Il Capriccio del miliardario – Cines 1914

Il Capriccio del miliardario 1914
Il Capriccio del miliardario 1914, pubblicità francese

«Lo splendido panorama di Roma ispira al miliardario Rochesund l’idea di una gara sportiva: offre un premio di un milione di lire a chi entro la fine del mese, e nel minor tempo possibile, percorre Roma in tutta la sua lunghezza in linea retta, su uno spazio largo dieci metri della linea che ha disegnato, e senza ricorso ad alcun trasporto via terra, fluviale o aereo, quali siano gli ostacoli che si possono incontrare.
Queste condizioni bizzarre e l’importanza del premio rivoluzionano la città. Tra i numerosi concorrenti c’è il giocatore Paolo Sbiéga … La fortuna lo favorisce e, dopo aver scalato parecchi muri con sprezzo del pericolo, arriva per primo in diciotto giorni.
«Bene, le dice Rochesund, se entro la fine del mese, nessuno farà il percorso in meno tempo di voi, il milione è vostro.»
Questa performance è considerata da tutti sportivi come un record per la gioia di Paolo Sbiega e la sua amante Clara.
Ma un nuovo giocatore entra improvvisamente nella mischia, il giovane Publio Danna, fidanzato della bella Matilde, figlia del banchiere Buonafede.
Ha deciso di tentare la fortuna sapendo che il banchiere è in rovina, e se entro venti giorni egli non ha pagato al suo creditore Taco, questo sposerà Matilde.
Inizia così una corsa disperata. Non si tratta solo di completare il percorso, ma di battere il tempo di Sbiega in non più di otto giorni!
Ma l’amore mette le ali! Publio corre, vola, e non riconosce barriere! Quando incontra una palazzo, invece di sprecare il suo tempo arrampicandosi, egli attraversa come una meteora il piano terra. Quindi Sbiega protesta, ma la sua protesta non è accettata … Quando si tratta del Tevere, Publio ha un attimo di esitazione, non sapendo nuotare. Ma ci riesce lo stesso, grazie alla cintura di sicurezza che gli offre la sua Matilda. Nuova protesta di Sbiega, che di nuovo non è accettata dalla giuria: la cintura di sicurezza non è considerato come un mezzo di trasporto.
In quattro giorni, Danna ha percorso la metà del percorso. Sbiega non è disposto a perdere il premio. Per la prima volta, l’idea di un crimine si presenta nella sua mente e, in un passaggio pericoloso, cerca di affogare Danna aprendo una chiusa …
I suoi tentativi falliscono uno dopo l’altro. Protetto da Matilda, Danna supera tutte le difficoltà. Stanco e pieno di lividi, esausto, arriva finalmente alla meta … ha perso cinque minuti! Ma, come nel Giro del mondo in 80 giorni, grazie alla differenza del meridiano, è addirittura di qualche minuto in anticipo ricevendo il milione che si merita.»

Secondo il catalogo della Mostra Internazionale del Cinema Libero (Il Cinema Ritrovato) di Bologna, edizione 1999, una copia di questo film – titolo Caccia ai milioni – fu ritrovata nel 1983 nell’archivio del Gosfilmofond di Mosca e preservata da positivo nitrato (35 mm, 1058 m, 58′ a 16 fotogrammi per secondo, didascalie tedesche). Aggiunge il catalogo:

«Film misterioso scappato alle filmografie di Bernardini e Martinelli che racconta di una caccia al tesoro attraverso una Roma bellissima ritratta all’inizio degli anni ’10. Tutti i luoghi che saranno mostrati da un secolo di cinema (da Fellini a De Sica) compaiono qui, forse per la prima volta. Inevitabile il passaggio dagli studi della Cines dove le star della compagnia attendono i concorrenti.»

Il “film misterioso scappato alle filmografie di Bernardini e Martinelli” è invece perfettamente segnalato nella filmografia di Martinelli (pagina 94 del primo volume Il Cinema Muto Italiano 1914 – i film degli anni d’oro, edizione 1993) con il titolo: Capriccio di miliardario, metri 909/1295.

La versione distribuita in francia nel 1914 (immagine sopra) era di m. 1181. La copia della Gosfilmofond mi sembra abbastanza completa.

Persone di fiducia – perché il film non sono riuscita a vederlo – confermano che si tratta di un film da non perdere. Come per tutti i suoi fratelli ritrovati e restaurati: sarà possibile liberarli prima del 3010?

Note amare di Natale

Archivio In Penombra (questo blog e tutti gli altri collegati) non ha mai avuto – e non vuole averne – nessuna relazione personale o commerciale con la Ripley’s Film (Italian Film Distribution Company, Home Video, ecc) di Angelo S. Draicchio, Cristina D’Osualdo.

Il mio nome nei ringraziamenti del film Amore senza stima – (L’avvoltoio ?), Celio Film Roma, presentato alla Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2009 è stato messo senza il mio consenso, come ho fatto sapere al responsabile dei restauri della Cineteca Nazionale di Roma.

Il mio compagno Armando Giuffrida ha donato (gratuitamente) diversi film alla Cineteca del Friuli, ma non Sulle vie della Vittoria: Visita dei Reali d’Italia alla Venezia Giulia (Walter Film, 1922), che è stato venduto.

La collezione di film dell’Archivio In Penombra, l’archivio cartaceo, fotografico, ecc. è una collezione privata che non ha niente a che vedere con la Libreria Metropolis, né con l’attività professionale di Armando Giuffrida.

Teresa Antolin

Il diritto di vivere – Partenope Film 1912

il diritto di vivere
Una scena del film

Produzione Partenope Film 1912; Soggetto di Roberto Bracco; Messa in scena di Roberto Troncone.

Didascalie
Il meccanico Antonio Altieri.
Antonio completa la cassaforte del suo padrone, il grande industriale Guido Salviati.
L’uscita degli operai.
Maddalena l’amante dì Antonio.
« T’amo Antonio; voglio esser tua, tutta tua ».
Padre e figlio.
« Ho un gran sogno! Il progetto di una macchina nuova ».
Felicità amareggiata.
Il diario dell’operaio.
Bisogna sacrificarsi.
Dalla zia lontana.
Cuore spezzato!
Raggio di conforto!
Maddalena confida alla zia la sua maternità.
Povera madre!
Il pane della pietà!
Verso la realizzazione del sogno.
Guido Salviati vuoi comprare il segreto di Antonio Altieri.
Salviati apprende che Altieri ha fondata la Cooperativa e corrompe il Moro ed il Gobbo per carpire il segreto del trionfatore,
Il Moro, per tradimento entra al servizio di Antonio Altieri, divenuto padrone.
Il Moro prende degli appunti pel tradimento; ma pentito, diviene il più fedele amico del suo nuovo padrone.
Il Trionfo.
Ieri alla presenza di molte notabilità si è inaugurata la Cooperativa Meccanica organizzata o diretta dal geniale Antonio Altieri, già capo officina degli stabilimenti Salviati.
Il Gobbo cerca di insinuarci nel cuore dì Antonio Altieri, ma la sua losca figura mal predispone l’onesto.
Salviati, sconfitto nelle sue corruzioni, medita una maggioro vendetta.
Maddalena torna da Antonio dopo quattro anni e lo informa dalla sua paternità.
Guido Salviati compera i crediti contro la cooperativa per mettere l’inventore a sua discrezione…
… e affida al suo avvocato l’incarico di agire senza indugio.
Guido Salviati prende possesso delle officine della Cooperativa.
Antonio Altieri si reca dal suo nemico per trovare del lavoro, ma lo scellerato lo scaccia.
Mamma, ho fame!

il diritto di vivere
Una scena del film

Il rossore supremo.
Il diritto di vivere!
Mentendo di aver guadagnato onestamente la moneta rubata, manda la famiglia in America.
Buon viaggio !…
Io vi raggiungerò!…
Le ricerche segrete della polizia,
Mancano solo 50.000 lire.
Il grido dell’onesto!