Le Chrono-Films Gaumont

Febbraio 1912

Non è ancora lontana l’epoca in cui le films a colori erano considerate come una rarità, e quelle poste in commercio non avevano alcuna pretesa di perfezione, tanto dal lato della coloritura, quando da quello della precisione.

La Casa Gaumont ha, prima d’ogni altra, rilevato il grande successo che avrebbero ottenuto sul mercato cinematografico le films a colori, ed ha iniziato una serie di studi e di ricerche collo scopo di crearsi i mezzi necessari a questa nuova produzione, basandosi sopra sistemi perfezionati tali da permettere nello stesso tempo di realizzare un’apprezzabile economia.

Come è noto, la coloritura delle prime films si otteneva operando a mezzo di un pennello direttamente sui fotogrammi, ciò che costituiva un’operazione noiosa, malagevole e costosa, che nello stesso tempo dava risultati mediocri; più tardi questo mezzo primitivo venne sostituito da un sistema ad impressione che ha permesso di compiere questa operazione con una precisione perfetta e una apprezzabile rapidità.

Attualmente questo sistema é stato talmente perfezionato e tecnicamente e praticamente, che una film a colori della Casa Gaumont è una vera opera d’arte.

Per giungere a questo risultato, la Casa Gaumont ha avuto come meta un ideale, che non ha abbandonato un istante solo, e che si è sforzata di realizzare con ogni mezzo possibile.

Tutti gli sforzi della Casa Gaumoni si sono diretti ad ottenere una produzione, notevole per la squisita bellezza e la delicatezza della coloritura, nella quale tutte le tinte forti e banali sono state completamente escluse. Nello stesso tempo è stata posta una particolar cura affinché l’armonia dei colori usati sia perfetta, onde evitare contrasti e discordanze.

In tal modo la riproduzione esatta dei colori della natura è oggi ottenuta, e ciò, per così dire, costituisce un successo che ha del prodigioso. Tuttavia queste qualità non sono sufficienti alla produzione di una film perfetta, poiché occorre inoltre che i colori opportuni siano applicati con una precisione microscopica. Poiché se si pensa che la dimensione dei fotogrammi da colorarsi è solamente di millimetri 18×26, è facile comprendere come la minima imperfezione nella coloritura apparirà come un difetto assai notevole al momento della proiezione sullo schermo.

Questa difficoltà è stata superata coll’introduzione dei mezzi di lavorazione più perfetti che possano essere costruiti e la Casa Gaumont ha inventato macchine speciali che danno risultati non mai ottenuti prima d’ora.

Questi perfezionamenti hanno contribuito alla produzione di films di una bellezza senza pari, poiché esse riproducono tutta l’incanto della natura nei suoi colori più svariati e più leggiadri, cosicché i prodotti della Casa Gaumont godono fama nel mondo intero per eccellenza e superiorità incontestata sopra tutti gli altri.

(da Novissima Echo, Milano 24 febbraio 1912)

Fantomas comes to USA September 1916

Fantomas
Fantomas – Mutual Series

September 2, 1916. One of the two creators of Fantomas, the master of crime, has been visiting in America. Marcel Allian, who wrote the great French detective novels in collaboration with Pierre Souvestre, has just sailed for France after seeing the entire Fantomas series, as the pictures will be released by Gaumont through Mutual. While he had seen them when they were made at the Paris studios, he lost none of his enthusiasm for them when he saw them edited for the American market.

The Mutual’s new series of Gaumont productions will be released under the title of Fantomas. It is based on the exploits of a notorious Paris criminal. It will be presented in five releases of three chapters each, the first of which will go out on September 7. A noted company of artists are included in the big cast and thrills enough to satisfy the most capricious have been injected into the various scenes of the five episodes.

The stories of Fantomas have been running in hundreds of the large papers throughout the country, with a combined circulation of millions daily.
(Moving Picture World)

Cronistoria cinema muto Italia 25 agosto 1912

Manifesto Pathé Journal
Manifesto Pathé Journal – Le Journal Vivant Universel

La cinematografia italiana occupa ormai posto di primo ordine nel campo internazionale per bontà tecnica e concettiva, ma tralascia in diverse occasioni di emulare quello spirito d’iniziativa che anima le migliori e più note Ditte estere e specialmente francesi.

La cinematografia francese sfrutta tutto il campo d’azione amplissimo che invade la nobilissima arte nuova ma già carica d’attori.

E così essa oltre alla riproduzione di vita vissuta familiare o sociale nelle sue multiformi manifestazioni di virtù e di vizio, di slanci eroici e di brutali malvage o matte bestiali aberrazioni della psiche o del senso; oltre alla parodia dei tipi eccentrici che nella società odierna maggiormente si rintracciano; oltre alla visione dei siti incantevoli dei due mondi; oltre alle didattiche proiezioni zoologiche, offre altresì la visione a volo d’uccello della cronistoria contemporanea.

La cinematografia deve veder tutto coi suoi cento occhi d’Argo e percorrendo con ali velocissime nazioni le più differenti o le più affini per tendenza di popoli e di manifestazioni sociali e politiche, civili o militari coglierle sulle sue cento retine nei momenti più tipici; essa deve tutto raccogliere di gioia e di sventure e mirare l’opera devastatrice della natura e quella riparatrice dell’uomo, ed il tutto esporre allo spettatore di ogni più piccolo centro del mondo perchè ovunque oggi essa regna in una proiezione che equivalga ad un giornale illustrato ed animato.

Tale programma ebbero le Case francesi istituendo la rubrica cinematografica Giornale e nei limiti del possibile, perchè di certo non è dato prevedere tutti gli avvenimenti, nè è sempre concesso dal caso di trovarsi spettatori, esso è dalle migliori Ditte quali Pathé e Gaumont ed altre col loro Journal eccellentemente eseguito.

Ed in tal modo il cittadino della Neva mentre rivede sulla bianca tela la rivista passata dallo Czar ai Cosacchi del Don, dopo un istante osserva la sfilata degli Ascari in Roma Capitale, ed un istante dopo l’estinzione di un colossale incendio a New York ed ancora dopo l’imbarco di un imperatore e così ancora i funerali delle vittime del dovere a Parigi.

Rivista settimanale cronistorica

Non sarebbe questo il titolo per rubrica se le Case italiane quali l’Ambrosio, la Cines, la Pasquali, l’Itala, la Milano, queste primissime delle nostre si risolvessero a non lasciare alle Ditte estere la privativa di tale importantissima attività?

O che forse le nostre Ditte non si sono valorosamente affermate per abilità tecnica e spirito d’intuizione? O che forse difettiamo ad esse energie attivissime od il fattore economico quando di continuo dimostrano esuberanza di attività e come ogni sacrificio, di poi ampliamente e giustamente ricompensato, si sobbarchino perchè l’opera loro sorga pregevole?

Noi vivamente invitiamo le Ditte italiane ad iniziare senz’altro la rubrica Rivista poichè nulla ad esse manca, anzi tutti i coefficienti posseggono ad iniziare non solo i lavori in cui già altri eccellono, bensì qualsiasi nuova attività possa ancora comparire all’orizzonte cinematografico.