Ingeborg Holm – Victor Sjöström (1913)

Ingeborg Holm secondo mutosorriso, visto al Cinema Ritrovato 2013

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Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.

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Ingeborg Holm di Victor Sjöstrom 1913

Dopo Dante e Beatrice, rimanendo nel 1913 come anno di produzione, vorrei proporvi la visione di un film completamente diverso e disponibile “per tutti”.

Secondo me, Ingeborg Holm è un melodramma condotto con mano maestra da Victor Sjöstrom, magnificamente interpretato da Hilda Borgstrom. Come sanno quelli che seguono il blog, non scrivo mai recensioni sui film, limitandomi a pubblicare documenti d’epoca. Sempre secondo me e nel massimo rispetto di quelli che la pensino diversamente,  la critica cinematografica è un po’ come i testamenti, risulta valido soltanto l’ultimo. Se questa regola può essere applicata a qualsiasi film uscito nei ultimi, mettiamo 50 anni, lo è ancora di più per i film del cinema muto che considero innanzitutto come documenti storici. Per questo motivo, per sapere cosa c’è scritto nel testamento Ingeborg Holm anno 2013, vorrei invitare quelli che leggono questo post a recensire il film inviandomi poi il link.

Tempo fa ho pubblicato una parte delle memorie di Victor Sjöstrom dove si raccontano alcuni interessanti particolari a proposito della realizzazione, e la polemica che sollevò in Svezia nel lontano 1913…

Vi aspetto, buona visione!

Dante e Beatrice, Ambrosio 1913

Dante e Beatrice, Soc. Anonima Ambrosio 1913
Dante e Beatrice, Soc. Anonima Ambrosio 1913

Pronti per una nuova edizione dei film “ritrovati, restaurati, invisibili”?

Nella mia lunga carriera di “mutologa” uno degli scogli più difficili da superare è riuscire a vedere i film “sopravvissuti” nascosti sotto sette chiavi nei Pantheon-Cineteche e accessibili soltanto per pochi privilegiati.

L’altro giorno qualcuno mi ha segnalato questa citazione nel saggio Restauro e conservazione dell’Enciclopedia Treccani online:

“un’opera d’arte è ricreata ogni volta che viene sperimentata esteticamente, altrimenti rimane materia inerte, un quadro nel magazzino di un museo, la scatola che contiene un film in una cineteca” (John Dewey, Arte come esperienza)

Bello, vero? Gli autori del saggio sono Gianluca Farinelli e Davide Pozzi ai quali vorrei chiedere di fare tutto il possibile per applicare la massima di John Dewey. Grazie anticipate ragazzi!

Potete renderci felici tutti, approfittando della ricorrenza, editando un bel DVD dei film italiani “ritrovati e restaurati” del 1913. Cominciando proprio da questo Dante e Beatrice, messa in scena di Mario Caserini, restauro del 2007.