Trip to the Moon senza Méliès

Piccolo contributo alla ricerca su Méliès in questo 150° anniversario.

Come sicuramente avete letto, la copia a colori di Voyage dans la lune presentata al Festival de Cannes 2011 è stata “ritrovata” nel 1993 alla Filmoteca de Catalunya di Barcellona, in mezzo ad un lotto di 200 film donato da un collezionista anonimo. Nel 1999 avviene uno scambio fenicio: io ti do un Méliès, tu mi dai un Chomón, e la copia passa alla Lobster Films. Roba abituale (pare) fra gli archeologi del nitrato d’argento.

Secondo quanto ha dichiarato Serge Bromberg a Cannes, la copia a colori del Voyage dans la lune scambiata a Barcellona era in condizioni più che precarie, impossibile pensare ad un restauro con le tecniche del 1999. Da quell’anno al 2002, la Lobster ci mette tutto l’impegno per riuscire a restaurare la copia. E ci riesce…Il risultato viene presentato al cinema Le Trianon di Parigi nel corso di Cined@ys 2002.

Qualche mese prima, alcuni fotogrammi di una copia a colori compaiono nel volume Méliès Magie et Cinéma, a cura di Jacques Malthête e Laurent Mannoni, pubblicato in occasione della mostra omonima celebrata a Parigi dal 26 aprile al 1° settembre 2002, i fotogrammi a colori appartengono ad una “collezione privata”. Nessun accenno alla Lobster Films.

Bene, fin qui la storia del ritrovamento e del restauro, fino alla presentazione con tutti gli onori al Festival de Cannes 2011.

Da quello che ho letto, sembrano tutti d’accordo che la copia a colori sia una delle copie distribuite in Spagna per via della bandiera spagnola nella cerimonia di partenza. Quello che mi sembra meno convincente è il primato di Barcellona nell’esibizione e distribuzione del film in Spagna.

Ho fatto una ricerca, sul web e nella mia biblioteca (la ricerca sulle copie colorate distribuite a Barcellona lo avevo fatto in situ qualche mese fa, vedere “mistero Chomón”), ed ecco il risultato. Cedo l’introduzione a Georges Méliès:

Girai questo film nel 1902. Fu subito, posso dirlo, un successo sensazionale, che si propagò in tutto il mondo. La tecnica, si capisce, era nuova perché appena nata; ma nuova anche la concezione di portare sullo schermo una féerie. Il mio esperimento determinò la definitiva entrata del cinema nella via spettacolare. Si pensi che, in quel momento, saziata la prima curiosità del pubblico per la nuova invenzione, le vedute di esterni, di cui si componeva prevalentemente il Cinema, cominciavano a stancare. Col Viaggio alla luna, gli incassi dei locali di proiezione segnarono un rialzo insperato. Il soggetto era pensato e composto esclusivamente per il cinema; rispondeva, come oggi si direbbe, all’idea di un cinema puro. I titoli dei vari quadri erano stampati sui manifestini; ma la pellicola si svolgeva ininterrotta, senza didascalie, e cionondimeno riusciva chiara a chiunque. Il valore internazionale del cinema risultava quindi pienamente affermato e conquistato.

Contrariamente a quanto si crede, la trama non è desunta dal romanzo di Verne, che d’altronde si intitola Dalla Terra alla Luna. L’unica trovata di cui mi son servito, è quella del cannone gigante come mezzo di trasporto. Tutti sanno, d’altronde, che i viaggiatori di Verne girano intorno alla Luna, ma non vi penetrano; e che il romanzo ha una base scientifica, o pseudo-scientifica; mentre il mio film era una pura creazione di fantasia. Purtroppo, il film era appena apparso, che numerose ditte Americane ebbero l’idea di controtiparlo, e col negativo così ottenuto inondarono il mondo di copie contraffatte. A quel tempo la legislazione sulla proprietà artistica non si era ancora estesa al campo cinematografico. Così quell’opera, che mi era costata parecchio lavoro e parecchio denaro, finì col rendermi ben poco e la massima parte degli utili andò abusivamente ad arricchire i contraffattori. Se mi rimanesse voglia di scherzare direi che, tutto preso dal mio Viaggio nella luna, m’era purtroppo rimasta nella luna anche la testa.
Georges Méliès (Cinema, 25 settembre 1936)

Dopo una presentazione “privata” ai rivenditori, il film compare ufficialmente sugli schermi di Parigi:

Spectacles & Concerts. A l’Olympia: Réoverture. L’Olympia vient de faire sa réoverture. Le Tout-Paris n’ à donc plus aucune raison pour demeurer en villégiature. On va rentrer.
(Le Figaro, 7 septembre 1902)

Qualche giorno dopo il programma dell’Olympia presenta: “Voyage dans la lune. Féerie Cinématographique en 20 tableaux de M. Méliès”.

Ritorniamo adesso al 25 maggio 1902. Nel volume Méliès, magie et cinéma, compare una lettera di Charles Urban, direttore della Warwick Trading Company di Londra, a Georges Méliès, incaricandolo di girare un “attualità ricostruita” sull’incoronazione di Eduardo VII, ed in una nota al margine: “Do not Place your trade mark any (?) In the picture”.
(Méliès, magie et cinéma, Paris musées, 2002)

Il motivo della richiesta è evidente ed è stato raccontato in diverse occasioni dallo stesso Méliès: cercare di presentare l’incoronazione come un “dal vero”, non come un’attualità ricostruita. Ma il marchio non compare nemmeno in Voyage dans la lune, girato dopo l’incoronazione di Eduardo VII.

Nel fascicolo edito dalla Technicolor per la presentazione del restauro di Voyage dans la lune al Festival di Cannes 2011, Rosa Cardona e Joan M. Minguet Batllori, scrivono che il film fu presentato a Barcellona, da settembre 1902, in ottobre al cinema Farrusini, a novembre cinema Clavé, e dal 2 maggio 1903 al Napoleon: “film a colori, ultima produzione di Georges Méliès”.

Copia colorata da Segundo de Chomón?

Secondo Madeleine Malthête-Méliès, il cineasta aragonese avrebbe distribuito i film di Méliès in Spagna e tutta l’America Latina (Méliès l’enchanteur, Hachette 1973).

Può darsi, ma il film arrivò a Madrid in una veste molto diversa:

Procedente del teatro de la Alhambra de Londres, ha llegado mister Ruffells con el sorprendente Trip-To-The-Moon (viaje a la luna), realización del sueño de Julio Verne, dividido en treinta quadros. Este espectáculo esta llamando justamente la atención en Londres, y al cual han asistido el dia 6 del actual la familia Real inglesa.
La presentacion es original y en colores.
Esta noche primera representación. No obstante lo costoso del espectáculo, los precios no se alteran.
(El Día, 17 enero 1903) 

Teatro de Price – Viaje a la luna. Trip to the Moon es una revista inglesa de gran espectáculo que está obteniendo extraordinario éxito en la Alhambra de Londres.
La citada revista es, sencillamente, un viaje de la Tierra a la Luna, basado en su mayor parte en la popular novela de Julio Verne.
El presidente Barbicane y sus amigos Mastón el manco y demas sabios ó locos, están substituidos por unos sabios grotescos, que utilizan el mismo vehiculo para llegar a la luna que los héroes de Julio Verne, imitándoles también en el modo de regresar a la tierra.
Anoche se estrenó en el teatro de Price una exhibición cinematográfica en colores reproduciendo los episodios mas salientes de los treinta cuadros que contiene dicha revista.
En conjunto, el espectáculo es muy entretenido, aunque en algunos quadros se notaron los defectos en el enfoque de las películas.
La novedad del asunto y del procedimiento en colores, unido a la mucha duración del espectáculo, hace creer que Trip to the Moon proporcionará buenas entradas al teatro del Price.
(La Correspondencia de España, 18 enero 1903)

In poche parole, il film è presentato come una riproduzione cinematografica (parziale) delle trenta scene della rivista Trip to the Moon, che si rappresentava con molto successo nel teatro Alhambra di Londra. Tranne il primo esempio, dove il cronista si lamentava per la qualità delle riprese, il resto non risparmia ogni elogio:

A trip to the moon en inglés y en castellano Un viaje a la luna, titúlase un número o intermedio que la empresa del teatro de la Plaza del Rey ha introducido para dar mayor variedad al notable espectáculo lírico que, desde el comienzo de la actual temporada, se presenta en este favorecido teatro.
El intermedio en cuestión consiste en una série de vistas cinematográficas en las que el espectador puede admirar los últimos adelantos que se han hecho para perfeccionar esta ilusión óptica de la que tanto partido sacan las artes y las ciencias.
El viaje a la luna del teatro Price merece verse porque las vistas en colores que ne el se exhiben, son de lo más perfecto que se conoce y puede llamarse la última palabra en esta materia.
(La Correspondencia militar, Madrid 19 enero 1903)

Insieme a Trip to the Moon, si proiettano altri film distribuiti dalla Warwick Trading Company:

Teatro de Price. Un viaje a la luna. Se trata de un cinematógrafo en colores, perfeccionado, que presenta los principales cuadros de la novela de Julio Verne, Un viaje a la luna.
El espectáculo es digno de presenciarse, y seguramente que desfilará todo Madrid por el teatro Price, donde se exibe al concluir la representación de la correspondiente zarzuela el Trip to the Moon (dicho en inglés para mayor claridad).
Este cinematógrafo es el más perfecto que se ha visto en Madrid, y como el asunto tiene mucha gracia, resulta que El viaje a la luna entretiene, divierte y hace reir mucho.
La coronación del rey de Inglaterra, reproducida con gran fidelidad, produce verdadero entusiasmo. Es una película de superior calidad.
Presenta tambien este cinematógrafo una corrida de toros, y están tan bien enfocadas las películas que no se pierde un detalle en la lidia.
Anoche el público de las galerias se entusiasmo con los diestros, especialmente con el espada, que tumbó el berrendo de un soberbio volapié.
El que quiera ver en Enero una buena corrida de toros, que vaya al circo de Price, y sin exponerse a las inclemencias de la temperatura, podrá aplaudir o silbar a los héroes de coleta y calzón corto.
Hoy las ciencias adelantan!
(El Liberal, 20 enero 1903)

L’eco del successo arriva a Barcellona:

De los espectáculos lo más saliente en esta semana ha sido el cinematógrafo estrenado en el Price y que es sencillamente un viaje a la luna inspirado en la famosa obra de Julio Verne. Es cosa notabilísima. Parece mentira que en las películas pueda llegarse a tal perfección.
(La Dinastía, Barcelona 26 enero 1903)

Dopo il 9 marzo 1903, le proiezioni si spostano nel Cine Barbieri: “El hada del bosque, Barba azul, Viaje a la luna, La Cenicienta”.  

L’apparecchio di proiezione di Mr. Raffles era un Bioscope. Vorrei sapere di più sul conto di questo personaggio, ma vorrei richiamare ancora l’attenzione sul fatto che secondo la pubblicità sulla stampa di trattava di una rivista inglese, nessun accenno a Méliès.

Ordini di Charles Urban d’accordo con Méliès? Trucco pubblicitario?

(Quotidiani consultati alla Biblioteca Digital Hispánica – Biblioteca Nacional de España ; Gallica – Bibliothèque Numérique) 

Liberate i film del cinema muto italiano!

Da che ho aperto questo blog (e gli altri), una delle domande più frequenti è: Dove posso vedere questi film?
Cosa posso rispondere… ogni tanto in qualche evento, festival, ecc. Altrimenti, nelle cineteche, in alcune cineteche… Cosa posso fare?

Ed ecco a voi il video-protesta: Found Restored and Lost in the Dark, con Leopoldo Fregoli; una scena di Sua Maestà il sangue di Roberto Roberti; idem di Messalina di Enrico Guazzoni; Maciste all’inferno di Guido Brignone; La Cavalcata Ardente di Carmine Gallone; La grande passione di Mario Almirante; Eva nemica di Giuseppe Pinto; Fior di male di Nino Oxilia; Carmen Boni; Mario Bonnard; Alberto Capozzi; Soava Gallone; Leda Gys; Febo Mari; Pina Menichelli; Gli ultimi giorni di Pompei di Eleuterio Rodolfi; Livio Pavanelli; Polidor; Francesca Bertini.

Buona visione! (and Help!)

Francesco Bonfigli pioniere italiano ed egiziano

Programma Cinema Empire, Port Said 1922
Programma del Cinema Empire, Port Said 1922

« Un giorno Gabriele d’Annunzio scrisse delle meravigliose parole per quei forti coloni che emigrando dalla patria forse troppo povera, si recano nelle terre lontane ove la ricchezza ambita si ammassa quotidianamente con un rude lavoro ed è da questi italiani usata largamente a dar lustro e decoro alla patria lontana. Queste parole noi vorremmo oggi ripetere per Francesco Bonfigli, ma nelle nostre mani la prosa smagliante di Gabriele d’Annunzio impallidisce e si sforma per cui ci limitiamo a rivolgere un modesto ma vibrante saluto al valente cinematografista che oltre ad essere stato un pioniere della nostra industria ha saputo all’estero far vivamente apprezzare l’ingegno e l’attività italiana.

Il Bonfigli incominciò in Italia la sua magnifica ascesa. A Livorno ebbe l’audacia, nel 1902, di riprodurre le prime films di Lumiere, dodici metri al massimo, che riproducevano il viaggio dei Reali d’Italia a Parigi. Dopo, portando dei genialissimi perfezionamenti tecnici, fotografici e artistici al cinematografo, dette dei magnifici spettacoli alla Sala Umberto I di Roma, ottenendone un tale successo da meritarsi l’iscrizione nell’albo d’oro degli uomini illustri.

Nello stesso anno, in seguito alla morte di suo zio, Monsignor Gaudenzio Bonfigli, Arcivescovo di Alessandria, egli si recò in Egitto, dove la sua indomabile attività trovò il campo più fertile ed il successo più sicuro.

Il Cinema Radium, di cui il Bonfigli fu l’ideatore ed è il proprietario, è una delle più complete eleganti, ricche sale di proiezione, nelle quali si riversa il gran pubblico cosmopolita della metropoli egiziana. Nello stesso tempo il cav. Bonfigli ha impiantato una grande casa di edizione di films. La sua produzione ha completamente conquistato i mercati stranieri ed è apprezzatissima per una tecnica ultra moderna dovuta alla genialità di quest’uomo meraviglioso. Ora Francesco Bonfigli è venuto a passare qualche mese in Italia. La cinematografia italiana in tutti i suoi migliori esponenti dovrebbe rendergli onore. Di uomini simili ne abbiamo molto bisogno specie in questo periodo di crisi che si supera soltanto con l’intenso lavoro e con larghezza di vedute. Nel salutare questo magnifico italiano ci auguriamo ch’egli abbia a consacrare un po’ della sua mirabile attività anche nel proprio paese.»

Di Francesco Bonfigli, casa di produzione (ripresa di attualità cinematografiche), commercio film e Cinema Radium (Rue Borsach 20, El Cairo), non ho molte notizie, ma considero che il suo contributo sia molto importante. So che ha mantenuto buoni rapporti, con alcune case francesi ed inglesi. Non so che fine abbia fatto, la sua famiglia, ecc.

Altre notizie su questo pioniere? Scrivetemi.