale del mio soggetto era un’alluvione. Ma il mio cosiddetto produttore era Joe Schenck, che in quell’epoca era il produttore di Norma Talmadge, Costanze Talmadge e di me stesso, poi diventò presidente della United Artists. La società si chiamava Buster Keaton Productions Inc. In teoria, Schenck era il mio produttore, ma non sapeva mai niente, né di quando né di cosa stessi girando…

Capita che il distributore pubblicitario Steamboat Bill va da Schenck e gli dice: “Keaton non può girare la sequenza dell’alluvione perché abbiamo tutti gli anni delle alluvioni e troppa gente perde la vita. E’ troppo doloroso metterla sul ridere”. Allora Schenck mi disse: “Non puoi fare fare l’alluvione”. Gli risposi: “Strano, perché Chaplin durante la Grande Guerra fece un film chiamato Shoulder Arms, che fu il più grande successo di cassetta di quell’epoca. E’ impossibile pensare a un cataclisma peggiore della Grande Guerra: ebbene, Chaplin fece con quello il suo più grande film comico”. Schenck disse: “Oh, ma è un’altra cosa”. Non so perché fosse un’altra cosa. Allora gli domandai se andava bene che io facessi un ciclone: e lui fu d’accordo, disse che era meglio. Ora, lui non lo sapeva, ma negli Stati Uniti i cicloni e gli uragani fanno un numero di vittime quattro volte superiori alle alluvioni. Tutto stava bene visto che non lo sapeva, e così andai avanti coi miei collaboratori e feci il ciclone.

Buster Keaton (Mario Soldati, Appunti del servizio stampa n. 45, Maestri del cinema in tv: Buster Keaton, Rai, Roma 1972)