Film d’Arte Italiana Pathé 1909-1919

re lear 1910
Una scena di Re Lear 1910

La Film d’Arte Italiana Pathé, società per azioni, fu costituita il 2 marzo 1909, come trasformazione della succursale di vendita dei film Pathé in Italia, e seguendo l’esempio della sorella Film d’Art di Parigi, furono chiamati a lavorare per la società numerosi attori teatrali, tra i quali Ferruccio Garavaglia, Ermete Novelli, Italia Vitaliani, Cesare Dondini, Ruggero Ruggeri, Dina Galli, Amerigo Guasti, Ettore Berti, Teresa Mariani, Oreste Calabresi, ecc. E fu la casa di produzione dove debuttarono molti futuri protagonisti del cinema italiano muto come Vittoria Lepanto, Francesca Bertini, Gustavo Serena, Guido Brignone, senza dimenticare registi come Ugo Falena, Eugenio Perego, Carmine Gallone e Ubaldo Pittei.

Attiva dal 1909 al 1919, produsse 160 film e, fortunatamente, molti sono sopravvissuti. Titoli della Film d’Arte Italiana sono stati ritrovati in numerosi archivi in tutto il mondo. Dal 1992, la Cineteca di Bologna e la Cinémathèque Française stabilirono una cooperazione per restaurare 54 film.

Fuori da festival, eventi, ecc, gli unici restauri disponibili in DVD sono due: Re Lear e Shylock, interpretati da Ermete Novelli. Il restauro di Romeo e Giulietta, interpretato da Francesca Bertini e Gustavo Serena, è stato ritrasmesso dalla televisione franco-tedesca ARTE qualche anno fa.

Nella foto in alto, da sinistra a destra, Francesca Bertini, Ermete Novelli e Florido Bertini in una scena di Re Lear, Film d’Arte Italiana 1910.

Progetti mancati: Augusto Genina (4 e fine)

Un fotogramma di Cyrano de Bergerac, di Augusto Genina
Un fotogramma di Cyrano de Bergerac, di Augusto Genina

E il successo — ed il calcolo matematico su di esso — che affascina le donne e le attrae verso il cinematografo.

«Tutti mi ammireranno; viaggerò il mondo; indosserò tanti bei vestiti; sarò celebre; diventerò ricca ».

Questo è il loro modo di ragionare.

Nessuna però si domanda mai se ha il talento necessario per diventare attrice e la bellezza indispensabile per chi deve costantemente esibire la sua faccia al pubblico.

Nella mia non breve vita di direttore, grandissimo è il numero delle donne che mi hanno chiesto di fare l’attrice cinematografica: ebbene, il novanta per cento di esse erano brutte terribilmente brutte: — guai però a dirglielo. Per convincerle ho dovuto ricorrere ad uno stratagemma: ho messo un grande specchio nel centro della sala d’aspetto e ho preso un segretario. Questo, un napoletano di quelli veri, olimpico, calmissimo, le conduceva dinanzi allo specchio e con la sua inarrivabile serenità diceva loro:
— «Voi nun avete u’ fisico p’u’ cinematografo!».

Ma, veramente, un fisico adatto per lo schermo, pochissime attrici, anche di quelle che vanno per la maggiore, hanno la gioia di possederlo. Molte delle bellezze del cinematografo sono un prodotto artificiale di fotografia.

Spesso m’è accaduto di sentire frasi di meraviglia, quando qualcuno del pubblico ha avvicinato una attrice:

« Cosi piccola?… Io me l’immaginavo altissima ! »

Oppure :

« Così grassa ?… Io me l’immaginavo sottile sottile! »

E non ci si sa rendere conto di quei cambiamenti a vista. E pensare che per le attrici, il cinematografo è un secondo «Institut de beauté » dove si compiono i miracoli più impossibili, anche quello di ridare la giovinezza.

C’è una lampada elettrica, potentissima, usata per togliere ogni precoce segno di età al viso delle attrici, che può davvero ridare la freschezza degli anni perduti.

In uno stabilimento di belli spiriti, un giorno l’elettricista, rivolto a me indicandomi appunto quella lampada, come se dicesse la cosa più naturale di questo mondo mi ha chiesto:

— « Vuole Voronoff ? »

Oltre ai trucchi estetici che riguardano il volto, ci sono quelli psicologici che trattano del sentimento.

Quante signore si saranno commosse al cinematografo, vedendo la disgraziata eroina di qualche romantica storia d’amore piangere a calde lacrime. Tutte avranno creduto alla verità di quelle lacrime, prodotto invece della più genuina fabbricazione farmaceutica: glicerina diluita in un po’ d’acqua !

Mi ricorderò sempre che un giorno, non si e potuto eseguire appunto una scena di questo genere, perché la prima attrice aveva perduto le sue lacrime: la bottiglietta con la glicerina, l’acqua e il contagocce.

A onor del vero però, non tutto è trucco nel cinematografo: ci sono delle vere bellezze che lo schermo ci restituisce tali e quali esse appaiono nella vita, e delle maschere di gioia e di dolore che acquistano ancor più forza, più luce, nella rappresentazione piena e precisa del film.

Ecco che torna allora a dominare la suggestione del sogno di cui il cinematografo e veramente il regno.

Regno sconfinato dove l’arte è miracolo, l’illusione è realtà, dove tutto o luce perché tutto fatto della luce stessa: la bellezza.

Esso dominerà ovunque le folle che, sepolte nella quotidiana meschinità dell’esistenza, cercano un mondo di fantasia nel quale guardare e dimenticare.
AUGUSTO GENINA, agosto 1925

Il film Cyrano De Bergerac di Augusto Genina, edizione restaurata, è disponibile in DVD e VOD (Video on demand)  nel sito Arteboutique

Il Fregoligraph e i film di Leopoldo Fregoli

« Convinto che la proiezione di quei primi saggi cinematografici alla fine di ogni mio spettacolo potesse essere una vera attrattiva e suscitare un vivo interesse nel pubblico, chiesi ai fratelli Lumière il permesso di proiettare le loro pellicole. I due scienziati, entrati subito con me in grande familiarità, aderirono, mi consegnarono un apparecchio di proiezione e con esso il diritto di esclusività, per i miei spettacoli, di un notevole gruppo di brevissimi film »
(Fregoli raccontato da Fregoli, Rizzoli & C. Editori, 1936)

Film della serie Fregoli (1898-1903), con e senza Leopoldo Fregoli, conservati dalla Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia, acquistati alla fine del 1953 da Luigi Borsatti, restaurati nell’ambito del Lumière Project (1996):

Fregoli retroscena I e II; Ermete Novelli legge il giornale; Fregoli in palcoscenico; Cappello prestigiatore; Fregoli prestigiatore I e II; Burla al marito I e II; Sogno nuovo; Giardiniere; Bagni di mare; Fregoli al ristorante; Pere cotte; Fregoli barbiere; La serenata di Fregoli; Maestri di musica; Fregoli morte; Fregoli trasformista; Fregoli soldato I e II; Bianco e nero; Al tavolo del ristorante; Fregoli e signora al ristorante; Segreto per vestirsi; Fregoli danza serpentina; La Poupée (III atti); Après le lancement: sortie des invités et du public.

Bibliografia: Fregoli Films p. 197, in The Lumière Project – The European Film Archives At The Crossroads, Edited By Catherine A. Surowiec for Project Lumière 1996; Il cinema negli spettacoli di Leopoldo Fregoli, Luigi Colagreco, Filmografia a cura di Adriano Aprà pp. 40/67, Bianco & Nero n. 3/4, 2002.