Rotaie, film Movietone girato nel 1930


Lettera della SACIA 1930

Lettera della SACIA 1930

Nel corso delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 28th Edizione, dal 3 al 10 ottobre 2009, nella sezione Il canone rivisitato si proietterà il film Rotaie di Mario Camerini. Questo piccolo saggio non ha nessuna pretesa di polemica, è una vecchia questione che avrei voluto chiarire alcuni anni fa. Forse questa è la volta buona.

Prima di passare al caso Rotaie, un piccolo preambolo sul perché certi luoghi comuni nella storiografia cinematografica sono duri a morire. Fino a qualche anno fa, era molto difficile reperire certe fonti d’epoca, e quelle disponibili non erano, come dire, alla portata di tutti. Quasi tutte le carte delle più importanti compagnie di produzione sono sparite e disperse, interi archivi di personaggi fondamentali nella storia del cinema italiano sono sperduti nel buio, come il titolo di un famoso film, sperduto anche lui, dicono. La maggiore collezione di riviste del periodo muto stava, e continua ad essere nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, un bastione quasi inespugnabile (infatti l’emeroteca è in una vecchia fortezza) e comunque un’operazione molto onerosa per quelli che non abitano a Firenze. Altre collezioni pubbliche sembravano essere in continuo restauro, quindi inaccessibili per i comuni mortali, e le collezioni private erano molto private. A tutto questo bisogna aggiungere che se riuscivi a fare una ricerca non avevi dove pubblicarla, per la solita crisi del mercato editoriale. Ma le cose stanno cambiando. Molti archivi e biblioteche hanno aperto le porte, e del mercato editoriale puoi fare a meno grazie al web. Chiuso il preambolo, torniamo a Rotaie.

La prima questione in discussione è la data 1929, la seconda che si tratta di un film muto, sonorizzato a posteriori contro il volere di Camerini, la terza che sia distribuito dalla Cines (Pittaluga, immagino).

Cercherò, basandomi in alcuni documenti d’epoca, di confermare che il film è stato girato nel 1930, ed è un film “sonoro, cantato, sistema movietone” fin dalla nascita.

Nel volume Materiali sul Cinema Italiano 1929/1943 (Pesaro 14/21 settembre 1975), dove il film mantiene la data 1929, una delle fonti consultate e citate nel volume è l’articolo di Ettore M. Margadonna pubblicato nella rivista Comoedia (15 aprile – 15 maggio 1930). Giusto in questo articolo si legge che: “Il film sarà compiuto alla fine di maggio e in ottobre esso sarà presentato contemporaneamente alle platee italiane, europee e americane”. Mi sembra abbastanza chiaro che il film sia una produzione del 1930. L’articolo continua raccontando alcuni particolari sul progetto, interpreti e lavorazione:

Kate von Nagy in Rotaie 1930

Kate von Nagy in Rotaie 1930

“Le cose sono andate così: Rotaie doveva essere girato dall’Augustus, una società che è morta dì parto, dando alla luce un bel figliolo, Sole. La SACIA ha comperato lo scenario per una cifra che non vi dico, altrimenti il numero dei soggettisti aumenterebbe oltre le modeste esigenze della produzione nazionale. Si trattava di trovare una interprete di cartello e allora l’avv. Agnesi, consigliere delegato della SACIA, si recò in Germania, deciso a ricondurre in Italia una bella preda: Brigitte Helm.

Brigitte sarebbe venuta molto volentieri. Essa era, com’è, stufa d’interpretare delle parti maledette, e per liberarsi dal compito increscioso ha intentato perfino una causa alla sua società. Ma l’ha perduta e fino al 1931 dovrà restare dov’è. Agnesi che all’entusiasmo e alla fiducia aveva aggiunto anche un degno onorario per l’attrice dovette rassegnarsi. Ma non tutti i mali vengono per nuocere perché Kate Von Nagy, scritturata al posto di Brigitte, non fa rimpiangere la prima e come interprete della protagonista di Rotaie sembra più idonea dell’altra. Kate Von Nagy è, come vedete, una dolce e semplice creatura: non ha l’aria, non le stimmate, non le pretese della donna fatale, ripugnante personaggio femminile che ci tocca ancora prendere sul serio. In Germania aveva fatto buona prova in due films : La fuggitiva e Abbasso gli scapoli.

Chi l’ha vista lavorare afferma che la sua interpretazione ha il merito di una spontanea e delicata semplicità. È un’attrice cauta, riservata, pensosa. Le hanno messo di fronte un giovanissimo attore italiano, Maurizio d’Ancora, al secolo Rodolfo Gucci, che ha uno stato di servizio quasi in bianco, ma tutti ne dicono bene. Lo scovò un vecchio lupo dello schermo, Alfredo Lind, che notò l’anno scorso a Rifredi, dove la SACIA ha gli stabilimenti, un giovanetto che gli aveva chiesto di poter assistere alla ripresa di un film. E lo fece lavorare, sembra con soddisfazione generale, in Ragazze, non scherzate.

Per completare il triangolo, ecco Daniele Crespi, pittore, giornalista, attore e decoratore. Gli è stata affidata l’ingrata parte di seduttore, e se la fa perdonare volentieri. Per il collegamento che esiste fra la società italiana e la tedesca Nero Film, Costantino David presiede al film come direttore di produzione. Mario Camerini, ve l’ho detto, è il direttore artistico. Ha dieci anni d’attività cinematografica ed è il responsabile diretto di Kiff Tebbi, girato per l’A.D.I.A.

L’operatore (tutti si scordano di parlare dei modesti ma tanto necessari e meritevoli collaboratori del film) è Ubaldo Arata che è nel cinema da una trentina d’anni, e ne avrà viste, lui, delle belle! Direttore dell’allestimento è Umberto Torri, insieme con Vittorio Cafiero, Angelo Canevari e Daniele Crespi. Gli interni di questo film sono stati girati alla Farnesina. Gli esterni a Ostia, alla Centrale Elettrica di Roma, alla ferrovia Roma-Napoli e alla stazione di Termini.

Il ministero delle Comunicazioni e il Governatorato hanno accordato all’impresa le più ampie facilitazioni.

Il film Rotaie sarà parlato in quattro lingue (italiana, inglese, francese, tedesca) e le scene che dovranno essere parlate sono girate quattro volte, per dare gli appropriati movimenti alle bocche, a seconda delle diverse e speriamo non orribili favelle. La sonorizzazione verrà compiuta a Berlino, ma non è improbabile che si venga ad accordi con la Pittaluga perchè il commento sincronico possa essere eseguito alla Cines. Il film è già stato venduto per la Francia, la Germania, l’Inghilterra, l’Ungheria, l’Austria e il Brasile. Il Cine-Club di Milano presenterà fra non molto ai suoi associati un’accurata selezione delle scene di questo film.”

Fin qui l’articolo di Margadonna. Vediamo adesso altre fonti.

La prima notizia che vi propongo è della rivista Kinema, novembre 1929: “La SACIA (Società Anonima Cinematografica Italo-Americana) è in piena attività; ha terminato in questi giorni il suo primo film, diretto da Alfred Lind, e si accinge ad allestire il secondo. La serie, già promessa e annunziata da qualche tempo, si è iniziata; e tutto lascia sperare – e noi lo auguriamo – che durerà, e che la giovane Casa Editrice milanese porterà un valido contributo alla restaurazione del film italiano.

Già questo secondo film si annunzia appunto come genuino e integro prodotto d’italianità. Il titolo è Rotaie: ed è autore del soggetto un nostro collega in giornalismo, Corrado D’Errico. Direttore artistico sarà Mario Camerini, l’apprezzato inscenatore di Kiff Tebbi, il film che è riuscito a sfondare il mercato nord-americano. E italianissimi saranno tutti gl’interpreti.

La notizia più importante, perchè la più significativa, è che l’Ente Nazionale per la Cinematografia si è profondamente interessato alla realizzazione di questo film, e ha già assicurato il suo collocamento sul mercato italiano. (…) Anche Rotaie, come già il film diretto da Lind, sarà girato nei teatri di posa di Rifredi, presso Firenze, che la SACIA ha in affitto, e nei quali ha installato i mezzi più moderni per una lavorazione intensiva e tecnicamente perfetta.”

Nel gennaio 1930, la rivista Cinematografo diretta da Alessandro Blasetti scrive: “La SACIA prepara la lavorazione di Rotaie che sarà girato a Roma negli stabilimenti della Farnesina da Mario Camerini, con Kate von Nagy, la deliziosa attrice che ammirammo in Fuggitiva. Direttore della produzione: sig. Horzewsky.”

L’eco del cinema, gennaio 1930, pubblica un inserto sui nuovi teatri : “I teatri della Farnesina sorgono in un’amena zona contata da circa 1000 metri quadrati, situata vicino al Tevere, in località denominata Farnesina. I due teatri di posa (muto e sonoro) coprono complessivamente 2500 mq di area. Altri 5000 mq. circa sono utilizzati per i laboratori, depositi, uffici, camerini, ecc.

Gli impianti elettrici, eseguiti secondo criteri moderni, tengono presenti le possibili evoluzioni della tecnica cinematografica. Uno dei teatri – il primo in Italia attrezzato per il film sonoro – dispone di apparecchiatura che può essere alimentata, sia da corrente continua che da corrente alternata, con un carico di oltre 4000 ampéres alla tensione di 110 volts.

I teatri della Farnesina, proprietà Suprema Films Roma-Venezia, sono al Vicolo della Farnesina, 15-17.”

Brigitte Helm

Brigitte Helm

Nello stesso numero, questa notizia conferma che Brigitte Helm doveva essere la protagonista di Rotaie: “Brigitte Helm non verrà in Italia presso la SACIA perchè avendo dato amichevole soluzione alla controversia sorta fra lei e la Ufa ha ripreso il corso delle sue interpretazioni annullando il compromesso con la SACIA.” Comunque, da li a pochi mesi, Brigitte Helm girerà a Napoli il film La città canora.

Ancora Cinematografo di Blasetti, 5 marzo 1930: “Roma 1° febbraio. La SACIA inizia negli stabilimenti della Farnesina il film Rotaie di Corrado d’Errico, per la direzione di Mario Camerini. Edda, Bruno e Vittorio Mussolini hanno visitato lo stabilimento vivamente interessandosi e alla esposizione della trama del magnifico scenario di D’Errico e alle prime costruzioni sceniche approntate. L’avv. Agnesi espresse agli ospiti illustri la riconoscenza della Società per la particolare attenzione concessale.”

La stampa cinematografica segue con molta attenzione i nuovi progetti in lavorazione, ancora L’eco del cinema, aprile 1930: “A Roma, stando alle voci che circolano, spira buon vento per la cinematografia italiana, o meglio per la rinascita cinegrafica nostra. Le novità sono parecchie e tutte degne di nota e fra le tante si è finalmente appurato che a giugno, la Pittaluga inizierà la lavorazione negli stabilimenti della ex-Cines in Roma. (…) Alessandro Blasetti, realizzerà uno sketch Resurrectio e lo sonorizzerà. Le parole di Resurrectio sono del giovane realizzatore di Sole. Inoltre la Pittaluga metterà in scena altri films. La SACIA (nonostante tedeschi ed italiani non vadano tanto d’accordo), ultimato Rotaie realizzerà un altro lavoro.”

E a pag. 40 dello stesso numero: “Finalmente si gira… Negli stabilimenti della SACIA si è quasi ultimato di girare Rotaie, soggetto di Corrado D’Errico, interpretato da Kate von Nagy e Rodolfo Gucci, realizzato da Mario Camerini, il valoroso direttore di Kiff Tebbi. Il film può dirsi girato in due mesi circa, poiché il primo giro di manovella è stato dato il 30 gennaio u.s.; ciò prova come alla SACIA non si perda tempo. Rotaie sarà sonoro e parlante in quattro lingue: italiana tedesca, inglese e francese.”

Il film ottiene il visto di censura il 30 giugno 1930, distribuito da Mario Brovelli (niente Cines, niente Pittaluga) nella stagione 1930-1931 (sonoro cantato sistema movietone), e presentato al Cinema Corso di Milano dal 21 al 25 marzo 1931.

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4 risposte a Rotaie, film Movietone girato nel 1930

  1. Vincenzo Righelli ha detto:

    ricerco il film la canzone dell’amore diretto da gennaro righelli , vorrei acquistarlo. se potete indirizzarmi a chi rivolgermi se presso
    di Voi noa e’ disponibile.
    Distinti saluti Vincenzo Righelli

  2. admin ha detto:

    Grazie della visita. In penombra è soltanto un sito sulla storia del cinema muto no profit, quindi non vendiamo niente. Provi a rivolgersi alla Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia.

  3. thea ha detto:

    Nel (nuovo) album dell’archivio inpenombra su Flickr, potete consultare lo scanner delle pagine della rivista L’eco del Cinema, aprile 1930: primo giro di manovella di Rotaie 30 gennaio 1930: http://www.flickr.com/photos/archivioinpenombra/6268827513/in/photostream/ e http://www.flickr.com/photos/archivioinpenombra/6268826883/in/photostream/
    Potete consultare il visto di censura n. 25 823 – 30 giugno 1930 nel sito Italia Taglia (Ministero Beni e Attività Culturali – Cineteca di Bologna): http://www.italiataglia.it/search/1913_1943
    Il film è stato girato nel 1930, il visto di censura è del 1930, quindi è un film (Movietone) del 1930.
    Ecco una parte delle prove, provate (con documenti) a dimostrarmi che il film è stato girato nel 1929. Ho le lettere della casa di produzione S.A.C.I.A.
    Come avevo detto a Sergio Germani, più di due anni fà, ma non ha avuto tempo per discutere questo particolare con me.
    Non consento a nessuno che si metta in dubbio la mia professionalità, né gli argomenti discussi in questo sito (blog).

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