Più di novanta anni dopo, Pina Menichelli affascina ancora le platee.
Ecco cosa scrive a proposito di lei Sean Axmaker del Slant Magazine:
«Menichelli, whose contorted poses and curled smiles give her the look of a female Nosferatu in Milan couture, makes Theda Bara look like a pretender.»
Questo e molto altro. Il resto della recensione qui.
Altri complimenti da Tom, nel Filmbalaya – San Francisco’s Film Site:
«Pina Menichelli – a true femme fatale in every sense of the word..»
Il Fuoco, presentato da Jonathan Richman, è stato proiettato al Castro (San Francisco Historic Movie Palace) lo scorso 15 luglio, nella 16 edizione del San Francisco Silen Film Festival 14-17 luglio 2011 , al pianoforte Stephen Horne «to bring this silent film a sexy dimension», secondo Tony DuShane nel blog del San Francisco Chronicle, e la cantante Jill Tracy.
Se trovo altre recensioni nei prossimi giorni vi faccio sapere.
Argomento (da una locandina dell’epoca): Nel castello di Silistria il giovane principe ereditario Wladimiro non sa di avere nel reggente Backine un uomo ostile, che lo controlla e che intende fargli sposare la propria figlia Alexandra. Wladimiro ama invece la silenziosa e mite principessa Olga, che, impotente, vede le trame del reggente. Per allontanare Wladimiro da Olga, Backine invia Wladimiro a Parigi, dove sarà controllato dal cameriere segreto del reggente Cirillo Sobieski; il principe obbedisce e parte, lasciando a palazzo un amico fidato, il maestro d’armi Boris.
Dedicatosi alla vita mondana, anche per sottrarsi al controllo di Cirillo, Wladimiro incontra alla Taverna del Gatto Soriano una giovane danzatrice, Thaos; nello stesso locale Cirillo nota un ballerino spagnolo, Chichito, che è il sosia del principe Wladimiro, e avverte subito del fatto il reggente, che lo raggiunge a Parigi. Sfruttando il risentimento di Thaos, che si era illusa che il principe l’amasse, Backine e Cirillo ottengono il suo aiuto per attirare Wladimiro in una villa isolata, dove lo sequestrano e lo fanno sostituire da Chichito, il quale parte subito per Silistria dove conta di sposare la figlia del Reggente.
Il falso principe è accolto festosamente a Silistria, dove nessuno si accorge della sostituzione: solo Olga sospetta la verità e cerca l’aiuto del fido Boris: ma Backine si accorge del pericolo e, durante una battuta di caccia fa uccidere il maestro d’armi e poi ordina a Sobieski, rimasto a Parigi, di uccidere il suo prigioniero: l’incoronazione del falso principe e il matrimonio con Alexandra sanzioneranno la riuscita del suo piano. Ma a Parigi Thaos, pentita del proprio tradimento, sventa il tentativo di Sobieski di far saltare in aria la prigione di Wladimiro: il principe può allora partire a sua volta per Silistria; e arriva in tempo a smascherare l’impostore e a salire sul trono assieme alla sua Olga.
Messa in scena Ubaldo Maria del Colle, soggetto di Renzo Chiosso. Principali interpreti: Alberto A. Capozzi, Maria Gandini, Giovanni Enrico Vidali, Giovanni Ciusa, Orlando Ricci, Mario Guaita.
Film in due parti, mille metri. Archivio ignoto, forse la Desmet Collection.
Ritrovato e presentato alla 6a edizione del Pordenone Silent Film Festival, 1987
Il fantastico paese di Silistria, inventato da Renzo Chiosso per il cinema italiano (almeno questo questo è quello che scrive lui), compierà cento anni nel 2012… Vogliamo celebrare il centenario liberando il film?
il regista napoletano Eduardo Bencivenga (Edoardo)
Roma, luglio 1923. «Con questo titolo, è stato presentato, sotto gli auspici del Ministero della Marina, il film che riconsacra l’eroismo marinaro d’Italia. Lo straordinario spettacolo ebbe luogo all’« Augusteo » di Roma, la sera del 14 corr. dinanzi a S. M. il Re, S. A. R. il Principe Umberto, l’Ammiraglio Thaon de Revel, il comandante Rizzo e ad un eletto pubblico, che seguì col più profondo interesse e salutò col più vivo entusiasmo i quadri in cui rivivevano l’audacia e l’eroismo dell’affondatore della dreadnought austriaca « Santo Stefano », il comandante Rizzo. Il film fu fatto a cura dell’«Unione Cinematografica » la quale girò le grandi scene della storica ricostruzione a Pola e a Premuda : a Pola, il protagonista insigne della grandiosa azione navale, il comandante Rizzo, fu pure il protagonista della riproduzione cinematografica; anzi egli ebbe a dichiarare ch’è più facile affondare seriamente una nave in guerra, che non dinanzi all’obiettivo d’un operatore. L’eroico Comandante, parlando del film, affermò ch’è un’opera perfetta, per la fedeltà con cui furono ricostruite tutte le fasi della celebre battaglia, tanto più che fu possibile, per una parte di esse, servirsi di scene già girate da apparecchi austriaci, scene che furono rintracciate tra documenti scoperti dopo la guerra.
Così, grazie all’abilità ed al buon volere di tutti, fu possibile avere un film-documento preziosissimo, che rimarrà ad eternare gli audaci eroismi della nostra Marina.
Oltre al comandante Rizzo, devono essere estese le lodi, come artisti cinematografici, a: Sandro Virgile, il distinto attore romano, che sostenne la parte del giovane Comandante della « Santo Stefano », al sig. Bencivegna, che fu il meraviglioso metteur-en-scène dell’eccezionale lavoro, ai signori Gengarelli e Giordani, che si dimostrarono abilissimi operatori.
Il folto ed eletto pubblico che gremiva l’Augusteo, terminata la splendida visione cinematografica, fece un’imponente dimostrazione al Comandante Rizzo e alla Marina.»
Questa “fiction”, girata al porto di La Spezia viene scambiata nelle diverse fonti come un documentario (dal vero), e la produzione attribuita al Luce, inoltre la filmografia di Edoardo Bencivenga si arricchisce di un titolo in più (i vari database lo danno per scomparso – come regista – dopo il 1921), e abbiamo anche due nuovi attori del cinema italiano: il romano Sandro Virgile, e l’ammiraglio Luigi Rizzo, alla sua prima ed unica apparizione sullo schermo. Nel caso, improbabile, che non sapete niente sull’argomento di questo film fate una ricerca su internet con le parole: Impresa di Premuda.