Autunno movimentato per il patrimonio del Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Maria Adiana Prolo.
Dopo il Festival Lumière (Grand Lyon Film Festival) e Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, arriva il turno della mostra Sombras Recobradas VIII edizione, che si celebrerà a Madrid dal 11 al 13 ottobre 2011, serata di chiusura il 14. Proiezioni della mostra in due sale, il Cine Doré della Filmoteca Española, ed il Cine Estudio del Círculo de Bellas Artes. Organizza l’associazione di amici della Filmoteca Española (AAFE).
I film in programma sono:
Cabiria (Itala 1914), versione restaurata 2006, presentazione di Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema, al pianoforte Stefano Maccagno.
Maciste (Itala 1915), Maciste Imperatore (Itala 1924), Tigre Reale (Itala 1916), La paura degli aeromobili nemici (Itala 1915), La guerra e il sogno di Momi (Itala 1915), Gli ultimi giorni di Pompei (Ambrosio 1913).
Insieme ai film del cinema muto piemontese, due produzioni della cinematografia iugoslava: Gresnica bez greha (1930) e Sa verom u boga (1932).
Riassunto e bilancio della 30° edizione: interviste a Livio Jacob, direttore della Cineteca del Friuli, e Giuliana Puppin, ufficio stampa delle Giornate. Molto divertente la storia dell’intervista al regista degli anni ’20, sentite, sentite.
A proposito di YouTube, vi consiglio una visita al canale di La Cineteca del Friuli (intervista a Mario Monicelli, cinema muto, e molto altro)
Last but not least, non finisce qui, cioè non finisce oggi. Domani il cinema muto ritorna a Sacile:
Il legame mai interrotto con Sacile, che ha ospitato Le Giornate del Cinema Muto dal 1999 al 2006, si rinnova e si rinforza nell’edizione del trentennale. Le Giornate, in collaborazione con la Città di Sacile e il locale Rotary Club, domenica 9 ottobre alle ore 17 presentano al Teatro Zancanaro la replica di The Circus (1928) di Charles Chaplin, capolavoro della storia del cinema e una delle punte di diamante del programma 2011.
The Circus sarà proposto con la partitura composta da Chaplin nel 1968 ed eseguita dal vivo dall’Orchestra San Marco di Pordenone diretta dal maestro Günter Buchwald. I titoli di testa saranno accompagnati dalla canzone registrata Swing Little Girl cantata dallo stesso Chaplin.
Teatro Zancanaro, domenica 9 ottobre, ore 17.
Il prezzo del biglietto è di 10 euro, la prevendita è iniziata il 2 ottobre alla cassa delle Giornate al Teatro Verdi di Pordenone (dalle 9 alle 22.30). Per chi volesse acquistare i biglietti direttamente a Sacile, la prevendita prosegue fino a venerdì 7 ottobre, alla sede dell’Associazione Pro Sacile (0434 72273), in orario di ufficio 8.30-13.30 e 15.00-17.00. Dopodiché sarà possibile acquistare i biglietti direttamente alla cassa del Teatro Zancanaro il giorno della proiezione. (dal comunicato dell’Ufficio Stampa delle Giornate del Cinema Muto)
Torino, novembre 1917. A Ponte Trombetta è tutto un gaio fervore di lavoro. Sotto l’alta vigilanza di un geniale maestro ed un vero innovatore, abbiamo nominato Giovanni Pastrone, al secolo… cinematografico Piero Fosco, lo stabilimento della Itala Film, che con la sua pittoresca collina ed i suoi grandi teatri, si direbbe una gigantesca fantastica macchina in pressione.
Mentre Gero Zambuto attende con intelletto d’amore a girare gli ultimi interni della Moglie di Claudio, i suoi colleghi (procediamo per ordine alfabetico) Denizot, Roberti e Romano, gareggiano in perizia per condurre a termine quei sei o sette …..chilometri di pellicola che misureranno le nuove gesta stupefacenti di Maciste.
Fra la febbrile attività di intere legioni di operatori, scenografi, stuccatori, macchinisti, ecc., sorgono come per miracolo cupi e massicci torrioni, si aprono voragini e misteriosi sotterranei nei prati vasti.
Dalla sartoria, dalle coulisses continua ad affluire nei teatri una folla di comparse mentre Chomon va escogitando uno dei suoi « trucchi » prodigiosi nella scenografia, i fratelli Folchi che hanno apportato alla composizione della scena un senso così armonico ed artistico di signorile ed originale modernità, si accende la millesima discussione artistica.
Contemporaneamente altre troupes sono al mare e sui laghi a requisire scorci di quadri, visioni di bellezza; ed a Grugliasco Augusto Genina, che giovanissimo si è così brillantemente affermato nell’arte cinematografica, sta inscenando un suo originale soggetto moderno che rappresenta un sottile e tormentoso conflitto passionale e che avrà a protagonista Italia Almirante Manzini, la squisita attrice dalla turbante bellezza sensuale.
Presentat’arm…
Dalla profondità del suo camerino, ecco sorgere improvvisamente « eblouissante visione » la Moglie di Claudio, Pina Menichelli di una calinerie felina, di una strana tunique di una seduzione demoniaca… povero Claudio… Rossi Pianelli !… fortunato Antonino… Nepoti !…
Si lavora…..
Teatro di posa Itala Film
L’immane conflitto in cui si dibattono le sorti dell’Europa e — forse — del mondo, conferisce a La moglie di Claudio, un significato di angosciosa attualità. Nel dramma, così denso di pensiero, la facile critica non vide, a tutta prima, che della « letteratura teatrale », cioè l’esitazione di un artista preso dalla vaghezza di ritrarre un tipo di femmina pervertita e morbosa. Ed, invece, dal dramma di A. Dumas, che — scritto nel 1873, quasi all’indomani dell’anno terribile — era un vero monito, oggi si sprigiona un senso d’impressionante profezia.
Alessandro Dumas aveva essenzialmente voluto lanciare un grido d’allarme contro la sottile insidia del nemico, contro la lenta infiltrazione dello spionaggio e del tradimento. Cautagnac — dalla face sanguigne à front étroit, à mâchoires larges, à poils voux et friges — è un simbolo. Come è un simbolo Cesarina — che (scrive Dumas nella sua bronzea prefazione) è — « la bête, la bête immonde, prostituée, infanticide, qui mire la société, dissout la famille, souille l’amour, démembre la patrie, énerve l’homme, déshonore la femme et qui tire ceux qui ne la tirent pas… ». Dall’agosto 1914, i dipartimenti invasi della Francia, il Belgio, la Russia e… qualche altro paese di nostra conoscenza, ne sanno qualche cosa.
A Pina Menichelli — tormentata da un’inquieta, assillante ricerca delle interpretazioni artistiche più significative — ha sorriso l’arduo cimento di portare sulla scena la varia, strana, demoniaca figura di Cesarina. E l’ « Itala » ha rivendicato i diritti per la riduzione cinematografica, già da tempo acquisiti, del dramma dall’impeto travolgente.
Farà corona a Pina Menichelli, una schiera di eletti artisti: E. Rossi-Pianelli (Claudio), A. Nepoti (Antonio), Moreau (Cantagnac), oltre alla Sperani, ad Arnaldi, a Monti, a Lamari…
Piero Fosco — a cui non è sfuggita veruna delle più intime bellezze del dramma di Dumas — vigila l’ « inscenatura », affidata ad un vero artista: Gero Zambuto. il che significa la più sicura garanzia di successo.
La cattivissima moglie di Claudio, produzione Italia Film 1918, ritrovata e restaurata (ecco il depliant italiano-inglese sul restauro, grazie Serge Bromberg!), ritorna sugli schermi: questa sera alle 22,20, Teatro Verdi, Giornate del Cinema Muto. Buona visione!