Processo dei Russi alle Assise di Venezia 1910

La contessa Tarnowska scortata alle Assise
La contessa Tarnowska scortata alle Assise

Processo dei Russi alle Assise di Venezia, produzione Fratelli Roatto, Venezia; Il processo dei russi a Venezia, produzione Cines, Roma (m. 85); Il processo dei russi a Venezia, produzione Itala Film, Torino (m 135).

Marzo 1910. « Il chiamato “processo dei russi” a Venezia ha, in tutti i giornali — i maggiori onori della cronaca. Io scrivo conoscendo soltanto gl’interrogatorii del disgraziato Naumov. Andò da Kiev a Venezia ad uccidere, perché la contessa Tarnowska, la donna fatale, gli disse con accenti di innamorata, di andare a uccidere. Ora, dopo due anni di carcere, fuori assolutamente dal fascino fatale, Naumov ha narrato minutamente tutta la sua via crucis, ha confessato che, quando si avviò ad uccidere, aveva completamente “perduta la testa”; non si è mostrato pensoso che di se stesso, è sorpassato su ogni sentimento cavalleresco verso colei che egli credette di amare e per la quale uccisse! Quando questo Corriere sarà stampato si saprà forse — e sarà tardi per parlarne qui — cosa avrà detto la contessa istigatrice in propria difesa. Ma non v’ha dubbio, davanti alla donna fatale, Naumov ha fatta una ben meschina figura, come uomo. È un’altra prova della incessante bancarotta del sesso forte di fronte al così detto sesso debole. »

Il processo dei russi, il processo di Maria Tarnowska, attirò l’attenzione della stampa internazionale e per molti mesi arrivarono a Venezia per assistere al processo personaggi dello spettacolo come Gabrielle RéjaneDiana Karenne voleva fare un film (dal libro di Annie Vivanti), altri pensarono a Lyda Borelli.

Molti anni dopo, nel 1942, Antonio Pietrangeli e Luchino Visconti scrissero un soggetto. Si girava Ossessione che, guarda caso, ha molti punti in comune con il caso Tarnowska. Il film, sceneggiatura di Pietrangeli, Visconti, Michelangelo Antonioni e Guido Piovene, non arrivò mai in porto. Rimane la sceneggiatura, che ho ritrovato qualche anno fa, il resto potete leggerlo nel libro pubblicato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino: Il processo di Maria Tarnowska. Una sceneggiatura inedita. Nel frattempo ho ritrovato nuovi documenti, sembra che la Tarnowska non vuole essere dimenticata…

Il Cinema Metropolitan di Roma compierà 100 anni nel 2011

Il caso della prossima chiusura del cinema Metropolitan di Roma è stato riportato da vari giornali in Italia ed all’estero, però con varie inesattezze.

Il Metropolitan non nasce nel 1917 e non era il cinema Corso, quello era a Piazza San Lorenzo in Lucina, ed è stato modificato a sala convegni qualche anno fà.

Le prime notizie sul cinema Metropolitan (nel mio archivio) sono del 1911. Si chiamava Cinema – Teatro Americano, proprietà Furlan e Salomoni, una ditta di esercenti fiorentini fondata nel 1907. Verso la fine del 1910, l’esercente Gustavo Lombardo costituì a Napoli la SIGLA (Società italiana Gustavo Lombardo anonima), che da gennaio 1911 aveva la sua filiale romana presso il Cinema Teatro Americano.

Due documenti d’epoca:
Il primo corrisponde a Guida della Cinematografia pubblicata dalla rivista torinese La Vita Cinematografica, luglio 1911.

Guida della Cinematografia 1911
Guida della Cinematografia, La Vita Cinematografica, Torino 1911

Il secondo, una locandina del 1913 circa.

Locandina del Cinema Teatro Americano
Locandina del Cinema Teatro Americano 1913

Note amare di Natale

Archivio In Penombra (questo blog e tutti gli altri collegati) non ha mai avuto – e non vuole averne – nessuna relazione personale o commerciale con la Ripley’s Film (Italian Film Distribution Company, Home Video, ecc) di Angelo S. Draicchio, Cristina D’Osualdo.

Il mio nome nei ringraziamenti del film Amore senza stima – (L’avvoltoio ?), Celio Film Roma, presentato alla Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2009 è stato messo senza il mio consenso, come ho fatto sapere al responsabile dei restauri della Cineteca Nazionale di Roma.

Il mio compagno Armando Giuffrida ha donato (gratuitamente) diversi film alla Cineteca del Friuli, ma non Sulle vie della Vittoria: Visita dei Reali d’Italia alla Venezia Giulia (Walter Film, 1922), che è stato venduto.

La collezione di film dell’Archivio In Penombra, l’archivio cartaceo, fotografico, ecc. è una collezione privata che non ha niente a che vedere con la Libreria Metropolis, né con l’attività professionale di Armando Giuffrida.

Teresa Antolin