Les ondines au cinéma

L’ondine de cinéma est généralement une belle fille, aux contours suggestifs, dont les formes voluptueuses et académiques sont agréablement dessinées par un maillot collant.

Vous la voyez nager entre deux eaux, faire des plongées et des culbutes que ne désavouerait pas un phoque. Pourtant, elle n’a rien d’amphibie, mais elle peut, à l’écran, séjourner dans l’eau sans que le noir de ses jolis jeux se déteigne, sans que ses lèvres carminées se décolorent, sans que les ondes de ses cheveux plaquent en mèches rigides, sans que la poudre de riz qui donne à son teint une blancheur d’albâtre coule le long de ses joues en rigoles désastreuses… Elle peut évoluer dans tout l’éclat de sa beauté plastique. Mieux! Elle n’est pas obligée de se faire mouiller!

Quel est donc ce prodige?

Croyez-vous, cher lecteur, que pour produire ce miracle, il soit nécessaire d’avoir, comme la célèbre  plongeuse du music-hall, tout un matériel fort coûteux, une grande piscine entourée de glaces? Non, il faudrait une puissance de lumière trop intense, et quand même, la photo manquerait de netteté.

Il existe un procédé beaucoup plus simple, que pas mal d’opérateurs et de metteurs en scène ignorent encore et que je vais vous dévoiler. Ce procédé, peu coûteux, exige une certaine minutie, et l’ingéniosité de l’exécutant aidera à en assurer le succès.

(…)

On a souvent recours aux conseils d’un professionnel, seulement connu des cinégraphistes pour un technicien de premier ordre: j’ai nommé le sympathique Caussade, bibliothécaire à Pathé Consortium, c’est généralement lui qui indique les trucs, avec la manière de s’en servir…

Mais revenons à notre baigneuse.

Voyons comment il faut procéder pour  réaliser cette scène.

L’appareil de prise de vues est placé sur un bâti surplombant le sol, l’objectif braqué sur l’ondine qui évolue en tous sens, faisant le simulacre de nages, sur un tapis de velours noir étendu sur le sol. (Figure 1)

Truquage pour obtenir l'illusion de la nage antre deux eaux
Figure 1. Truquage pour obtenir l’illusion de la nage antre deux eaux.

Son équilibre se rétablira de lui-même sur l’écran. Pour donner au public l’illusion que notre nageuse se meut dans l’élément liquide, le négatif sera sur-impressionné, selon la disposition du schéma de notre Figure 2.

Figure 2. Surimpression du Négatif.
Figure 2. Surimpression du Négatif.

On placera l’appareil de prise de vues en face d’un petit aquarium rempli d’eau où nagent de tout petits poissons qui, à la reproduction seront considérablement grossis. L’objectif sera braqué sur l’aquarium de façon à ne pas dépasser les bords indiqués dans notre schéma par un petit pointillé. On aura le soin de placer un tube en caoutchouc au fond de l’aquarium dans lequel on soufflera pour faire des bulles… c’est-à-dire agiter l’eau et donner l’idée d’ondes tumultueuses.

Après développement et tirage du positif, on obtiendra l’ondine de la figure 3. Quand elle sort de l’eau, l’opérateur tourne de nouveau en plein air (ou plutôt en pleine eau).

Figure 3. Schéma du positif obtenu par les opérations précédentes.
Figure 3. Schéma du positif obtenu par les opérations précédentes.

Z. Rollini (Les ondines au cinéma – Dans le champ de l’Opérateur ou les trucs dévoilés; Cinémagazine, 29 Juillet 1921)

Cinema di vetro

Caruso 1917
Caruso Kino Plak 1917-1918

The Italian scientist, Liutenant G. Bettini, has perfected an invention in motion pictures which was tried out by Enrico Caruso – a young man who has lately been attracting a good deal of attention as a singer in opera. M. Caruso sat down, posed befor the movie machine, came back in an hour, paid Bettini two dollars and received a five-by-eight-inch negative on which he saw seven hundred views of himself in action. He was handed and eight-by-ten enlargement of one of the microscopic pictures, sat down again and this time saw the pictures of himself, which had only an hour ago been posed, flash by him on the screen. The enlargement in center is of the little image indicated with a white band.

Corriere del Cinematografo Maggio 1912

Souvenir Postal Cards Vitagraph Players, maggio 1912
Souvenir Postal Cards Vitagraph Players, maggio 1912

Filoteo Alberini di Roma ha fatto brevettare in Germania un nuovo apparecchio cinematografico nel quale è riunito l’apparecchio cinematografico con una camera panoramica che da delle immagini cinematografiche di una larghezza d’angolo superiore ai 110°.

La réclame della Vitagraph Comp. in favore dei suoi artisti e delle sue films è assai pratica. Essa fa stampare una grande quantità di cartoline illustrate con i ritratti dei suoi artisti più popolari e le vende al pubblico a poco prezzo: una collezione di 20 per circa 60 centesimi. Questa innovazione è la migliore prova dell’interesse enorme che il pubblico americano ha non solo per la cinematografia in generale, ma anche per i suoi artisti, i quali, quantunque muti, acquistano una fama mondiale.

Album per vedute cinematografiche. Quest’idea assai originale ci viene, s’intende, dall’America, ove Mr. e Mrs. Daniel-Marvin di New York si sono fatti cinematografare durante il matrimonio. Altrettanto intendono fare per tutti gli avvenimenti importanti che avverranno nella futura famiglia, in modo che essi stessi ed i loro figli potranno nelle ore di ozio leggere, come in un libro illustrato, la loro vita passata. E’ semplicemente l’applicazione alla vita privata di quanto alcuni Stati e città (Amburgo, Brema) hanno già fatto per il loro paese ed i loro abitanti.

I guadagni dei teatri cinematografici debbono raggiungere somme ben considerevoli, se si giudica dai fitti che si pagano per i locali. Cosi ci consta che un cinema di una grande città d’Italia che sei anni fa pagava ancora lire 4000 annue, paga ora per il medesimo locale lire 35.000. Un altro cinema di un’altra città che ora si vende per 100.00 lire paga per solo fitto annuo anticipato lire 45.000.

Il triplo cambiamento dei programmi nei teatri cinematografici. La caratteristica dei cinema è anzitutto la facilità con cui sanno attirare il pubblico e tenerlo lontano dai teatri. In questo solo punto tutti i teatri cinematografici vanno perfettamente d’accordo. Ma non mancano poi le disparità di vedute, ad es., sulla frequenza del cambiamento del programma. Scrive un personaggio assai conosciuto nell’ambiente cinematografico di Berlino: «Un cinema con triplo cambiamento di programma settimanale non è un teatro, ma una sala d’aspetto, che all’esterno perde di serietà per la sua troppo mutevole réclame e nell’interno è nella impossibilità di curare l’arte e l’armonia. Noi condanniamo — così dice l’autore nel suo invito all’assemblea di protesta — il triplo cambiamento settimanale del programma dappertutto anche nei centri minori, così pure il duplice cambiamento nelle città con più di 15.000 abitanti». La protesta di questo signore avrà poca probabilità di risultato, poiché esso sarebbe contrario anzitutto all’interesse dei fabbricanti.

Il primo cinematografo ufficiale al servizio della scuola tedesca, è quello che funziona regolarmente nella scuola elementare di Zella-St. Blasii (Turingia). La scuola ha fatto con spese considerevoli i necessari acquisti e se ne serve regolarmente per la geografia e la storia naturale. A Bonn il partito socialista dell’Amministrazione Comunale ha proposto l’acquisto di un cinematografo a spese del Comune per scopi pedagogici. Nello Stato di Connecticut si è deciso l’acquisto dei cinematografi su vasta scala per tutte le scuole che saranno munite di apposite sale di proiezione.

L’Elektrizitätsgesellschaft « Sanitas » di Berlino ha costruito un apparecchio assai interessante per i fotografi: un generatore d’aria calda e fredda: « Fon », di piccole proporzioni e del peso di soli 950 grammi. Questa specie di ventilatore, in alluminio, si impugna come un « revolver » o si fissa su apposito piedestallo. È mosso elettricamente ed è munito d’un interruttore per aria calda e fredda: il consumo d’energia è minimo e la corrente — che si può intensificare o diminuire, a seconda, con piccoli moderatori facilmente applicabili — può essere fornita da qualunque attacco murale o da lampada comune ad incandescenza. In fotografia, questo apparecchio serve come prosciugatore : infatti la corrente d’aria generata, concentrata e diretta opportunamente, favorisce mirabilmente l’evaporazione e l’essiccamento: lastre, pellicole, stampe, sottoposte al soffio caldo, asciugano in pochi secondi, senza alterazioni di sorta. Il risparmio di tempo, naturalmente, con la notevole accelerazione nei processi produttivi, permette una maggiore utilizzazione dei macchinari e degli impianti fissi.

Una curiosa applicazione del cinematografo, che fa pensare a futuri fantastici sistemi, è quella adottata dal municipio di Berlino. Avendo scoperto irregolarità negli incassi delle tasse per il culto, esso ha fatto fotografare i 30.000 fogli circa, che compongono i registri dei ruoli, su di una film che risultò lunga circa 60 metri. Essa verrà letta mediante un apparecchio speciale con lente d’ingrandimento e, per le sue piccole dimensioni, può essere tenuta in una cassaforte. Terminato il lavoro in 4 giorni, con una spesa d’impianto di 5000 marchi e 800 d’esercizio, le liste sono passate nelle mani degli esattori. Oltre ad una grande facilitazione di controllo, il municipio ha trovato anche un guadagno nella forte diminuzione di spesa per la copiatura delle liste. Ecco dunque il cinematografo anche negli uffici della burocrazia!…

Secondo un’informazione del Corriere della Sera, il Papa ha permesso l’uso del cinematografo nelle chiese, previo permesso del vescovo e a condizione che il S. Sacramento sia ritirato dalla chiesa; questa sia sempre illuminata salvo durante le proiezioni, le donne siano separate dagli uomini ed il curato sorvegli attentamente la situazione.