Il diritto di vivere – Partenope Film 1912

il diritto di vivere
Una scena del film

Produzione Partenope Film 1912; Soggetto di Roberto Bracco; Messa in scena di Roberto Troncone.

Didascalie
Il meccanico Antonio Altieri.
Antonio completa la cassaforte del suo padrone, il grande industriale Guido Salviati.
L’uscita degli operai.
Maddalena l’amante dì Antonio.
« T’amo Antonio; voglio esser tua, tutta tua ».
Padre e figlio.
« Ho un gran sogno! Il progetto di una macchina nuova ».
Felicità amareggiata.
Il diario dell’operaio.
Bisogna sacrificarsi.
Dalla zia lontana.
Cuore spezzato!
Raggio di conforto!
Maddalena confida alla zia la sua maternità.
Povera madre!
Il pane della pietà!
Verso la realizzazione del sogno.
Guido Salviati vuoi comprare il segreto di Antonio Altieri.
Salviati apprende che Altieri ha fondata la Cooperativa e corrompe il Moro ed il Gobbo per carpire il segreto del trionfatore,
Il Moro, per tradimento entra al servizio di Antonio Altieri, divenuto padrone.
Il Moro prende degli appunti pel tradimento; ma pentito, diviene il più fedele amico del suo nuovo padrone.
Il Trionfo.
Ieri alla presenza di molte notabilità si è inaugurata la Cooperativa Meccanica organizzata o diretta dal geniale Antonio Altieri, già capo officina degli stabilimenti Salviati.
Il Gobbo cerca di insinuarci nel cuore dì Antonio Altieri, ma la sua losca figura mal predispone l’onesto.
Salviati, sconfitto nelle sue corruzioni, medita una maggioro vendetta.
Maddalena torna da Antonio dopo quattro anni e lo informa dalla sua paternità.
Guido Salviati compera i crediti contro la cooperativa per mettere l’inventore a sua discrezione…
… e affida al suo avvocato l’incarico di agire senza indugio.
Guido Salviati prende possesso delle officine della Cooperativa.
Antonio Altieri si reca dal suo nemico per trovare del lavoro, ma lo scellerato lo scaccia.
Mamma, ho fame!

il diritto di vivere
Una scena del film

Il rossore supremo.
Il diritto di vivere!
Mentendo di aver guadagnato onestamente la moneta rubata, manda la famiglia in America.
Buon viaggio !…
Io vi raggiungerò!…
Le ricerche segrete della polizia,
Mancano solo 50.000 lire.
Il grido dell’onesto!

Il discepolo – Corona Film 1917

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

Soggetto dall’omonimo romanzo (1889) di Paul Bourget. Messa in scena di Giuseppe Giusti.
Interpreti principali: Fabienne Fabrèges, Mario Roncoroni.
Produzione Corona Film, Torino 1917.

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

«Mai riduzione fu più ardita di questa: qui non si trattava di far conoscere al pubblico l’intreccio di un capolavoro della letteratura romanziera. Se così fosse stato, il compito sarebbe stato difficile, sì, ma non egualmente arduo. C’è una folata di temerarietà, di spavalderia e di ardire che piace, affascina, ammalia, in questa riduzione. Questo era il compito: portare sullo schermo un problema, un dilemma essenzialmente, eminentemente psicologico, intorno al quale la fantasia dell’autore d’oltralpe aveva fatto palpitare alcuni personaggi.

In una parola, è la filosofia portata sul cinematografo, perché è appunto un’insoluta questione di dottrina filosofica quella che suggerì a Paul Bourget il suo romanzo marmoreo.»
Vittorio Guerriero (La Vita Cinematografica, giugno 1917)

Il discepolo 1917
Il discepolo 1917

Film scomparso. Per leggere il romanzo di Paul Bourget (in lingua francese) questo link dell’Internet Archive.

O Giovannino o la morte – Musical Film 1914

o giovannino o la morte
Una scena del film

Produzione Musical-Film (Milano 1914). Messa in scena di Gino Rossetti. Soggetto dalla novella omonima di Matilde Serao, pubblicata nella raccolta All’erta sentinella (1889), sceneggiatura dalla riduzione teatrale di Ernesto Murolo (1912). Musica di Jvan Hartulari Darclée.

Interpreti: Pina Cicogna (Chiarina), Franz Sala (Giovannino) Sig. Braccony (Donna Gabriella).

La storia: In un palazzo della vecchia Napoli, Chiarina, figliastra di Donna Gabriella, dedita al prestito a usura, è da lei contrastata nel suo amore per Giovannino, un coinquilino.
Il giovane riesce finalmente a presentarsi in casa della matrigna, ma col passare del tempo si rivela più interessato agli affari di Donna Gabriella, che all’amore di Chiarina.
Dopo aver scoperto Giovannino che bacia teneramente sulle labbra Donna Gabriela, Chiarina si suicida gettandosi nel pozzo del cortile.

o giovannino o la morte
Una scena del film

«Riduzione cinematografica del dramma omonimo dovuto al genio dell’esimia autrice Matilde Serao; ometto quindi la recensione del soggetto, dirò solo che il lavoro, nella riduzione cinematografica, nulla perde della sua tragicità, anzi, questa acquista maggiore evidenza.

L’interpretazione è superiore ad ogni elogio, come pure buona (però potrebbe essere migliore) la parte fotografica. La musica appositamente scritta dal M° Ivan Darclée accompagna l’azione mirabilmente. Due motivi principali accennano alla comparsa sullo schermo di Chiarina e Giovannino, della matrigna e della domestica e si fondono poi armoniosamente nelle scene nelle quali prendono parte tutti e quattro gli anzidetti personaggi, raggiungendo un’intensità indiscutibilmente drammatica al finale.»
(Film, marzo 1915)