Il trionfo della Casa Ambrosio decretato dal Mondo politico italiano

Alberto Capozzi e Mary Cléo Tarlarini in una scena di Nozze d'Oro (S. A. Ambrosio Torino 1911)

Un’avvenimento d’arte, olezzante del più puro patriottismo, svoltosi in ampia cerchia d’alti intelletti e di uomini politici di valore alla cui saggezza è affidata la fortuna d’Italia, ha avuto luogo in Roma.

Il film Nozze d’Oro della italicamente artistica Casa D’Ambrosio che dalla riva del Po, dalla ridente città il cui emblema è la forza Taurinea, inonda la penisola e l’estero delle migliori produzioni eccellenti nel campo cinematografico, fu premiato all’ Esposizione cinematografica internazionale di Torino col primo premio di lire venticinquemila.

La Casa Ambrosio in Nozze d’Oro episodio della battaglia di Palestro, trasfuse in sintesi tutta l’ epopea di ansie, sacrifizii, entusiasmi e vittorie del nostro Risorgimento, ed il pubblico che accorse numerosissimo all’ invito della Proiezione degnamente commemorante il Cinquantenario fu trascinato all’applauso veemente ed alla dimostrazione entusiastica.

Per ragioni d’indole politica che non vogliamo indagare, venne proibita la proiezione di Nozze d’Oro: la Casa Ambrosio che pur vedeva lesi in tale ordinanza i suoi interessi morali ed economici, patriotticamente, a meglio dimostrare quale nobile direttiva muore la fiorente industria, tacque.

L’avvenimento d’arte, olezzante di patriottismo cha ha avuto luogo in Roma, in forma privata, al Cinema Colonna, con l’intervento di circa trecento fra Senatori e Deputati fra i quali primeggiavano Sottosegretarii di Stato ed altre personalità del mondo politico è stato offerto dalla casa d’Ambrosio con la proiezione del film Nozze d’ Oro che le assicurò, mesi addietro, l’affermazione completa nel Campo cinematografico internazionale ed il plauso pubblico per il concetto cui l’artistico film era inspirato e per il suo perfetto sviluppo, che le ha assicurato oggi l’applauso ufficiale della rappresentanza nazionale.

L’invito era privato, il mondo politico è intervenuto senza veste ufficiale, ma l’applauso che ha interrotto spesso ed alfine coronato Nozze d’Oro era individuale ed ufficiale nel tempo stesso.

Il sorriso di compiacenza che abbiamo scorto sulle labbra dei venerandi che dell’Epopea furono testimoni e soldati, su quelle dei giovani che sentivano nobile gelosia di non aver potuto parteciparvi; la commozione che sprigionavasi irresistibile all’episodio della Contadina che tenta sviare la perquisizione dell’Austriaco; l’applauso unanime vibrante che ha salutato l’attacco alla baionetta dei bersaglieri contro le reni Austriache; tutta l’osservazione dello stato d’animo palpitante ed alfine prorompente in applauso del mondo politico nel Cinema Colonna privatamente raccolto ci ha convinti che ivi l’anima della Nazione pubblicamente, fortemente si manifestava.

Il mondo politico italiano ha decretato il trionfo a Nozze d’ Oro e la Casa d’Ambrosio può andarne orgogliosa.

Il mondo politico ha plaudito a quanto non è oltraggio verso chicchessia ma rievocazione del nostro aureo Risorgimento, e quel plauso significa entusiasmo pel passato e fermezza di proposito per la Nuova Era che si apre.

Il pubblico italiano ha ben diritto di assistere alla proiezione di Nozze d’ Oro, di entusiasmarsi allo sguardo del passato che sulla bianca tela si vive, di entusiasmarsi per l’avvenire che esso ci addita.

Il mondo politico non potrà oggi vietarlo quando ha sanzionato il trionfo a Nozze d’Oro. Anzitutto è bene dire che non al Pizzi soltanto furono rivolte le deplorazioni della stampa e del commercio cinematografico; ma anche ed in ispecial modo contro coloro che hanno scritto e diffamato alla macchia col comodo sistema anonimo; né si sà, perché si sia assunto tutto il peso delle querele il Pizzi che è il meno pulito di tutti. Di costui infatti potremmo descrivere la vita attraverso le sue relazioni da Contaldo fino al cinematografista Schepis, e chiaro risulterebbe quanto strana è l’invettiva « canaglia » in bocca a questo galantuomo; ma preferiamo che ciò si faccia dinnanzi al magistrato al quale lo abbiamo querelato per ingiurie e diffamazioni.

Di una sola cosa intanto ci dichiariamo dolenti: di non aver potuto cioè ancora far soffrire i rigori della legge, assieme al Pizzi che è in fondo una testa di legno, meritevole piuttosto di pietà e di commiserazione, ai veri responsabili tra cui si nasconde qualche cornuto contento che non ha avuto il coraggio delle proprie opinioni.

CINEMA, Napoli 25 febbraio 1912

Il figlio delle Selve S. A. Ambrosio 1909

Il figlio delle Selve

In quel tempo i Focesi, venuti dall’Asia Minore, fondarono Marsiglia, e le tribù del Celti, primi abitatori della Costa, dovettero ritirarsi a vivere di ruberie e di rapine nelle antichissime Selve dell’interno.

Ora avviene che un ricco negoziante d’armi, il quale per certi suoi affari si recava col suo somarello al villaggio vicino, fu fatto prigioniero e condotto nei boschi. I predatori, guidati da Vam-hir, giovane fortissimo capo di tribù, pretesero tale somma per riscatto del prigioniero, che né la moglie né la figlia dell’armaiolo mai avrebbero potuto pagare.

Glauca «la figlia» invano implorò l’aiuto dei concittadini, invano cercò col suo cervello un mezzo per venire in aiuto al padre. Questo solo le occorse: d’offrirsi lei stessa come ostaggio. Così fa. Corre al campo dei predoni e dice la sua proposta. I predoni accettano. L’armaiolo è posto in libertà e Glauca rimane schiava di quei selvaggi. Ma Glauca è tanto bella! In pochi giorni Vam-hir ne impazza. Il giovane ma feroce condottiero, astuto come una volpe e forte come un leone, ora sospira davanti le luci del tramonto e intreccia ghirlande di fiori: e la bella greca, che sa la forza della sua bellezza, ride trillando con le note più argentine della sua bella voce.

Vam-hir compirà il sacrificio: tradirà il suo popolo, la sua tribù, i suoi compagni e accompagnerà la bellissima fin sotto le mura di Marsiglia. Questo è l’ardente desiderio della divina Glauca e per Vam-hir i desideri della donna amata sono ordini. Che mai sarà di lui dopo, ora non pensa. E a che pensarci? La perdita di Glauca non è forse la fine della vita? Ma gli dei non vogliono il sacrificio dell’uomo prode. Vam-hir è sorpreso un giorno da un drappello di Greci ed è per soccombere quando sopravviene Glauca. La presenza della donna arresta i combattenti e le sue spiegazioni ammansano i Greci a favore dell’uomo delle Selve. Vam-hir potrà entrare in Marsiglia. E Glauca con uno dei suoi migliori sorrisi dice piano al selvaggio: «Ma non lo sai che anch’io ti voglio bene?».
(dalla brochure del film)

«A son of the Wilderness» Ambrosio. A story of Marseilles when the city was a Greek colony. It is a narrative of brigandage and has for its basis the capture of a village worker. His place is taken by his daughter, with whom the chief falls in love and frees her. Then comes a chase by villagers, with a capture and all the picturesque and thrilling features which go to make up a story of this sort. Photographically the film is an improvement over some previously released by this firm, and while the acting is largely of the swashbuckler type, it is alive and keeps the audience interested.
(Moving Picture World, January 29, 1910)

Noces d’or 1911

Nozze d’oro (Noces d’or) Alberto Capozzi et Mary Cleo Tarlarini

La bataille de Palestro — épisode-clef de la seconde guerre d’Indépendance — est le noyau de Noces d’or (Nozze d’oro), réalisé en 1911 par la société Ambrosio, de Turin, film qui s’affirme comme un des plus gros succès internationaux de l’époque. Le metteur en scène est Luigi Maggi, l’opérateur, Giovanni Vitrotti, les interprètes, Alberto Capozzi, Mary Cleo Tarlarini et Maggi lui-même. Mais la paternité authentique du film doit probablement être attribuée à Arrigo Frusta qui, dans la firme Ambrosio, est une sorte de « chef du service sujets », mais, en réalité, l’animateur, le superviseur et le contrôleur de toute la production. « Un véritable chef-d’oeuvre — dit une publication cinématographique de l’époque —, un joyau de l’industrie cinématographique, qui est tout à l’honneur de la grande Maison de Turin, qui (…) a réussi à faire vibrer la corde patriotique en évoquant un épisode de cette heureuse Histoire que la Nation italienne célèbre cette année, par les deux grandes expositions Turin-Rome et par des fêtes ». En effet, c’est l’année du cinquantenaire, et Noces d’oro (Nozze d’oro) remporte le premier prix au concours cinématographique organisé pour la circonstance par le Comité de l’Exposition Internationale de Turin (dans le jury, Louis Lumière et le photographe Paul Nadar). Le film est projeté pendant plusieurs mois dans un pavillon spécial de l’Exposition, avec un succès qui s’étend à l’étranger, où l’on en vend 400 copies, dont 60 rien qu’en Angleterre.

Noces d’oro (Nozze d’oro) marque une fusion heureuse entre le sentimentalisme naïf du sujet et la robuste évidence du fait d’arme, reconstitué avec un sens très vif du spectacle et un goût surprenant de la composition figurative. « Après quelques rapides visions de bataille se succédant à un rythme vertigineux — rappellera Nino Berrini, plus de vingt ans après — (Frusta) présentait une étendue de champs de blé avec cette ondulation lente des épis mûrs, vision inattendue de champs solitaires qui, entre les tableaux de bataille, donnait une impression mystérieuse de silence tragique. Et, tout-à-coup, arrivait au galop le roi Vittorio… il s’arrêtait.. jetait un coup d’oeil, le trompette sonnait la charge… D’un seul coup, de l’étendue des champs de blé, bondissaient des bersagliers.. au cri de « Savoia »! Effet extraordinaire. Une création originale, nouvelle, riche de poésie en action ».

Noces d’or (Nozze d’oro) eut un curieux destin. Malgré le succès grandiose remporté tant en Italie qu’à l’étranger («… de véritables vagues d’enthousiasme patriotique — écrit « La Gazzetta del Popolo » — soulèvent le peuple devant le spectacle, beau pour les yeux et sain pour l’esprit et le coeur… ») et les éloges de la Reine Marguerite, qui se le fait projeter à Stupinigi, le film est séquestré, quelques mois après sa sortie, sur ordre d’un Giolitti qui craint de froisser la susceptibilité du Gouvernement autrichien, allié puissant et soupçonneux. Le film, interdit en Italie, continue à circuler et à cueillir des lauriers dans tous les pays d’Europe, y compris ceux qui sont sous la domination du Gouvernement impérial…

Film visible sur la plateforme HENRI (Cinémathèque Française) jusqu’au mardi 20 juillet 2021.