Roberto Basilici un italiano nell’ombra

Roberto Basilici, figurino per il Faust di Murnau, 1926
Roberto Basilici, figurino per il Faust di Murnau, 1926

Questo post era programmato da qualche tempo, Roberto Basilici è uno dei personaggi della serie “senza fissa dimora”, ma non ero sicura se dovevo pubblicare qualche indizio sulla ricerca, prima di riuscire a pubblicare il libro. Ho cambiato idea.

L’opera di questo italiano nel cinema muto europeo è (quasi) completamente sconosciuta, ignorata e dispersa, ed è un vero peccato. L’unica informazione affidabile è questo pdf nel sito internet Casa dei Basilici. Complimenti per la ricerca al curatore Paolo Basilici.

Ecco un primo assaggio della mia ricerca sul lavoro di Basilici nel cinema:

Nella penombra il direttore di scena e l’operatore; nell’ombra completa l’architetto, il bozzettista, lo scenografo.

Basilici, è uno di questi uomini modesti che vivono nell’ombra cinematografica. Eppure è infinitamente più meritevole di luce di tanti altri, appunto perché artista in sua manifestazione.

Chissà quanti avranno detto, ammirando il Faust realizzato dal celebre inscenatore di Aurora, Murnau : — Che film magnifico! Che costruzioni meravigliose, e che splendidi costumi! Non c’è che dire, questi tedeschi sono veramente insuperabili…! Nessuno avrà pensato che in un film di pretta concezione tedesca, interpretato da un grande artista tedesco come Jannings, impostato con criteri dell’ultra-teutonica UFA, un italiano fosse stato chiamato a collaborare con la sua genialità creatrice alla realizzazione di un cosi grande capolavoro. Eppure Murnau sapeva il fatto suo, più di tanti direttoroni di marca nostrana che imperano ormai a Berlino.

Basilici non è solamente un pittore scenografico, non è solo il bozzettista filmico o il figurinista di tale o tal altra epoca. Egli è sopra tutto un formidabile ispiratore per chi deve realizzare il film, è un aiuto preziosissimo per la sua vasta cultura artistica, per la profonda conoscenza storica delle epoche e degli ambienti in cui qualunque azione si svolge.

Ha collaborato in un numero stragrande di film, lavorando a Hollywood, a New-Jersey, a Parigi, a Roma, a Vienna, a Berlino; ha inscenato un numero infinito di opere nel Nord e nel Sud-America, in Italia e in Francia; i migliori teatri di Spagna e d’Inghilterra se lo disputarono per parecchi anni e nell’immediato anteguerra fece più di una stagione all’Imperiale di Pietroburgo.

Ma la passione lo riportò suo malgrado verso lo schermo, verso la film che diventa arte appunto perché tutte le arti vi sono fuse con armonia et sans emportement, come argutamente fa osservare Dekobra. Ed eccolo inscenare per conto di una grande Casa berlinese Due uomini, in una mirabile scena del quale film seppe riprodurre con una sbalorditiva realtà di particolari la Cappella Sistina, dipingendo falsi arazzi, riproducendo quadri e decorazioni, mobili e addobbi ; « piazzando » personaggi e dignitari con occhio esperto, da artista sempre. Recentemente in Nozze di Rivoluzione, il magnifico film della « Terra », interpretato da Diomira Jacobini, non fu solamente il bozzettista coscienzioso, ma fu sopratutto il prezioso consigliere dell’inscenatore. E si deve appunto a questa sua partecipazioni se questo film, fatto completamente in Germania, si presenta invece in una ambientazione caratteristicamente francese.

In ogni film dove il Basilici è stato chiamato si nota la personalità spiccatissima di questo artefice modesto. I suoi scenari sono improntati di buon gusto e di genialità, i personaggi da lui descritti con vigorosi tratti, presentano attraverso i costumi da lui creati, il carattere drammatico che l’azione richiede; in una piega di panneggio, in un finto « gobelin », in un oggetto qualunque posato su di un mobile, s’intuisce l’appassionata e continua assistenza dell’artista.

E bene che in questo momento di preparazione e di organizzazione per la rinascita del film italiano, sia ricordalo questo valoroso rappresentante della nostra terra, perché si possa contare sul suo nome nel fecondo domani.

L’autore dell’articolo è un certo Fabian, cinque mesi dopo, come ho appreso dal sito Casa Basilici, Roberto moriva a Berlino vittima di un cancro alla gola, era nato a Roma nel 1882.

Christus – Cines 1916

Christus 1916
Una scena di Christus 1916

Nuova puntata del 1° Festival dei Film Ritrovati Restaurati Invisibili.

Come in tutte le famiglie, la famiglia della storiografia cinematografica litiga spesso, litiga anche di brutto, scacciando fuori di casa il parente ribelle. Qualche volta perdona e fa ritornare all’ovile la pecora smarrita, ma il più delle volte le porte si chiudono per sempre.

Nelle seconde Giornate del Cinema Muto di Pordenone, anno 1983, la Cineteca Nazionale di Roma presentò il restauro di Christus, produzione Cines 1915-1916, messa in scena di Giulio Antamoro. Un film storico nel più ampio senso del termine, una delle produzioni più ambiziose del cinema muto italiano degli “anni d’oro”. Un film che dal 1916 fino a pochi anni fa continuava a proiettarsi in mezzo mondo. Certo, le copie erano in uno stato lamentabile. Ci voleva un restauro, e non lo dico con ironia.

Ma la cosa, il restauro di Christus, andò avanti ancora qualche anno. Nel dicembre 2002, lo storico Riccardo Redi pubblicava un piccolo interessante volume sul film. A pagina 5 leggiamo:
A suggerire il presente studio sono stati i tentativi di restauro del film Christus culminati nel 2000 con la ristampa a colori, eseguita nel laboratorio L’immagine ritrovata, partendo dal materiale esistente e in particolare dalla copia pressoché integrale conservata dalla Cineteca Nazionale. In tale occasione non è stato possibile a chi scrive queste pagine intervenire in alcun modo per illustrare i problemi del film, chiarire le vicende produttive, ottenere una nuova orchestrazione delle musiche originali di Don Giocondo Fino.
E a pagina 79 dello stesso, nella conclusione:
Consideriamo non definitivo il restauro – peraltro ottimo – del film, che è stato tecnico, non filologico. Ha ricostituito la copia nelle condizioni in cui ci è pervenuta, forse molto vicine alle condizioni in cui fu presentata nel 1916: diciamo forse, perché si sono ritrovate alcune immagini che non figurano nelle copie sopravvissute.
Il prestigio di Riccardo Redi era, ed è, grande. Altrimenti una filippica come questa gli sarebbe costato, per rimanere nel tema Christus, un esilio nel deserto…Come nel caso dei partiti politici: i panni sporchi si lavano in casa.

Questo restauro è uno dei primi del laboratorio L’immagine ritrovata di Bologna, ormai auto-celebratissimo, addirittura, come ho letto oggi sul web, sarebbero il “primo” laboratorio italiano di restauro cinematografico. Si ricorda qualcuno del laboratorio che restaurò il Christus nel 1983 ? E dello Studio Cine ?

Il bel volume Christus, firmato Riccardo Redi è una pubblicazione dell’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, 2002. Vi consiglio caldamente la lettura.

Nota: la copia di Christus restauro 2000 non è visibile, questo film meriterebbe un Blu-Ray!

Viaggio a una stella – Cines 1906

una scena del film Viaggio a una stella (Viaggio in una stella)

Terza giornata del 1° Festival dei Film Ritrovati Restaurati Invisibili. In realtà, il primo festival italiano interamente dedicato ai film restaurati non è il Cinema Ritrovato di Bologna. Cinque anni prima La Cineteca del Friuli lancia Le Giornate del Cinema Muto, I edizione, 9-11 settembre 1982.

Nel programma di quell’edizione: Viaggio in una stella, film di produzione Cines 1906, copia della Cineteca del Friuli, 10′, messa in scena Gaston Velle:

L’astronomo Nigadimus, scrutando attraverso il suo telescopio i misteri del cielo, scopre un nuovo astro di cui si innamora al punto di voler intraprendere un viaggio alla sua conquista. Il suo aiutante gli suggerisce l’idea di arrivare alla stella entro una bolla di sapone. Nigadimus, seguendo il consiglio, si fa chiudere entro un’enorme bolla di sapone e vola attraverso lo spazio. La dea che abita la fulgida stella che ha innamorato l’astronomo, si meraviglia nel vedere arrivare nei suoi dintorni quel vecchio abitatore della terra; poi commossa ai suoi appassionati accenti, lo accoglie nella sua splendida dimora e invita altre stelle od onorarlo con piacevoli danze. Giove, avuto sentore delle venuta dell’intruso nelle sfere celesti, sopraggiunge irato in compagnia di Marte e di Mercurio; scaccia Nigadimus dalla stella e lo fa precipitare attraverso lo spazio. Mentre la domestica dell’astronomo è sulla terrazza, intenta a sciorinare i panni al sole, riceve in capo l’ombrello e il cappello del suo padrone, poi improvvisamente vede precipitare entro la tinozza del bucato, ricolma d’acqua, l’infelice Nigadimus, reduce dal suo avventuroso viaggio ad una stella.
Splendida cinematografia fantastica a colori.
(Da una locandina del cinematografo a Figline 1908)

Trent’anni mi sembrano un po’ troppo