Nove anni fa alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone XIX edizione fu presentata un serie di 43 film italiani delle origini scoperta dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano:
“Il progetto di collaborazione fra la Cineteca Italiana di Milano e gli Archives du film et du dépôt legal du CNC (Boys d’Arcy) per il restauro di una collezione di film Lumière girati in Italia è stato lanciato nel 1999. E’ stato un momento importante… In effetti, i nitrati originali erano già in avanzato stato di decomposizione. Molti erano già appiccicosi, e quasi allo stadio di degrado noto come Fase 3, nel quale il supporto diventa soffice e colloso e l’immagine fotografica svanisce, consumata dai gas emessi dalla base. Grazie a una riproduzione fotogramma per fotogramma è stato possibile trasferire i film su pellicola negativa in poliestere. Quest’operazione è costata diverse settimane di lavoro e una notevole somma di denaro. La collaborazione dell’Association Frères Lumière si è rivelata decisiva. Queste vedute girate alla fine del diciannovesimo secolo sono particolarmente belle e siamo lieti di averle salvate dalla distruzione per poterle presentare alle Giornate”.
Questo scriveva Michelle Aubert, Archives du film, Bois d’Arcy nel catalogo delle Giornate di Pordenone XIX edizione. Qualche riga dopo, lo storico Aldo Bernardini confermava con le solite entusiastiche parole l’importanza della “scoperta” tenendo conto che “da questa presentazione alle Giornate del cinema muto può avviarsi una nuova fase della ricerca sull’esperienza italiana dei Lumière che, a torto, fino a ieri credevamo ormai prossima a una definitiva, sufficiente sistemazione storiografica”. In altre parole: sul cinema delle origini, come in tante altre cose, non si finisce mai d’imparare.
Otto anni dopo, Aldo Bernardini e la Cineteca del Friuli, che da 28 anni organizza le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, hanno pubblicato un bel volume sul cinema delle origini in Italia dedicato alla produzione estera di “dal vero” (documentari) che comprendeva un DVD con 32 titoli Lumière, Edison e Mutoscope, dedicando un appendice ai film scoperti alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano (pp. 137 a 160 e 44 fotografie).
Mi raccomando questo interessante libro-dvd, ma vorrei incuriosire qualche istituzione (regione, comune, ecc.) nel progetto di rendere visibili questi altri 43 film delle origini girati dagli operatori Lumière in Lombardia, Toscana (Firenze, una intera serie dedicata al Palio di Siena), Piemonte (expo di Torino 1898), ecc., dal 1896 al 1905, ritrovati e restaurati nove anni fa.
Un fotogramma del film La presa di Roma, Alberini & Santoni 1905
Sulla vita e l’opera di Filoteo Alberini sono stati riversati fiumi d’inchiostro, ma di tutta la sua opera cinematografica è visibile soltanto un film. L’accesso ai materiali delle cineteche è un’impresa quasi impossibile, figuriamoci chiedere una verifica a proposito di un celebre personaggio come Alberini, che garantisce glorie ed onori riservati a pochi. Quindi, per il momento, limitiamoci a pubblicare una lista di film di Filoteo Alberini basata sulle fonti scritte:
1905
Un colloquio disturbato; Ginnastica moderna; La malia dell’oro; Nell’assenza dei padroni; La presa di Roma; Storia di un Pierrot.
1906
L’albero di Natale; La confessione per telefono; Cuore e patria; La gitana; Nozze tragiche; Onore rusticano; Otello; La pila elettrica; Il pompiere di servizio; Pranzo provvidenziale; Quadri viventi; Il ratto della ciociara; Tom Butler(acrobata); Vendetta di suonatori.
1907
Un moderno Sansone; Raffaello e la Fornarina; Triste giovinezza.
Dal vero, documentari:
1904: Il banchettissimo dei giornalisti; La commemorazione del XX Settembre a Porta Pia; Il disastro di Marino nei suoi dettagli; Festa del Divino Amore; Festa del I e II reggimento granatieri; Feste di Loubet a Roma; Le feste di Marino col corteo artistico-umoristico; Inaugurazione del monumento a Goethe; Un incendio fuori porta San Sebastiano; Senigallia sulla spiaggia; Il varo della Regina Elena alla Spezia; Visita di Mascagni all’Esposizione.
1905: L’accampamento dei bersaglieri a Bracciano; Le acciaierie di Terni; L’arrivo dell’Imperatore di Germania; Commemorazione di Garibaldi al Gianicolo; Coppa del Re; Corsa alle Capannelle col Derby Reale; La festa del Divino Amore; Le feste castromenie di Marino; Funerali del generale De Sonnaz; I funerali del generale Pizzuti; Funerali della guardia assassinata; Una passeggiata al Pincio; Polo a Villa Umberto I; Posa della prima pietra delle case operaie a S. Croce in Gerusalemme; Riprese all’interno del Cinematografo Moderno; Saggi ginnastici alla società Roma; Tramvia Roma- Civitacastellana.
1906: L’arrivo di Buffalo Bill a Roma; Bagni alle acque Albule ai Bagni di Tivoli; I bagni di Ladispoli; Buffalo Bill’s Wild West; Caccia alla volpe nella campagna romana; La cascata delle Marmore presso Terni; Concorso ippico a Roma; Corsa ciclistica Roma-Napoli; Corso di fiori a Villa Umberto I; Corteo di vetturini al corso Umberto I; Il derby reale alle Capannelle; La festa dei canottieri con l’intervento del Sovrano; Funerali del principe D’Antuni; Funerali di San Marzano; Gita a Napoli: Inaugurazione degli omnibus-automobili; Inaugurazione delle case popolari; Incendio nella stearineria (fabbrica di candele Belardini-Rossi); Kermesse di beneficenza a Villa Umberto I coll’intervento della Regina; La merca del bestiame nell’agro romano; Mercato dei cocomeri; Le nozze Doria-Borromeo; Premiazione all’educatorio Savoia; La prima bandiera dei vigili romani; La regina del Mercato al Pincio; Ricevimento degli automobili con l’intervento del Re; Solenne processione della Madonna delle Grazie; Visita dei Reali di Grecia a Roma; Visita della Regina Madre e della Regina Elena alla scultrice Lola Mora
1907: Il concorso ippico di Roma; Feste di San Nicola (Bari); Una gita a Messina; Inaugurazione dell’Esposizione di Catania; Le regate sull’Aniene; Il varo della corazzata Roma alla Spezia; Il varo di un piroscafo
1908: Il disastro di Monte Celio.
1909: Esperienze del dirigibile militare 1 bis a Bracciano.
1914: La furlana (ballo).
DVD: La presa di Roma (1905) in Da la presa di Roma a Il piccolo garibaldino, Gangemi Editore 2007.
Bibliografia: Aldo Bernardini, Il cinema muto italiano 1905-1909, Biblioteca di Bianco e Nero – Centro Sperimentale di Cinematografia – Nuova Eri 1996; Aldo Bernardini, Cinema Muto Italiano – I film dal vero 1895-1914, La Cineteca del Friuli 2002.
Le feste Castromenie a Marino: La prima cinematografia dal vero.
Nel 1903, una terribile grandinata devastò le vigne dei castelli romani. Maggiormente colpito fu l’intero territorio di Marino. Tutto distrutto, non rimase un chicco d’uva. I poveri marinesi furono rovinati, molti dei più irrequieti se la presero con il Governo. Questo provvide subito, invece, mandando un battaglione di granatieri per i rivoltosi, e poche lire per i più bisognosi. Per riparare in parte a tanta rovina e per sollevare l’animo dei cittadini, fu composto un comitato organizzatore di festeggiamenti che avessero attirato a Marino gente da Roma e dai castelli romani, rialzando, così, il commercio cittadino. Il comitato era presieduto dall’illustre scultore senatore Giulio Monteverde, villeggiante a Castelgandolfo. Vice presidente Desideri, assessore comunale di Roma, e membro del Comitato; il Sindaco di Marino Ludovico Capri, Pietro Gentili — l’arazziere dei Sacri Palazzi — che fu veramente l’anima delle feste e che ospitò nella casa dove villeggiava tutti gli artisti che « Elaborarono per i lavori di addobbo » ecc. Del comitato facevano parte anche lo scultore Cozza, il pittore Cesare Antonelli, Ernesto Prosperi, molti altri ed io. Fu fatto il programma: il cartellone fu disegnato da me, in poche ore. Ottenni tutto gratis: stampa, tipografia e affissione dall’impresa di pubblicità al Corso Umberto I. Tutto il mese di settembre, il giovedì e la domenica ci furono feste a Marino; ma feste importanti. Una domenica fu dato nel salone del Palazzo Colonna un concerto diretto da Pietro Mascagni, con l’intervento di Checco Marconi ed altri valorosi cantanti. Folla enorme venuta da Roma, con a capo l’indimenticabile principe romano Don Prospero Colonna, Sindaco di Roma.
Dopo il concerto in casa del Sindaco Capri, grande ricevimento con chiamate incessanti al balcone da parte della folla per salutare Don Prospero e Mascagni. Faceva gli onori di casa il giovane figlio Luigi, oggi consigliere nazionale.
Un altro, di questi giorni festivi, venne organizzato un ricco corso di fiori; più, una fiaccolata nel bosco di Marino; lotterie e tante altre cose: insomma per tutto il mese di settembre del 1903 Marino fu ricolma di folla; e esercenti, osterie e bettole improvvisate fecero affari d’oro. Chiuse tutti i festeggiamenti, un interminabile corteo mascherato. C’era di tutto un po’: dal carro dei Cadetti di Guascogna con Cirano che era il pittore Alberto Moretti; al carro di Cesare Augusto — che ero io — c’erano anche i gendarmi di Cervara, tutti cavalcanti docili asinelli. Chiudeva il corteo un colossale carro rappresentante la vendemmia. La figura tre volte il naturale, di una baccante, era dello scultore Cozza, in collaborazione con il pittore Cesare Antonelli.
Poco prima che il corteo si mettesse in moto, giunse da Roma in bicicletta un gruppo di amici bontemponi che volevano assolutamente indossare qualche costume. Molti ne contentai con dei pepli romani; ma Felice Tonetti — il caro amico da poco tragicamente scomparso — volle assolutamente indossare il costume da gendarme di Cervara. Mancava, però, la misura per lui: il povero Felice aveva il corpo da Ercole. Per rimediare, si tolse completamente tutto: gilet, mutande, maglia, camicia, e così alla meglio s’infilò l’uniforme dei leggendari gendarmi; e seguì il suo gruppo, cavalcando un povero asinello. Ma sulla salita, la cucitura del costume non resistette, si schiantò, e Tonetti da gendarme divenne Adamo, subito coperto da un ricco mantello di un legionario romano.
Il bellissimo corteo fu ripreso in cinematografia da Filoteo Alberini e poi proiettato nel suo Cinema Moderno. Quella pellicola fu l’inizio della cinematografia dal vero.
In quel tempo feci amicizia con i giovani tenentini dei granatieri in distaccamento a Marino, restando, poi, sempre buoni amici. Durante la grande guerra si comportarono da eroi : qualcuno morì, tutti gli altri, o feriti gravemente, o mutilati. Dei superstiti : Vecchi è generale, Petitti — fratello del valoroso generale — è mutilato di un occhio. Presta servizio come colonnello alle pensioni di guerra. Ed ancora i colonnelli Max Blasi e Bocchi, tutti eroi e tutti mutilati.
Romeo Marchetti
Questo “dal vero” fu proiettato al Cinema Moderno di Roma il 28 settembre 1904 alla presenza di numerose personalità, tra cui Don Prospero Colonna di Sonnino, sindaco di Roma.
Il ratto della ciociara
« Angelo Laurenti è il famoso Bracalone dei teatri di varietà, l’attore comico che ha raccolto la sua messe di riso in Italia e all’estero. Egli è stato l’interprete del primo film girato a Roma: Il ratto della ciociara. La scena culminante di questa farsa venne ripresa a Piazza di Spagna il 4 aprile 1904. Laurenti era vestito da brigadiere delle guardie di città. Madrulli, il famoso ciclista acrobata, scendeva a precipizio sulla sua fida bicicletta le scale de Trinità de’ Monti, portando sulle spalle l’agitante mole della ciociara: una di quelle giunoniche donne di Alatri, venute a vendere fiori nella piazza più suggestiva del mondo. La ciociara naturalmente urlava, seppure il film in quei tempi era più che muto.
E’ ovviamente intervennero le guardie di città. Dalla retata scampò soltanto Bracalone in virtù della sua divisa di brigadiere. Nel commissariato di Via delle Carrozze la cosa venne chiarita soltanto dopo qualche ora, quando Caserini, Alberini e Santoni riuscirono a far intervenire il Questore in persona ».
Secondo Aldo Bernardini (Il cinema muto italiano 1905-1909, Bianco e Nero – CSC – Nuova Eri, 1996 pp. 54/55), il titolo del film, produzione Cines, è Il ratto di una sposa in bicicletta, unica interprete la Sig. Mascioli, proiettato al Cinema Moderno 8 settembre 1906, altro titolo Il ratto della sposa in Piazza di Spagna.