La cattivissima moglie di Claudio Itala Film 1918

a Vittorio Martinelli

la miglie di claudio
Pina Menichelli, La moglie di Claudio

Torino, novembre 1917. A Ponte Trombetta è tutto un gaio fervore di lavoro. Sotto l’alta vigilanza di un geniale maestro ed un vero innovatore, abbiamo nominato Giovanni Pastrone, al secolo… cinematografico Piero Fosco, lo stabilimento della Itala Film, che con la sua pittoresca collina ed i suoi grandi teatri, si direbbe una gigantesca fantastica macchina in pressione.

Mentre Gero Zambuto attende con intelletto d’amore a girare gli ultimi interni della Moglie di Claudio, i suoi colleghi (procediamo per ordine alfabetico) Denizot, Roberti e Romano, gareggiano in perizia per condurre a termine quei sei o sette …..chilometri di pellicola che misureranno le nuove gesta stupefacenti di Maciste.

Fra la febbrile attività di intere legioni di operatori, scenografi, stuccatori, macchinisti, ecc., sorgono come per miracolo cupi e massicci torrioni, si aprono voragini e misteriosi sotterranei nei prati vasti.

Dalla sartoria, dalle coulisses continua ad affluire nei teatri una folla di comparse mentre Chomon va escogitando uno dei suoi « trucchi » prodigiosi nella scenografia, i fratelli Folchi che hanno apportato alla composizione della scena un senso così armonico ed artistico di signorile ed originale modernità, si accende la millesima discussione artistica.

Contemporaneamente altre troupes sono al mare e sui laghi a requisire scorci di quadri, visioni di bellezza; ed a Grugliasco Augusto Genina, che giovanissimo si è così brillantemente affermato nell’arte cinematografica, sta inscenando un suo originale soggetto moderno che rappresenta un sottile e tormentoso conflitto passionale e che avrà a protagonista Italia Almirante Manzini, la squisita attrice dalla turbante bellezza sensuale.

Presentat’arm…

Dalla profondità del suo camerino, ecco sorgere improvvisamente « eblouissante visione » la Moglie di Claudio, Pina Menichelli di una calinerie felina, di una strana tunique di una seduzione demoniaca… povero Claudio… Rossi Pianelli !… fortunato Antonino… Nepoti !…

Si lavora…..

Teatro di posa Itala Film
Teatro di posa Itala Film

L’immane conflitto in cui si dibattono le sorti dell’Europa e — forse — del mondo, conferisce a La moglie di Claudio, un significato di angosciosa attualità. Nel dramma, così denso di pensiero, la facile critica non vide, a tutta prima, che della « letteratura teatrale », cioè l’esitazione di un artista preso dalla vaghezza di ritrarre un tipo di femmina pervertita e morbosa. Ed, invece, dal dramma di A. Dumas, che — scritto nel 1873, quasi all’indomani dell’anno terribile — era un vero monito, oggi si sprigiona un senso d’impressionante profezia.

Alessandro Dumas aveva essenzialmente voluto lanciare un grido d’allarme contro la sottile insidia del nemico, contro la lenta infiltrazione dello spionaggio e del tradimento. Cautagnac — dalla face sanguigne à front étroit, à mâchoires larges, à poils voux et friges — è un simbolo. Come è un simbolo Cesarina — che (scrive Dumas nella sua bronzea prefazione) è — « la bête, la bête immonde, prostituée, infanticide, qui mire la société, dissout la famille, souille l’amour, démembre la patrie, énerve l’homme, déshonore la femme et qui tire ceux qui ne la tirent pas… ». Dall’agosto 1914, i dipartimenti invasi della Francia, il Belgio, la Russia e… qualche altro paese di nostra conoscenza, ne sanno qualche cosa.

A Pina Menichelli — tormentata da un’inquieta, assillante ricerca delle interpretazioni artistiche più significative — ha sorriso l’arduo cimento di portare sulla scena la varia, strana, demoniaca figura di Cesarina. E l’ « Itala » ha rivendicato i diritti per la riduzione cinematografica, già da tempo acquisiti, del dramma dall’impeto travolgente.

Farà corona a Pina Menichelli, una schiera di eletti artisti: E. Rossi-Pianelli (Claudio), A. Nepoti (Antonio), Moreau (Cantagnac), oltre alla Sperani, ad Arnaldi, a Monti, a Lamari…
Piero Fosco — a cui non è sfuggita veruna delle più intime bellezze del dramma di Dumas — vigila l’ « inscenatura », affidata ad un vero artista: Gero Zambuto. il che significa la più sicura garanzia di successo.

La cattivissima moglie di Claudio, produzione Italia Film 1918, ritrovata e restaurata (ecco il depliant italiano-inglese sul restauro, grazie Serge Bromberg!), ritorna sugli schermi: questa sera alle 22,20, Teatro Verdi, Giornate del Cinema Muto. Buona visione!

Asquith Chaplin Valentino e Brownlow


A conversation with Guenter A. Buchwald about the score of Charles Chaplin of the silent movie “The Circus” US 1928, Charles Chaplin. The score was composed by Chaplin 40 years after the shooting of the movie. Dal canale YouTube delle Giornate del Cinema Muto.

Plenty of Pictures

There are about 57.000 feet of new Photoplay material placed on the market every week, and of these fifty-seven reels many are duplicated fifty or seventy-five times. It is safe to say that each week there are placed on exhibition a million and three-quarters feet of film in the United States and Canada alone, to take no account of those copies sent abroad.

Where all passed thru a single machine, running every minute of the day and night, it would take more than eighteen days to pass the reels thru, and this is but a small proportion of the film run in the Phopoplay theaters, since there are all the “second” and “third runs” the “dated” reels and the “commercials”. It is pretty safe to say that there are 40.000 or 50.000 feet of film used every day in the Photoplay theaters, perhaps a trifle more. The little picture one inch by three-quarters does not seem to be very large, but the films that are run in the course of a year could be wound several times around the earth at the equator and then tied into several very fancy bow knots in addition.

Lascio il testo originale in inglese, non è difficile da tradurre. Era il mese di ottobre 1911, giusto un secolo fa. Quanti metri di pellicola vengono proiettati ogni settimana negli Stati Uniti e in Canada nel 2011? E nel corso di un anno? La risposta a quelli che amano le sfide.

Volevo arrivare, partendo dal discorso sui metri di pellicola nel 1911, ai metri di pellicola “muta”  proiettati nel 2011. In questa nostra era digitale-cinematografica c’è ancora spazio per il cinema d’altri tempi. Anzi, il numero di proiezioni “cinema muto e musica dal vivo” è aumentato al punto che ci troviamo davanti all’imbarazzo della scelta.

Tre esempi tre di oggi, 5 ottobre 2011, nella vecchia Europa.

Al Barbican di Londra: Underground diretto da Anthony Asquith nel 1928, musica, nuova di zecca, di Neil Brand, diretta da Neil Brand e interpretata dalla BBC Symphony Orchestra. Se volete sapere di più, Silent London vi racconta tutto. Intervista con Neil Brand dove si parla, fra le altre cose, di Morricone.

Festival Lumière di Lyon: Omaggio al premio Oscar Kevin Brownlow e proiezione di Les Quatre cavaliers de l’Apocalypse, regia di Rex Ingram 1921, interprete Rodolfo Valentino, cine-concerto, Orchestre national de Lyon diretta da Ernst van Tiel. Vi ho già raccontato di questo evento in un post qualche giorno fa, adesso vi lascio il link all’evento.

Giornate del Cinema Muto di Pordenone – Teatro Verdi: The Circus di e con Charlie Chaplin, musica di Chaplin, diretta da Guenter A. Buchwald, orchestra San Marco di Pordenone. Guardate (e sentite) il video. E’ in inglese, ma ormai dovete arrendervi, hanno vinto loro.

Nota: fra tutti i personaggi che popolano il pianeta del cinema muto ritrovato, sono un grande fan dei musicisti (uomini e donne).

Cinema muto e musica dal vivo ottobre 2011


A conversation with Mark Fitz-Gerald about the score of Dmitri Shostakovich of the silent movie “Novyi Vavilon” (La Nuova Babilonia/New Babylon) USSR 1929, Grigori Kozintsev, Leonid Trauberg

projected at Le Giornate del Cinema Muto Saturday 10/1/2011 filmakers: pasqualino suppa, andrea deganuto (in inglese, dal canale Le Giornate del Cinema Muto su YouTube)

Dal comunicato stampa delle Giornate del Cinema Muto: «L’accompagnamento di Shostakovich è stato eseguito altre volte, ma ci sono ottime ragioni per considerare la versione presentata a Pordenone come quella definitiva. Dopo la débacle delle prime rappresentazioni (la musica era evidentemente troppo innovativa per l’epoca) si perse traccia della partitura e solo dopo la morte del geniale compositore, nel 1975, Gennadi Rozhdestvensky ritrovò una serie di parti orchestrali complete alla biblioteca Lenin di Mosca e preparò una suite in sei movimenti dei punti salienti dell’opera. Dopo 45 anni si poteva finalmente riascoltare quella musica. Successivamente si sono via via rese disponibili copie più complete delle parti orchestrali ma solo in questo secolo, grazie al prezioso lavoro del Centro Shostakovich di Parigi fondato dalla vedova Irina Anatovnova, si è avuto libero accesso alle versioni integrali della partitura e al manoscritto con le molte correzioni e i suggerimenti di Shostakovich. Mark Fitz-Gerald, che aveva cominciato a studiare lo score vent’anni fa, ha potuto rivedere ampiamente il proprio lavoro preparando la nuova registrazione per la Naxos e, con l’aiuto di un altro esperto, Pierre-Alain Biget, ha portato sia la partitura che la sincronizzazione ad un nuovo livello, che consente finalmente di apprezzare appieno il genio di Shostakovich. La rappresentazione di sabato a Pordenone ha in serbo un’altra sorpresa. Nella partitura originale compare, dopo quello che si è sempre creduto essere l’accordo finale, un passaggio cancellato a matita. Come dimostra una sceneggiatura preliminare pubblicata nel 1928, le ulteriori battute (quasi 130) dovevano accompagnare un finale più lungo inizialmente previsto e probabilmente mai realizzato, comunque assente da tutte le copie conosciute.
Questo frammento musicale avrà la sua tardiva prima esecuzione in un fuori programma dopo la proiezione del film.» (segue qui)