Ritrovati restaurati e visibili

pina menichelli
Pina Menichelli sulla copertina della rivista torinese La vita cinematografica

Come dicevo, Le Giornate di Pordenone sono le pioniere (in Italia) del film ritrovato e restaurato, la prossima edizione sarà la 30a.

Dei film italiani presentati a Pordenone e Bologna pochi titoli disponibili, alcuni ormai introvabili.

Date invece un’occhiata a questa pagina nel sito Silent Era: Silent Film Collection 1890-1934, e poi, se volete, confrontate i titoli presentati a Pordenone e Bologna.

Ma il peggio non è questo, il peggio è che il cinema muto italiano corre il rischio di scomparire dalla memoria collettiva… mondiale.

Poche settimane fa leggevo una intervista ad un famoso Indiana Jones del cinema, dove raccontava come nella sua collezione c’era una copia di certo film di Pina Menichelli, ma aveva poche possibilità di trovare uno sponsor per il restauro perché, parole testuali: “senza nessuna vedette, non interessa a nessuno”.

No comment… L’Indiana Jones del nitrato d’argento perduto ragiona come un imprenditore, dal suo punto di vista ha ragione.

Nemmeno io credo che i film del cinema muto italiano abbiano un ampio mercato, ma se è per questo, possiamo dire lo stesso di una gran parte dei film nella lista del sito Silent Era.

Cosa c’è che non va nei film italiani?: l’invisibilità. Perché non si riesce a farli conoscere di più?: perché non sono commerciali, nessuna “vedette”. Ma… parliamo di cultura o di fare i soldi con la cultura?

Per il momento, i film del cinema muto italiano ritrovati e restaurati servono come scusa per ottenere finanziamenti: dallo stato e dai privati. Riprendendo il titolo dell’autobiografia di Francesca Bertini: Il resto non conta.

Arturo Ambrosio 1905-1914


Video dal archivio del cinema muto su YouTube

Prima parte della storia di Arturo Ambrosio e la sua casa di produzione: dal negozio a Torino, al primo film: Corsa Susa Moncenisio 1905, proiettato al Cinematofono, via Roma 25 (Spettacolo misto di Cinematografo e Cinematofono) il 17 luglio 1905, la corsa era del giorno prima; il primo marchio cinematografico della ditta: Taurus, i diversi cambiamenti fino a diventare Società Anonima Ambrosio; il primo teatro di posa (via Catania 30, Torino); i primi film di successo (Serie Oro), i “dal vero” (fotogrammi di La guerra italo-turca, 1911), premio del 1911 per Nozze d’oro; la commemorazione dei Mille di Garibaldi nel cinquantenario dell’unificazione d’Italia; i diversi generi: dalla commedia al dramma, il giallo; le grandi firme (Gabriele d’Annunzio); i film a episodi; una casa di produzione italiana apre la filiale americana: Ambrosio American Co.; accordo con la Photo Drama di George Kleine; i collaboratori: Giovanni Vitrotti (in Russia, vestito da cosacco 1911), Roberto Omegna direttore tecnico, gli attori (ho messo soltanto qualcuno: erano troppi!); i cinema dedicati all’Ambrosio dal suo affezionato distributore Giuseppe Barattolo (a Roma, allora Padiglione Colonna, adesso Galleria Alberto Sordi, ma il cinema non c’è più), il nuovo teatro di posa verso la Dora, autunno 1914, e lui… il factotum: il pioniere Arturo Ambrosio 1870-1960.

Alla prossima!

Francesco Bonfigli pioniere italiano ed egiziano

Programma Cinema Empire, Port Said 1922
Programma del Cinema Empire, Port Said 1922

« Un giorno Gabriele d’Annunzio scrisse delle meravigliose parole per quei forti coloni che emigrando dalla patria forse troppo povera, si recano nelle terre lontane ove la ricchezza ambita si ammassa quotidianamente con un rude lavoro ed è da questi italiani usata largamente a dar lustro e decoro alla patria lontana. Queste parole noi vorremmo oggi ripetere per Francesco Bonfigli, ma nelle nostre mani la prosa smagliante di Gabriele d’Annunzio impallidisce e si sforma per cui ci limitiamo a rivolgere un modesto ma vibrante saluto al valente cinematografista che oltre ad essere stato un pioniere della nostra industria ha saputo all’estero far vivamente apprezzare l’ingegno e l’attività italiana.

Il Bonfigli incominciò in Italia la sua magnifica ascesa. A Livorno ebbe l’audacia, nel 1902, di riprodurre le prime films di Lumiere, dodici metri al massimo, che riproducevano il viaggio dei Reali d’Italia a Parigi. Dopo, portando dei genialissimi perfezionamenti tecnici, fotografici e artistici al cinematografo, dette dei magnifici spettacoli alla Sala Umberto I di Roma, ottenendone un tale successo da meritarsi l’iscrizione nell’albo d’oro degli uomini illustri.

Nello stesso anno, in seguito alla morte di suo zio, Monsignor Gaudenzio Bonfigli, Arcivescovo di Alessandria, egli si recò in Egitto, dove la sua indomabile attività trovò il campo più fertile ed il successo più sicuro.

Il Cinema Radium, di cui il Bonfigli fu l’ideatore ed è il proprietario, è una delle più complete eleganti, ricche sale di proiezione, nelle quali si riversa il gran pubblico cosmopolita della metropoli egiziana. Nello stesso tempo il cav. Bonfigli ha impiantato una grande casa di edizione di films. La sua produzione ha completamente conquistato i mercati stranieri ed è apprezzatissima per una tecnica ultra moderna dovuta alla genialità di quest’uomo meraviglioso. Ora Francesco Bonfigli è venuto a passare qualche mese in Italia. La cinematografia italiana in tutti i suoi migliori esponenti dovrebbe rendergli onore. Di uomini simili ne abbiamo molto bisogno specie in questo periodo di crisi che si supera soltanto con l’intenso lavoro e con larghezza di vedute. Nel salutare questo magnifico italiano ci auguriamo ch’egli abbia a consacrare un po’ della sua mirabile attività anche nel proprio paese.»

Di Francesco Bonfigli, casa di produzione (ripresa di attualità cinematografiche), commercio film e Cinema Radium (Rue Borsach 20, El Cairo), non ho molte notizie, ma considero che il suo contributo sia molto importante. So che ha mantenuto buoni rapporti, con alcune case francesi ed inglesi. Non so che fine abbia fatto, la sua famiglia, ecc.

Altre notizie su questo pioniere? Scrivetemi.