Edizione Films d’Arte Bianca Guidetti Conti

"Cipria e sangue" Edizioni Bianca Guidetti Conti
“Cipria e sangue” Edizioni Bianca Guidetti Conti

Ottobre 1920

È sorta in Torino una nuova Casa Editrice di cui è speciale ornamento un’Eletta dell’Olimpo aristocratico Torinese: la Contessa Bianca Guidetti Conti, nota anche nel mondo cinematografico per le sue raffinate interpretazioni.

Il programma della nuova Casa è emanazione dello spirito della squisita artista: modernità d’intendimenti, concezioni spirituali, manifestazioni e elevato sentire; un programma insomma, d’arte sana, d’arte pura, che si differenzierà nettamente dai soliti banali esperimenti cinematografici.

Collaboratore dell’Eletta il chiaro scrittore Vittorio Emanuele Bravetta che ha già affidato alla nuova Editrice una sua originalissima composizione dal titolo Cipria e sangue.

« Vuol parlare di Cipria e sangue? »

Vittorio Emanuele Bravetta, bruscamente fermato e interpellato durante una delle sue meditabonde e solitarie peregrinazioni, ci ha fatto da prima il viso d’allarme ma poi ha amabilmente acconsentito a discorrere del suo nuovo poema inedito che egli ha tradotto in visione cinematografica per un’eletta gentildonna, la Contessa Bianca Guidetti Conti, la quale è anche un’ottima attrice.

« La signora, una dama di alto sentire, che vide la sua adolescenza protetta dalla paterna tutela di Giosuè Carducci, sta studiando con entusiasmo il lavoro. Le dirò che il mio poema, una veste nerobianca intessuta di amore e di dolore, si adatta mirabilmente al temperamento sensibile ed alla coltura squisita della gentilissima interprete.
Mi sono, infatti, ispirato ad una virtù distante dal nostro scetticismo quanto i poemi cavallereschi del medioevo dai romanzi voluttuosi di oggi; alludo alla fedeltà femminile.
Una donna strana, bizzarra, dall’apparenza leggera e capricciosa come la cipria che le impolvera il viso, porta nel sangue luminoso questa rarissima virtù alla quale anche il lepidissimo Boccaccio ha reso onore in una novella del Decamerone… »

« Allora — interrompiamo — una sorella di Giselda? »

« Non proprio tale. L’eroina del poema non è né una rassegnata, né una paziente; anzi, ella subisce e patisce il sottile male del secolo, la nostra modernità inquieta ed irrequieta, sempre avida di mutamenti e di peripezie che attinge la nostalgia dalla lontananza e la bontà dalla melanconia.
Da questa natura del poema deriva una grande varietà di scena. Arricchita da episodi potentemente drammatici, da avventure cavalleresche e passionali, esso spazia dalla Liguria al Brasile, dai nostri dolci laghi alle pampas selvagge e si conclude tragicamente e soavemente sotto il cielo nostro, nell’ombra violetta della sera, nell’esaltazione suprema della fedeltà, che illuminandosi sotto una vana maschera di cipria, cinge alla fronte della donna una corona di rubini, una rossa corona di martirio… Ed ella può comprendere — aggiunse l’autore — che ardua opera attenda il direttore scenico e l’operatore… » — e ci salutò sorridendo dopo avercene detto i nomi.

La troupe, che provvisoriamente lavora nel teatro di via Romani 10 (un nuovo teatro in costruzione), è così composta:

Protagonista: Contessa Bianca Guidetti Conti.
Direttore artistico: Sig. Vittorio Tettoni.
Operatore: Sig. Giuseppe Gaietto.
Regisseur: Ciusa.
Altri interpreti: Alda De Chiesa, Emy Eros, Raoul Cini, Nestore Aliberti, Pablo Da Sylva.

Les funérailles de la reine Victoria

Grands Magasins Dufayel Paris
Grands Magasins Dufayel, Paris

Depuis hier, foule aux grands magasins Dufayel pour y voir, à deux, quatre et cinq heures, le cortège complet des obsèques de la reine Victoria, précédées des fêtes de son jubilé et d’autres tableaux qui justifient, de plus en plus, le grand succès obtenu depuis trois ans par ce cinématographe, le plus intéressant et le plus complet qui existe.
(Le Temps, Paris, 6 février 1901) 

Fin janvier 1901, d’accord avec MM.Isola, je pars pour Londres où sont célébrées les funérailles de la reine Victoria.

Bien à l’avance, mes deux appareils — un Lumière et un Mirograph — sont en batterie à l’emplacement que je me suis réservé à Hyde-Park, dans le décor de Marble-Arch, que doit traverser le cortège funèbre.

A peine suis-je installé qu’à ma grande surprise je vois arriver M. Charles Urban dont j’ai fait la connaissance à New-York, en 1897. C’est près de moi qu’il fait monter sa caméra par l’opérateur qui l’accompagne. Comme par hasard, M. Urban avait, me dit-il, « repéré le même point que moi ».

A Londres, la Urban Trading C°, que dirige mon interlocuteur, et la Warwick Trading C°, sont les deux principales sociétés productrices, spécialisées dans le documentaire et le pittoresque. A Paris, depuis que MM. Lumière ont renoncé personnellement à l’exploitation de leur invention, les maisons d’édition ont abandonné le « plein air » et elles s’intéressent à peine à l’actualité.

M. Urban m’offre tout de suite une entente pour la diffusion en Europe et en Amérique du négatif que nous allons prendre; il me propose mieux encore. Il me demande de faire des voyages pour le compte de sa Société. « J’ai, m’assure-t-il, de grands projets en vue, pour caméraman éprouvé dans le métier. » Il ajoute: « Faites d’abord, pour moi, une collection des aspects les plus typiques de la France, de la Suisse, de l’Italie et de l’Espagne, et plus tard je vous enverrai volontiers en Turquie, en Egypte et même en Russie, jusqu’au Caucase. »

J’écoute avec intérêt développer ce vaste plan. Devant l’ampleur de ces perspectives, je suis tenté plus que jamais par l’aventure. Mais je ne peux accepter avant de m’être entendu avec les Frères Isola; je craindrais d’être taxé d’ingratitude et le dis nettement à M. Urban.

Comme il doit venir à Paris un mois après, nous prenons rendez-vous aux Folies-Bergère…

Tout à coup l’artillerie tonne, les musiques militaires attaquent des marches funèbres. Le roi Edouard VII, son bâton de feld-maréchal à la main, suit à cheval le cercueil de la reine Victoria, recouvert du pavillon royal. Le duc de Connaught, l’empereur Guillaume, et une assemblée de rois où figurent Don Carlos de Portugal et Georges de Grèce, suivent à quelques pas en arrière. Viennent ensuite, dans l’ordre établi par un rigoureux protocole, les Princes héritiers, les généraux et les diplomates en uniformes étincelants. Le défilé dura longtemps entre les haies de soldats, à travers la capitale en deuil.

Felix Mesguich
(Tours de manivelle, Ed. Bernard Grasset, 1933)

Cinema in Italia, gennaio 1927

Beatrice Cenci (Maria Jacobini)
Beatrice Cenci (Maria Jacobini)

Roma. L’attesissima Beatrice Cenci, superfilm della Pittaluga, ha avuto un successo senza precedenti: successo artistico personale di Maria Jacobini, squisita protagonista, e successo di Raimondo Van Riel, un Francesco Cenci poderosamente sinistro. Ottimi il Gracci, il Sala e il De Rossi. Masse perfette, azione condotta con rara perizia, fotografia impeccabile, elementi questi che fanno della pellicola la miglior edizione italiana dell’annata.

Firenze. In questi ultimi giorni abbiamo potuto assistere, per cortese concessione del Comm. Avv. Edgardo Garelli Consigliere Delegato dell’I. C. S. A., alla esecuzione di una grandiosa ed imponente scena di masse di Frate Francesco, la prima scena di masse che si eseguiva nel vastissimo terreno dei teatri di posa di Rifredi. Sette operatori giravano da praticabili elevati in diversi punti prestabiliti. Sette macchine riprendevano e fermavano la visione magnifica che costituirà, con alcune altre, uno dei più suggestivi quadri del film francescano. Dall’alto delle mura di Assisi, poi dal praticabile direttoriale abbiamo potuto osservare, con intimo e sincero compiacimento ogni movimento della folla multicolore comandata a squilli di tromba, addestrata con un amore e con una precisione più unica che rara nella storia della cinematografia italiana. La massa di circa 3500 persone era stata opportunamente divisa in 16 gruppi, a capo dei quali era un generico che fungeva da capo gruppo. Dirigeva l’azione il conte Giulio Antamoro, coadiuvato efficacemente dal vice-direttore artistico Cav, Uff. Alfredo De Antoni, che è del conte Antamoro uno dei più fedeli collaboratori.

Con la costruzione del Supercinema Firenze ha acquistato un nuovo, un altro titolo d’onore tra le grandi città italiane. Sorto sull’area di un piccolo teatro popolare, che pur ebbe giornate innumerevoli di fortuna e in una delle più storiche zone della città, il Supercinema può considerarsi come uno dei più bei locali che arricchiscano Firenze. Lo volle, concependolo con senso di modernità assoluta, il Cav. Raffaello Castellani, troppo noto negli ambienti teatrali fiorentini ed italiani per aver bisogno di una presentazione. Il Cav. Castellani, che è uomo di larghe e chiare vedute, pensò alla costruzione del Supercinema come ad una impresa che avrebbe richiamato a nuova vita quella zona che tra Piazza della Signoria e Via dei Calzaioli era un poco abbandonata a se stessa: di giorno scarsamente frequentata o frequentata di passaggio e di notte immersa quasi nell’oscurità.

L’ultimo film di Mario Almirante è La bellezza del mondo. Il soggetto è stato scritto da Pier Angelo Mazzolotti, il cui nome è notissimo negli ambienti teatrali, è noto anche simpaticamente in cinematografia. Ne ha diretta la esecuzione Mario Almirante, l’inscenatore indimenticabile di Zingari, La grande passione, Mrthù che ha visto il diavolo. Il film è stato girato durante il viaggio della Compagnia Almirante-Fiori in America e dalle avventure che possono capitare in un tale viaggio di tournée è stato preso lo spunto del film che ha per protagonista Italia Almirante, e per interpreti principali tutti i componenti della Compagnia stessa, i quali si sono piegati in modo felicemente imprevisto alle esigenze di un’arte differente dalla loro.

Le direttive impartite dal Governo Nazionale perché gli spettacoli cinematografici siano riportati alle loro funzioni morali ed educative, hanno fatto sorgere in Genova un Comitato, che sotto la sorveglianza della federazione Nazionale dello Spettacolo farà svolgere nel prossimo febbraio al Giardino d’Italia il primo Concorso Internazionale dei grandi Spettacoli Cinematografici. L’iniziativa nobilissima ha trovato subito largo consenso di autorevolissime adesioni, e già si può dire che tutte le Autorità e maggiori personalità cittadine hanno aderito alla costituzione di quel Comitato d’Onore sotto il cui patrocinio sono stati posti i lavori. Scopo del Concorso è quello di far rappresentare e diffondere quei lavori cinematografici tra trattano soggetti ispirati a veri sensi di moralità, atti quindi a ravvivare nell’anima della gioventù il rispetto alla Patria, alla Famiglia, l’amore al lavoro.

Fiera campionaria internazionale di Milano. Allo scopo di venir incontro alle industrie italiane e straniere, impossibilitate a presentare i loro prodotti, sia per la natura di questi, sia per difficoltà di spazio e di tempo, la Fiera di Milano, ha deliberato l’attuazione di un programma industriale. Le presentazioni cinematografiche di propaganda industriale avranno luogo dal 12 al 27 aprile nel Salone centrale del Palazzo della Moda.