Lyda Borelli

Lyda Borelli
Lyda Borelli

C’era una volta una piccola educanda che voleva farsi monaca. La piccola educanda che aveva aperti gli occhi alla luce dinnanzi allo azzurro del golfo di Spezia nel fortunato giorno ventiquattro, del più fortunato mese di Marzo, del fortunatissimo anno milleottocentottantotto (forse nella sinuosa ed elegante linea del numero otto Paquin trasse l’ispirazione delle sue meraviglie) giorno, mese ed anno che l’Anadiomene aveva certamente protetti e favoriti da un poco della sua schiuma nativa; la piccola educanda aveva forse conservata nella retina impressionabile il grande mistero marino, mistero femminile e riflessivo, il che non è una antinomia, e nella breve anima platoniana racchiuso un mondo ideale, più ideale e più fittizio di quello che doveva calcare col coturno a diciotto bottoni, mondo senza confine come il nativo elemento aspirato nel primo sguardo confuso, mondo un po’ malato, ma tutto vivo di sogni e tutto folle di poesia.

(Secondo altre fonti, la data di nascita è il 22 marzo 1887. I genitori di Lyda, Napoleone Borelli e Cesira Banti erano arrivati alla Spezia poche settimane prima con la loro compagnia teatrale e con la loro figlia Alda, nata a Cava de’ Tirreni nel 1882.)

Forse la piccola educanda non sapeva di nascondere sotto la reticella i biondissimi capelli che un grande signore, il pubblico, avrebbe richiesti d’aiuto per salire sul verone della iperbole ammirativa come il cavaliere errante di Petrusinella; non sapeva di celare nell’uniforme a mostre violette chiare il corpo snello che doveva discendere ogni sera nel futuro da un quadro di Aristide Sartorio, e non sapeva che per completare il ciclo estetico doveva un po’ ammalarsi o far temere d’un male perché l’aureola della grazia si completasse.

Venere, che dell’arte oratoria doveva essere sazia per il contatto delle Muse, volle da un certo Anchise d’Ilio lasciarsi persuadere e ne nacque la gente latina: qual meraviglia se la piccola educanda che voleva farsi monaca si lasciò convincere da un prudente avviso materno?

E dal collegio alle quinte fu breve il passo, collegio allietato da un sogno, e quinte animate da Virginia Reiter, una realtà, quella appunto che poteva ad un’abitudine sognatrice dare l’indirizzo per la realizzazione. La piccola educanda non fece che una comparsa nel seguito della grande attrice e le venne proposto un brevetto di luogotenente nella grande armata da Virgilio Talli Napoleone, col consenso d’Irma Gramatica Recamier e di Oreste Calabresi Murat. Sono troppo note le sorti della grande compagnia del triunvirato che per un sessennio, una olimpiade e mezza di vittorie, percorse l’Italia da conquistatrice. La piccola educanda v’entrò nel secondo triennio, all’epoca del giro trionfale di quella Figlia di Jorio che resterà uno dei più grandi successi d’arte di poesia e di teatro di questo periodo pallidamente transitorio, e quando il triunvirato si disciolse restò con Virgilio Talli nella compagnia senza ruoli assurta a prima attrice interinale per rimaner sola oggi accanto a Ruggero Ruggeri che passerà sotto le spoglie di Parini e di Gringoire nella storia dell’arte drammatica contemporanea.
(Alessandro Varaldo, Fra viso e belletto – Riccardo Quintieri 1910)

Lyda Borelli e Maria Tarnowska

la lettera Lyda Borelli
La lettera manoscritta di Lyda Borelli, su carta intestata della Compagnia Drammatica Italiana Lyda Borelli-Ugo Piperno

Piccolo chiarimento.

A pagina 10 del volume Il processo di Maria Tarnowska – Una sceneggiatura inedita (il castoro – Museo Nazionale del Cinema, 2006) si legge:

La prima Tarnowska cinematografica è del 1917, messa in scena dall’attrice e regista polacca Diana Karenne, che acquistò i diritti del romanzo Circe di Annie Vivanti, per la sua casa di produzione, la Karenne Film di Milano, interpreti la stessa Karenne e Alberto Capozzi. Sembra che il film sia stato girato, anche se non ho trovato recensioni dell’uscita nei cinema. Sarebbe interessante vedere questo ritratto realizzato da una contemporanea, nata in Polonia ma educata in Ucraina, paese d’origine della Tarnowska.

Visto che di questo film non si trovano tracce, come faccio a scrivere (sono io l’autrice del saggio) “sembra che il film sia stato girato”?

Molto semplice. Nel testo si passa dalla nota 5 alla nota 7, un refuso ha cancellato la nota 6, che invece si può leggere a pagina 29 dello stesso volume:

Del film interpretato dalla Karenne si parla in una lettera manoscritta dell’attrice Lyda Borelli: «Bologna, giugno 1917. Gentilissimo, ho letto il manoscritto del film che lei mi ha inviato. E’ assai bello, fatto con molta abilità e con un giustissimo senso del cinematografo, ma disgraziatamente proprio in questo periodo la Sig.ra Diana Karenne ha fatto un film Circe preso anche quello dalle avventure della Tarnowska e in conseguenza quasi identico, se non di dettaglio, certo in linea generale. Le rimando dunque il manoscritto spiacente della noiosa coincidenza. Del resto l’accettazione del soggetto non sarebbe dipesa da me, ma dal barone Fassini. Con una cordiale stretta di mano. Lyda Borelli

Chiarito questo piccolo, insignificante particolare, rimangono due incognite: chi era il destinatario della lettera di Lyda Borelli, autore di un soggetto sulle vicende di Maria Tarnowska? Che fine ha fatto la versione girata dalla Karenne Film?

Festival del cinema muto italiano a Durham

rapsodia satanica
Lyda Borelli in Rapsodia satanica, dal pdf del Durham Italian Silent Film Festival

Ancora Cabiria e buone notizie dal Regno Unito. L’Università di Durham – School of Modern Languages and Cultures ha organizzato, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema ed il Durham County Council, un festival interamente dedicato al cinema muto italiano.

Le prime proiezioni hanno avuto luogo lo scorso 11 ottobre, e andranno avanti ogni settimana fino al 29 novembre 2011:

To celebrate Italy’s 150th birthday, we are organising a celebration like no other- an Italian Silent Film Season. Combining Durham University’s film collection with that of the Italian National Cinema Museum, we are showing some of the most fascinating Italian films produced before 1930.
Many of these rare films have not been seen in the UK for over ninety years, and will probably not be seen again in the UK for another ninety years. In keeping with the birthday spirit, all of the films will be free to view; no tickets or money required! Each week, a programme of films will transport us to an Italian region and its pasts, art and beauty. We will enjoy the splendour of the Italian Lakes, the mysteries of Venice and Rome in all its glory. If you are interested in Italy, history or being entertained by great films, this is definitely an event for you.
Each week, our programme of films will be introduced by one of our friendly experts. First, we will enjoy a selection of short films produced in the featured Italian city or region. Prepare for some great comedies, beautiful travelogues and enthralling dramas. Then, we will enjoy a feature film made or set in that region. All the features we are showing were blockbusters in their day- and are still great to watch today! Many of the silent films will be accompanied by a live performance from our experienced pianist; all the others have good quality recorded scores. After the film, you are welcome to stay for a quick discussion and ask us any questions you may have.
Starting on the 11th October, the film showings take place every Tuesday night in Durham Clayport Library from 7:30pm until 9:30pm. We will also be organising a special showing of magnificent restoration of Cabiria, the most epic of the Italian historical films. With towering sets, thousands of actors and limitless ambition, Giovanni Pastrone’s Cabiria was so great that Griffith copied it, Fellini paid it homage and Scorsese is still in awe of it. The Italian National Cinema Museum restoration has beautiful colours and image quality, and has only be shown three times before. It promises to be a breathtaking cinematic experience.

Grande idea questa del viaggio in Italia, e nella storia d’Italia. In parole di Gualtiero I. Fabbri, entusiasta direttore della mitica rivista torinese La Cinematografia Italiana ed Estera: Dalle Alpe Rezie al Capo Passaro. Potete consultare il programma provvisorio nel sito dell’Università di Durham.

Come dicevo a Mr. Joseph North, organizzatore del festival insieme al Dott. David Williams, qualsiasi notizia è benvenuta (magari fotografie, video).

Grazie in nome del cinema muto italiano per questa bella iniziativa e…buone visioni a Durham!