Cinegiornale 10-30 ottobre 1913

L'attacco del leopardo, fotogrammi del film "Il Mistero di Jack Hilton" Savoia 1913
L’attacco del leopardo, fotogrammi dell’incidente mentre si gira “Il mistero di Jack Hilton”

Come direbbe Eleuterio Rodolfi: storie vecchie e fatti nuovi.

Torino, 13 ottobre. I Promessi Sposi, produzione Ambrosio in prima visione al Teatro Chiarella.
L’edizione restaurata di questa versione del romanzo di Alessandro Manzoni è stata presentata poche settimane fa alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 32a edizione. In attesa di vedere questo restauro in DVD, ecco a voi alcune immagini del film in questo informatissimo post di European Film Star Postcards (in inglese). Si tratta della serie di 20 cartoline edita dagli Stabilimenti Alterocca – Terni. Scheda del film, recensioni e molto altro nel sito: Enciclopedia del cinema in Piemonte 

Altre cinematografie di produzione italiana — come direbbe un cronista dell’epoca — presentate a Torino dal 10 al 30 ottobre 1913 sono: La lampada della nonna (Ambrosio), copia conservata presso: Deutsche Kinemathek (Berlin); BFI – National Film and Television Archive (London); Ma l’amor mio non muore! (Film Artistica Gloria), recentemente restaurato dalla Fondazione Cineteca di Bologna e dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. DVD – booklet disponibile presso il cinestore della Cineteca di Bologna ; La morte civile, seconda versione cinematografica italiana dal dramma omonimo di Paolo Giacometti, messa in scena di Ubaldo Maria del Colle, interpreti principali Adriana Costamagna, Dillo Lombardi e Mario Roncoroni, produzione Savoia Film, della quale non ho informazioni sulla reperibilità di (possibili) copie sopravvissute.

A proposito della Savoia Film e Adriana Costamagna, giusto in quei giorni del 1913 . . .

«Adriana Costamagna, prima attrice della Savoia Film, vittima di un doloroso incidente. La scena drammatica è successa nell’interno del serraglio della troupe Nouma-Hawa. La Costamagna, con alcuni suoi compagni, il 18 corr. mese, nel pomeriggio, per rappresentare più dal vero l’azione, fu fatta entrare in una gabbia ove c’era un leopardo lasciato libero per dare più illusione alla scena che si doveva eseguire. Sino ad un certo punto l’animale rimase docile, ma verso la fine della scena spiccò un salto e si gettò sulla Costamagna dandole una tremenda zampata al volto, e si diede quindi a graffiarla in tutto il corpo. Il domatore signor Pipel, con coraggio e prontezza di spirito veramente encomiabile, si precipitò sulla belva, e dopo una breve lotta, riuscì, afferrandolo per il collo, a strapparlo dalla vittima.

Una vera scena di orrore, di spavento, di spasimo per tutti gli astanti!!!

La povera Costamagna fu trovata in uno stato di compassionevole. Il volto orribilmente squarciato, il corpo sanguinante. Il domatore ferito ad una coscia. Entrambi furono portati all’ospedale di S. Giovanni.»

Questo “incidente sul lavoro” mentre si girava Il mistero di Jack Hilton costò all’attrice “lunghe cure e costosi interventi”. Pier Antonio Gariazzo, fondatore e direttore artistico  della Savoia Film, fece pubblicare sui giornali che tutti gli introiti del film sarebbero stati devoluti per sostenere le spese mediche. Miracolosamente, la carriera artistica di Adriana Costamagna riprese dopo alcuni mesi per scomparire definitivamente nel 1919, dallo schermo, naturalmente.

Musidora la dixième muse, un film de Patrick Cazals

Première apparition de Musidora sur la plage du Tréport (Musidora la dixième muse, 2013)
Première apparition de Musidora sur la plage du Tréport (Musidora la dixième muse, 2013)

Votre nom et prénom habituels? — Musy.
Votre petit nom d’amitié? — Le même.
Le prénom que vous auriez préféré? — Le mien.
Lieu et date de naissance? — Mon acte de naissance porte une date que je ne suis pas obligée de croire.
Quel est le premier film que vous avez tourné? — J’ai oublié le titre.
De tous vos rôles, quel est celui que vous préférez? — Le dernier.
Aimez-vous la critique? — Quand c’est moi qui critique, naturellement.
Avez-vous des superstitions? — Comme tous les gens de théâtre.
Quel est votre nombre favori? — 9, parce que je peux le lire à l’envers.
Quelle nuance préférez-vous? — Les couleurs n’ayant de valeur que par rapport les unes aux autres, je les aime toutes également.
Quelle est la fleur que vous aimez? — Celle dont le nom m’est inconnu.
Votre parfum de prédilection? — L’odeur du bord de la mer au printemps.
Fumez-vous? Une fois par an.
Aimez-vous les gourmandises? — Depuis la guerre il n’y a plus de gourmandises.
Lesquelles? — Toutes celles de Madame Tartine dans les images d’Epinal.
Votre devise? — Il n’y a que la minute présente qui compte.
Votre ambition? — He n’ai pas une ambition, j’en ai cent.
Votre héros? — Lui (Harold Lloyd n.d.c.), Charlot, Lucien Guitry, Max Dearly.
A qui accordez-vous votre sympathie? — Je ne comprends pas?
Avez-vous des manies? — Un million au moins.
Etes-vous fidèle? — A qui? A quoi?
Si vous vous reconnaissez des défauts… quels sont-ils? — Ceux que les autres me reconnaissent.
Si vous vous reconnaissez des qualités, quelles sont-elles? — Celles que les autres m’accordent.
Quelles sont vos auteurs favoris, écrivains, musiciens? — Pierre Louÿs, Colette, Sacha Guitry, Pierre Benoît, Maurice Magre, parce que je les connais tous autrement que par leurs livres.
Votre peintre préféré? — Domergue s’il fait mon portrait; Zuloaga, même s’il ne le fait pas; Vélasquez, qui ne pourra jamais le faire.
Votre photo préférée? — Celle-ci.
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(Musidora – Petit  recensement artistique et sentimental, Cinémagazine n. 16, du 6 au 12 mars 1921)

Actrice majeure du cinéma muet, révélée par les films de Louis Feuillade: Les Vampires et Judex, Musidora était d’abord une femme libre, aux talents exceptionnels, l’une des cinéastes pionnières du cinéma, notamment grâce aux tournages de plusieurs de ses films en Espagne. Amie intime de Colette comme de Pierre Louÿs, égérie des surréalistes puis des militantes féministes des années 1970, chanteuse et danseuse de revues, peintre, écrivaine, Musidora a été l’une des collaboratrices de la première heure d’Henri Langlois lors de la création de la Cinémathèque Française.

Musidora la dixième muse, film documentaire de Patrick Cazals, permet de redécouvrir cette artiste devenue l’un des grands mythes du cinéma français. De nombreux documents inédits (extraits de films grâce au partenariat de la Cinémathèque française et aux documents fournis par Gaumont-Pathé Archives et la Radio-Télévision Suisse Romande), des collections de photos, manuscrits, affiches, figurent aussi dans ce film grâce à la famille de Musidora, à l’auteur du film et à des collectionneurs privés.

Musidora la dixième muse est disponible en DVD: Les Films du Horla

Bianco e Nero 1937-2002 in versione digitale

I due DVD
Bianco e Nero (1937-2002)

Nell’ambito del Progetto Biblioteca digitale “Luigi Chiarini” è stata realizzata la digitalizzazione e l’indicizzazione di Bianco e Nero, storica rivista del Centro Sperimentale di Cinematografica nata sotto la direzione ufficiale di Luigi Freddi, Direttore generale per la cinematografia presso il Ministero della Cultura Popolare.La rivista ha posto con rigore le basi per un ragionamento teorico sul linguaggio del film, ed è tuttora punto di riferimento per la formazione e l’aggiornamento di intere generazioni di studiosi e cineasti, rivolgendo una particolare attenzione agli aspetti teorici-estetici del cinema. Bianco e Nero, dalla data d’uscita del primo numero (31 gennaio 1937) fino ad oggi, è stata edita quasi ininterrottamente. La prima serie si conclude nel giugno 1943 e, dopo la guerra, riprende la pubblicazione con la nuova serie a ottobre del 1947. La rivista ha modificato nel tempo l’impostazione culturale, la veste grafica e la periodicità, pur mantenendo lo spirito originario enunciato da Luigi Freddi: “servire il cinematografo”.

Il database permette di effettuare ricerche in modo semplice e rapido grazie al software di navigazione incluso nel DVD. È possibile individuare l’articolo in tre modalità: per fascicolo, per titolo o per autore; inoltre è possibile eseguire ricerche incrociate. L’articolo è consultabile full text in formato PDF ed è stampabile. Nessun problema per gli utenti Mac (so che non c’era bisogno di dirlo, trattandosi di un PDF, ma lo dico lo stesso).

La collezione è divisa in due DVD: Bianco e Nero (1937-1974) e Bianco e Nero (1975-2002) al costo di 5 Euro l’uno, ed è in vendita nel Bookshop del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Una risorsa ricca di contenuti sulla storia del cinema a livello mondiale, che comprende gli ormai mitici e quasi introvabili volumi del Cinema muto italiano curati da Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli.

Grande lavoro, complimenti al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Inizia con questo post una sezione dedicata a risorse digitali e cinema muto. Alla prossima!