Il testamento scomparso – Vitagraph 1912

Testamento scomparso
Il testamento scomparso 1912

Jim Braddon, nipote del ricco proprietario Halsey, conta di ereditare tutta la fortuna dello zio. Ma lo zio sventa i suoi progetti con un matrimonio impreveduto, e scrive un testamento nel quale lega al nipote solo la casa ove esso è nato e la metà della sua sostanza. Improvvisamente egli muore, dopo aver prevenuto il nipote delle disposizioni che egli ha preso in suo favore.

Allora la signora Halsey, dominata dal pensiero di assicurare il suo avvenire, straccia il testamento che faceva la fortuna di Braddon.

Tutte le ricerche del documento sono vane e il povero Braddon, deluso nelle sue più dolci ambizioni, si vede costretto a licenziare per mancanza di danaro anche la sua dattilografa; la sua migliore amica.

Ma dopo qualche tempo la signora lascia imprudentemente cadere nella via i pezzi del testamento che aveva stracciato.

Il destino vuole che la piccola dattilografa li scopra e li riunisca, ricomponendo così il testamento quasi completo.

Ella lo porta trionfante al suo principale e il romanzo termina col matrimonio dei due giovani fra confusione e l’onta della colpevole signora Halsey.

Produzione Vitagraph, drammatico.

Attori teatrali nel cinema muto

Fred Thomson, E. H. Sothern and J. Stuart Blackton
Fred Thomson, E. H. Sothern and J. Stuart Blackton, President of the Vitagraph Company (An Enemy to the King 1916)

«Coming from the dramatic stage into pictures is coming into new art. I am deeply interesed in it. The necessity of adapting myself to a smaller stage interests me. It is leaving a fortyfoot stage for a four by three one. One cannot make any long, impulsive strides before the camera. If he makes too large and free a gesture with his arm, the arm is liable to be shown in the picture without a hand. One has to watch out for this constantly.»
E. H. Sothern

«He is making the best pictures that were ever turned out of this studio, or any other. He demonstrates what a man can do when he uses his brain. His pictures are remarkable because of his facial expressions. His brain directed them, not I.»
Frederick A. Thomson about E.H. Sothern

A proposito di attori teatrali nel cinema muto, vi segnalo la giornata di studi Attori e generi teatrali nel cinema muto italiano – Fra scena e schermo, a cura di Michele Canosa, Davide Gherardi, Gerardo Guccini, il prossimo 25 novembre a Bologna (Cimes – Progetti di cultura attiva – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna). Altre informazioni qui.