Il discepolo – Corona Film 1917

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

Soggetto dall’omonimo romanzo (1889) di Paul Bourget. Messa in scena di Giuseppe Giusti.
Interpreti principali: Fabienne Fabrèges, Mario Roncoroni.
Produzione Corona Film, Torino 1917.

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

«Mai riduzione fu più ardita di questa: qui non si trattava di far conoscere al pubblico l’intreccio di un capolavoro della letteratura romanziera. Se così fosse stato, il compito sarebbe stato difficile, sì, ma non egualmente arduo. C’è una folata di temerarietà, di spavalderia e di ardire che piace, affascina, ammalia, in questa riduzione. Questo era il compito: portare sullo schermo un problema, un dilemma essenzialmente, eminentemente psicologico, intorno al quale la fantasia dell’autore d’oltralpe aveva fatto palpitare alcuni personaggi.

In una parola, è la filosofia portata sul cinematografo, perché è appunto un’insoluta questione di dottrina filosofica quella che suggerì a Paul Bourget il suo romanzo marmoreo.»
Vittorio Guerriero (La Vita Cinematografica, giugno 1917)

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

Film scomparso. Per leggere il romanzo di Paul Bourget (in lingua francese) questo link dell’Internet Archive.

O Giovannino o la morte – Musical Film 1914

o giovannino o la morte
Una scena del film

Produzione Musical-Film (Milano 1914). Messa in scena di Gino Rossetti. Soggetto dalla novella omonima di Matilde Serao, pubblicata nella raccolta All’erta sentinella (1889), sceneggiatura dalla riduzione teatrale di Ernesto Murolo (1912). Musica di Jvan Hartulari Darclée.

Interpreti: Pina Cicogna (Chiarina), Franz Sala (Giovannino) Sig. Braccony (Donna Gabriella).

La storia: In un palazzo della vecchia Napoli, Chiarina, figliastra di Donna Gabriella, dedita al prestito a usura, è da lei contrastata nel suo amore per Giovannino, un coinquilino.
Il giovane riesce finalmente a presentarsi in casa della matrigna, ma col passare del tempo si rivela più interessato agli affari di Donna Gabriella, che all’amore di Chiarina.
Dopo aver scoperto Giovannino che bacia teneramente sulle labbra Donna Gabriela, Chiarina si suicida gettandosi nel pozzo del cortile.

o giovannino o la morte
Una scena del film

«Riduzione cinematografica del dramma omonimo dovuto al genio dell’esimia autrice Matilde Serao; ometto quindi la recensione del soggetto, dirò solo che il lavoro, nella riduzione cinematografica, nulla perde della sua tragicità, anzi, questa acquista maggiore evidenza.

L’interpretazione è superiore ad ogni elogio, come pure buona (però potrebbe essere migliore) la parte fotografica. La musica appositamente scritta dal M° Ivan Darclée accompagna l’azione mirabilmente. Due motivi principali accennano alla comparsa sullo schermo di Chiarina e Giovannino, della matrigna e della domestica e si fondono poi armoniosamente nelle scene nelle quali prendono parte tutti e quattro gli anzidetti personaggi, raggiungendo un’intensità indiscutibilmente drammatica al finale.»
(Film, marzo 1915)

Il cuore rivelatore 1934

Il cuore rivelatore 1934
Il cuore rivelatore 1934

« Realizzato da Alberto Mondadori, collaboratore Mario Monicelli, scenografia di Alberto Lattuada, operatore Cesare Civita; da un racconto di Edgar Allan Poe. Interpreti Giuseppe Pedrini, Giuliano Carta.
Abbiamo accennato tempo fa ad un film sperimentale americano sullo stesso soggetto, dovuto a R. P. Cobb (The Tell-tale Heart, Leon Shamroy 1928 n.d.c.). Interessante appare il confronto con questo di Mondadori; in definitiva quello appare più surrealista, questo invece più incisivo e reale, preoccupandosi piuttosto Mondadori di creare l’atmosfera allucinata con uso non eccessivo di puri espedienti tecnici; ne consegue una maggior chiarezza nel racconto cinematografico, che procede abbastanza sostenuto anche per la buona interpretazione. Il regista non ha rinunciato tuttavia a quegli espedienti tecnici, come sovrimpressione, me ne ha usato in modo conveniente, senza esagerazioni. E’ infine da tener presente l’intendimento di tentare nel campo della produzione italiana a passo ridotto, in genere diverso dai consueti.»
(Il Ventuno, maggio 1935)

«Il cuore rivelatore è il titolo di uno dei films a passo ridotto che sono stati premiati ai Littoriali dell’Arte dell’Anno XIII (1935). Questo film è stato eseguito da un gruppo di giovani del GUF di Milano. (…) Riproduciamo alcuni fotogrammi di questo film, indubbiamente interessante sia per l’ispirazione e sia per la ricerca di effetti basata su di una tecnica modernistica. Siamo lieti di ospitare nelle pagine di KINEMA la documentazione delle iniziative dei giovani. E’ su questi ultimi, sul loro entusiasmo, sul perfezionamento della loro perizia, sull’affinamento del loro buon gusto estetico, che la cinematografia italiana deve contare per i suoi giorni futuri che saranno anche giorni migliori.»
(Kinema, giugno 1935)

La copia restaurata è alla Cineteca di Bologna: 16 mm., versione originale (muto), 163 m., 17 a 18 f/s