Movies and American Censorship

April 1912. There is a lot of shallow talk about our superiority to censorship. As a matter of fact an artistic censorship, com petently exercised, would benefit the industry. It would keep certain manufacturers, both domestic and foreign, away from big subjects, which they cannot handle. A dozen or more socalled features, pretendedly classic in character, are now on the market, when they would be much better in the limbo of forgotten films. These would-be classics harm not only the exhibitor, but work great injury to the competent and conscientious manufacturer, who is deprived of a subject, which he could have treated creditably. There are many great classic subjects still left for filming. If a company like the Milano undertake the cinematographic reproduction of them the result will be an honor to the industry and a profit to exhibitors. If on the other hand a cheap manufacturer with limited resources abd scant knowledge essays the task, the outcome will be a more or less laughable burlesque or parody. If we had a board of competent censors on artistic capability it would be easy to squelch the cockroach element.
(The Moving Picture World, 6 april 1912)

Lina Millefleurs

Lina Millefleurs
Lina Millefleurs

Febbraio 1919. Di famiglia lombarda e precisamente milanese — il padre, il maestro Tiflosi è stato un ottimo direttore d’orchestra e la Millefleurs nacque in un ritorno da una tourné musicale del genitore nell’America del Nord. Nutrita, può dirsi di musica, logicamente la sua fanciullezza si volgeva verso un’espresssione d’arte in cui la musica doveva essere parte precipua. Ma la vita nasconde nel suo ritmo eterno mille segreti e mille sorprese, e Lina Millefleurs che sognava la lirica, si vede un giorno ammirata e contesa in quel piccolo regno gaio che si chiama operetta.

Fu quasi strappata di forza alla quiete domestica per darsi all’operetta, ove giunse senza esercizio vocale, ma forte e ricca d’istinto con l’armonia nel sangue.

Lina Millefleurs guadagnò subito un notevole posto e piacque ai pubblici non solo per le sue ragguardevoli doti di cantante, ma per l’eleganza e la signoribilità della sua figura e dalle sue movenze.

E fu così che una sera, in un teatro della capitale lombarda, due gentiluomini milanesi, azionisti della Milano Film, si recarono nel suo camerino e la invitarono a voler partecipare nel lavoro Fiamme nell’ombra, vicenda drammatica di Enrico Annibale Butti. Protagonista del dramma era l’Hesperia, che sin da allora era sotto la guida sapiente del conte Baldassarre Negroni. Lina Millefleurs titubò non poco prima di accogliere l’offerta. Per lei, come per tanti altri, il cinematografo assumeva la seduzione d’un fascino prepotente; pure il pensiero dell’avvenire, col suo sogno intatto del teatro lirico, la poneva come di fronte ad un bivio. I due gentiluomini seppero insistere, assicurando che il lavoro nel cinematografo non l’avrebbe allontanata dalla sua arte. Finalmente, la Millefleurs accolse l’offerta e una volta entrata in cinematografia, finì via via coll’abbandonar l’operetta.

Oltre venti lavori interpretati da Fiamme nell’ombra del Butti al Trionfo della morte di Zangarini, dalla Voragine di Zambaldi alla Principessa di Bartolazzi, culminando nel Tristi amori di Giacosa.

Ma la Milano Film, a guerra scoppiata si trovò in una strana condizione: gli uomini di prim’ordine che aveva intorno a sè dovettero allontanarsi e l’impresa rimase isolata, alla mercè della politica del giorno per giorno. Con l’impresa rimase isolata la superstite interprete, e Lina Millefleurs fu costretta ad un lavoro intenso e forse improvvisato tra una formazione passeggiera editoriale e l’altra, non sorretta da un’impresa unica e responsabile.

Da qualche tempo Lina Millefleurs è a Roma, e dalla Tiber è passata alla Tespi Film, con il ruolo di prima attrice. Dopo aver interpretato, con Pina Menichelli, il Padrone delle ferriere, impersonato in Atenaide la figura di donna senza dubbio più umana, per perfidia e per gelosia femminile del vecchio dramma, ella lavora attualmente nel teatro di Villa Flora, a dar vita e figura alla protagonista di La casa che brucia di Tomaso Monicelli.

Si può dire dunque che Lina Millefleurs inizi un nuovo periodo della sua carriera, che la sua personalità definitivamente formata dall’esperienza, abbia trovato l’ambiente artistico che le consentirà di manifestare tutte le sue capacità. A breve, sarà chiamata a interpretare una parte eccezionalmente complessa e originale nella produzione La bella e la bestia, di Paris Allen, un romanzo reale-fantastico, uno dei capolavori della letteratura scandinava.

Varie produzione cinematografica in Italia dicembre 1911

Il nuovo teatro della ditta Pasquali e C. a Roma

Non abbiamo dato prima questa notizia, per non contrariare la volontà del sig. Pasquali, che teneva, sino a completamento della cosa, al più assoluto riserbo.

La Ditta Pasquali e C. che in questi ultimi tempi – come dicemmo recentemente su queste colonne – fece progressi meravigliosi, riuscendo a piazzarsi fra le migliori manifatture, ha ultimato a Roma – in via Nomentana – l’impianto di un nuovo grande teatro di posa, al quale ha destinato come primi attori, la sig.na Mary Cleo Tarlarini, il sig. Alberto Capozzi e Tontolini; quest’ultimo per le comiche.

A Torino rimarrà – sotto la direzione del sig. Ubaldo Del Colle – la vecchia compagnia che ha già cominciato a lavorare, aiutata, se non dal sole, dalle 60.000 candele Westinghouse, ultimamente installate.

Con questo la Casa Pasquali e C. si mette di colpo in grado di dare una programmazione di prim’ordine, svariata e regolare, qual’è richiesta insistentemente da tutti i cinematografisti italiani ed esteri che nutrono una simpatia speciale per la produzione di questa Ditta, che seppe accattivarsi il favore del pubblico per le sue recentissimi grandi novità, del di cui successo non è ancora spenta l’eco.

Il 12 corr si è sviluppato un incendio, causa un corto circuito, nello stabilimento Pasquali e C., in via Savonarola (Torino), e nel reparto perforazione pellicole. Fu distrutta una certa quantità di pellicola vergine ed alcuni indumenti delle signorine addette a questo reparto, il tutto per un valore di circa 5.000 lire, coperte da assicurazione.

Fortunatamente il fuoco non ha danneggiato altri reparti e grazie alla presenza di spirito del personale, poté essere domato senza il concorso dei pompieri, così che lo stabilimento continua a funzionare regolarmente.

Ad iniziativa della Cines si stanno raccogliendo i gruppi delle famiglie dei soldati combattenti in Tripolitania, allo scopo di dare a questi un’immagine viva dei loro cari lontani.

Per speciali accordi con il Generale Caneva le cinematografie saranno riprodotte dinanzi alle truppe, le quali avranno così un’altra prova del grande affetto che l’intera nazione nutre per essi.

Gli ufficci di Amministrazione della Società Anonima Milano Films sono trasferiti alla sede del nuovo stabilimento alla Bovisa presso Milano