Cinema Muto Live


The Four Musicians of Bremen, Walt Disney 1922, al pianoforte Evan Chow (dal Evan Chow’s channel in YouTube)

Ancora un post per celebrare il San Francisco Silent Film Festival, finito pochi giorni fa. Ho raccontato del successo di Pina Menichelli, e twittato alcuni eventi. Ma nessun post meglio di questo per evocare l’atmosfera di una proiezione “live”, con musica suonata dal vivo.

Altro sul Sounds For Silents workshop di Donald Sosin e i musicisti che hanno accompagnato le proiezioni a San Francisco, in questo articolo di George Heymont: The Silents Are Deafening.

Grazie a @kssilentfilm, non ho potuto resistere la tentazione di scrivere il post!

Il Fuoco dell’Itala Film al San Francisco Silent Film Festival 2011

Il Fuoco
Il Fuoco

Più di novanta anni dopo, Pina Menichelli affascina ancora le platee.

Ecco cosa scrive a proposito di lei Sean Axmaker del Slant Magazine:

«Menichelli, whose contorted poses and curled smiles give her the look of a female Nosferatu in Milan couture, makes Theda Bara look like a pretender.»

Questo e molto altro. Il resto della recensione qui.

Altri complimenti da Tom, nel Filmbalaya – San Francisco’s Film Site:

«Pina Menichelli – a true femme fatale in every sense of the word..»

Articolo qui.

Il Fuoco, presentato da Jonathan Richman, è stato proiettato al Castro (San Francisco Historic Movie Palace) lo scorso 15 luglio, nella 16 edizione del San Francisco Silen Film Festival 14-17 luglio 2011 , al pianoforte Stephen Horne «to bring this silent film a sexy dimension», secondo Tony DuShane nel blog del San Francisco Chronicle, e la cantante Jill Tracy.

Se trovo altre recensioni nei prossimi giorni vi faccio sapere.

Ritrovati restaurati e visibili

pina menichelli
Pina Menichelli sulla copertina della rivista torinese La vita cinematografica

Come dicevo, Le Giornate di Pordenone sono le pioniere (in Italia) del film ritrovato e restaurato, la prossima edizione sarà la 30a.

Dei film italiani presentati a Pordenone e Bologna pochi titoli disponibili, alcuni ormai introvabili.

Date invece un’occhiata a questa pagina nel sito Silent Era: Silent Film Collection 1890-1934, e poi, se volete, confrontate i titoli presentati a Pordenone e Bologna.

Ma il peggio non è questo, il peggio è che il cinema muto italiano corre il rischio di scomparire dalla memoria collettiva… mondiale.

Poche settimane fa leggevo una intervista ad un famoso Indiana Jones del cinema, dove raccontava come nella sua collezione c’era una copia di certo film di Pina Menichelli, ma aveva poche possibilità di trovare uno sponsor per il restauro perché, parole testuali: “senza nessuna vedette, non interessa a nessuno”.

No comment… L’Indiana Jones del nitrato d’argento perduto ragiona come un imprenditore, dal suo punto di vista ha ragione.

Nemmeno io credo che i film del cinema muto italiano abbiano un ampio mercato, ma se è per questo, possiamo dire lo stesso di una gran parte dei film nella lista del sito Silent Era.

Cosa c’è che non va nei film italiani?: l’invisibilità. Perché non si riesce a farli conoscere di più?: perché non sono commerciali, nessuna “vedette”. Ma… parliamo di cultura o di fare i soldi con la cultura?

Per il momento, i film del cinema muto italiano ritrovati e restaurati servono come scusa per ottenere finanziamenti: dallo stato e dai privati. Riprendendo il titolo dell’autobiografia di Francesca Bertini: Il resto non conta.