Piccolo omaggio a Giovanni Pastrone, nato a Montechiaro d’Asti il 13 settembre 1882, deceduto a Torino il 27 giugno 1959.
… grazie!
Nota: su YouTube potete vedere il filmato in HD.
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Al tempo del cinema muto

« … gli attori non recitavano mai una frase che fosse coerente all’azione. Bastava che muovessero le labbra per fare vedere che parlavano. Mi ricordo di una bella scena d’amore tra non rammento più che attore e la Costamagna, forse la prima stella del firmamento sorgente allora. Lui in ginocchio, di fronte a lei, coi gesti dimostrava la più grande passione. Lei lo respingeva disdegnosa. Ecco il dialogo:
Lui (comprimendosi il cuore con le due mani): Ah, che male di stomaco. Bisogna che cambi trattoria. Quell’oste e un vero avvelenatore.
Lei (tendendo le mani come per respingerlo): Adesso sto fresca. Ho sentito che mi si è sganciata la sottana… non oso voltarmi.
Lui (sempre più appassionato): Se vuoi sospendiamo e ti fai puntare uno spillo…
Lei (ancor più disdegnosa): Non fa niente, ora è finita. Chiama la sarta.
Lui (in un ultimo urlo d’amore):
Carolina, Carolinaa! La Costamagna perde la sottanaaa!
E il pubblico poi, a teatro, piangeva per tanto amore infelice.
Ma poi si dovette cominciare a recitare sul serio, in seguito a questo fatto:
Lavorava, allora, a Torino, all’Itala Film un simpaticissimo attore francese, un certo Vardannes, caratterista di valore che, in una certa pellicola di costume medioevale, doveva rappresentare la parte di un ispirato predicatore delle crociate. La scena avveniva nella navata di una cattedrale, ampia, solenne. I cavalieri crociati in ginocchio vedono passare il santo sacerdote: Vardannes. Egli, col capo coperto da una parrucca a lunga chioma incede solenne, sale sul pergamo e con aria ispirata comincia la sua invocazione:
— Quel figlio d’un cane di Larousse (un altro attore francese della stessa compagnia) ieri sera mi ha sbancato all’ecarté. Adesso devo chieder un anticipo all’ingegnere Sciamengo. Poi voglio la rivincita. E. tu, Del Ponte, verrai ad assistere a questa partita. Mi è arrivato il vino nuovo. Sentirete che roba e mia moglie vi farà una zuppa inglese da leccarsi le dita…
E via di questo passo, anche un po’ peggio, perché il buon Vardannes amava i discorsi grassocci.
Senonché, pochi giorni dopo, scoppiò un piccolo scandalo. La pellicola fu proiettata in un teatro torinese, dove furono condotti ad assistervi — trattandosi dì soggetto storico e morale — i ragazzi sordo-muti, i quali, abilissimi a leggere le parole del movimento delle labbra, scoppiarono, con grande meraviglia del resto del pubblico, in una risata.
Inutile dire che Vardannes fu pregato di attenersi, nelle sue parlate, al carattere della scena in via di rappresentazione.»
Quello di Hollywood
(Cinema Illustrazione, 15 ottobre 1930)
Congratulazioni a Jean Dujardin, protagonista di The Artist, per il premio al Festival de Cannes. Grazie a Pedro Almodovar per aver dichiarato che avrebbe voluto girare muto ed in bianco e nero La piel que habito, anche questo premiato a Cannes. Chi lo sa, magari siamo in pieno “rinascimento”… del cinema muto, naturalmente.
Vittoria o morte! – Itala Film 1913

Bernard, spia di una potenza straniera, si fa passare per il conte De Mora e riesce così ad avvicinare la contessa Bianca Alberti, il cui padre custodisce importanti documenti segreti. Durante un appuntamento notturno, Bernard addormenta Bianca col cloroformio, entra nella villa, e s’impadronisce dei documenti custoditi nella cassaforte.
Riavutasi e resasi conto dell’accaduto, Bianca si mette all’inseguimento di Bernard, che si è imbarcato sul piroscafo Orione. Ma lei non è disposta ad arrendersi. Noleggia un aereo e, raggiunto il piroscafo, si lancia in mare e si fa raccogliere dalla nave. Nonostante il travestimento di Bernard, Bianca lo riconosce e, individuata la sua cabina, vi entra per recuperare i documenti però viene sorpresa da Bernard. Abbandonata nella cabina, legata e imbavagliata, un violento incendio distrugge il piroscafo.
Bianca riesce a salvarsi e, accolta nello yatch del giovane Wilkinson, ottiene la sua collaborazione.
Arrivati nel paese della spia, si fanno passare per marito e moglie; poi Bianca riesce a risvegliare l’interesse di Bernard, si fa ricevere in casa sua e qui, dopo averlo addormentato con un sonnifero, riesce a recuperare i documenti, elude l’inseguimento della polizia locale e raggiunge un aereo con il quale, assieme a Wilkinson, ritorna in patria.
Una copia di questo film è stata ritrovata nella collezione Desmet del Nederlands Filmmuseum nel lontano 1992. La lunghezza originale era di 1295 metri, secondo altre fonti 1325, la copia ritrovata sono 827 metri. Il film ebbe qualche problema con la censura, e non soltanto in Italia. Altre informazioni sul restauro in questo link. Una domanda per quelli del link, ci avete fatto caso che Vittoria o morte! è uscito nel 1913?
Produzione Itala Film 1913 (gennaio-aprile). Nel ruolo di Bianca, Berta Nelson. Il problema sono i nomi del resto degli interpreti, dell’autore del soggetto, della messa in scena. Si dice che gli effetti speciali siano a carico di Segundo de Chomón. Io, per diversi motivi, non ho potuto ancora vederlo, inutile chiedere una copia. Aspetto le vostre notizie se siete a Torino. Il film si può vedere nella Videoteca del Museo Nazionale del Cinema.
Fatemi sapere...