L’oro che arde di Alfred Machin – Hollandsche Film 1912

L'oro che arde 1912
L'oro che arde, Hollandsche Film 1912

Cento anni fa, il 16 febbraio 1912, usciva nelle sale di cinema italiane L’oro che arde, una produzione Hollandsche Film : “un dramma straordinario e poderoso per grandiosità rappresentativa, una vera tragedia del mare, fremente di orrore, interpretata dal grande tragico olandese Bouwmeester”.

La trama è questa: Un vecchio armatore, avaro e senza scrupoli, possiede un battello, una vecchia carcassa, che assicura per 10 mila lire in caso perdita.

Poi arruola un vecchio lupo di mare alcolizzato, promettendogli 1000 lire se saprà far colare a fondo la vecchia barca, e un giovane mozzo, il quale è all’oscuro della macchinazione avvenuta fra i due.

Il veliero parte e, in alto mare, il mozzo scopre tutto: allora il vecchio marinaio pensa che è giunto il momento d’agire, sbarazzandosi dell’incomodo testimone.

A notte alta attacca il fuoco al battello, mentre il mozzo sta riposandosi giù nella stiva. Il giovane, sentendosi soffocare dal fumo, cerca una via di scampo, ma tutte le porte sono chiuse. Con la forza della disperazione riesce a forzare una e, in piena notte, appare sulla tolda come una torcia ardente. Preso fra i due elementi, il fuoco e l’acqua, il giovane precipita in mare e sparisce.

Il vecchio assassino riesce a toccar terra e prendere possesso del premio promessogli dall’armatore, ma tormentato dai rimorsi beve di continuo cercando di stordirsi. Davanti a lui, sempre più chiara e precisa, si delinea la visione terrificante del delitto da lui commesso sino a che, in un attacco di delirium tremens, chiude gli occhi per sempre.

Dicono le cronache del tempo che il film, 515 metri, diviso in due parti, ebbe molto successo. Sopratutto le scene dell’incendio della nave e la torcia vivente, il giovane mozzo, interpretato dal coraggioso Paul Sablon:

Au moment du tournage du film, on s’aperçut que personne n’était disposé à attraper un classique chaud et froid en se faisant incendier d’abord et en se jetant ensuite à l’eau per une température glacée (on était alors en décembre). J’offris au metteur en scène de jouer ce rôle assez périlleux. On prépara le bateau dans lequel on versa cent litres d’essence, cinquante litres de goudron, et dont on remplit la cale de paille. Moi, j’avais un costume huilé de marin pesant douze kilos. Je me fis entourer de bandes de toile à sac, on me trempa dans le pétrole, et, à un signal donné par le metteur en scène, on alluma la mèche. Des flammes gigantesques jaillirent dans ce véritable entrepôt de combustibles: le feu, la fumée m’etouffant, je parcourus le bateau d’un bout à l’autre en véritable torche vivante: n’y tenant plus, je sautai enfin par-dessus bord. L’eau était au-dessous de zéro, et de plus la mer était démontée; à demi paralysé par le froid, j’eus fort à faire pour vaincre les éléments. Il était extrêmement difficile à la barque de sauvetage de s’approcher de moi, et ce ne fut qu’après une attente de plus d’un quart d’heure, qui me parut durer plusieurs siècles, que je pus être repêché. Il était temps: engourdi, gêne par les lourds vêtements, j’allais couler. Le lendemain, le bateau fut réparé et je recommençai la scène du feu. Tout le village de Volondam (cette scène se passait en Hollande) assistait de la digue è cet étonnant spectacle. Les femmes pleuraient sous leur petit bonnet pointu, les hommes, debout dans leurs larges braies attachées par des reijksdals d’argent, secouaient la tête, les pêcheurs me prédisaient que j’y laisserais ma peau. Malgré tous ces avertissements, je flambai par deux fois sans accident. Mais tout de même, je n’oublierai pas de longtemps L’or qui brule.

Ancora sulla vita intima di Sua Santità Pio X

La Vita Intima di Sua Santità Pio X
La Vita Intima di Sua Santità Pio X 1912

Immagine sopra: pubblicità per la distribuzione del film dal vero La vita intima di Sua Santità Pio X (1912). A sinistra, riproduzione del permesso della Prefettura Vaticana al Sig. Aldo Molinari, data: 25 settembre 1910.

Voglio ricordare, ancora una volta, che La ville éternelle è un film Pathé girato da un’operatore francese, distribuito nel 1907.

Qualche mese prima, estate 1912, Pio X aveva assistito alla proiezione del film Cristoforo Colombo (Coming of Columbus) prodotto dalla Selig Polyscope Company (1912). Ecco una lettera di certo Padre Tonelli in merito:

«Il film era stato proiettato con successo in Vaticano onde io che mi ero cooperato a che l’opera fosse rappresentata, a mezzo di Frate Damaso, direttore della Sala Pia, fui introdotto presso S.S. “Venite, venite, figlio mio” disse Egli, mentre io entravo. “Ho preparato qualche cosa per il vostro signor Selig” aggiunse poi, dandomi una medaglia d’argento, “al quale porgerete anche i miei ringraziamenti e le mie congratulazioni con l’augurio che l’opera abbia grande successo. Ditegli sopratutto che io lo esorto a fare altre cinematografie che abbiano come questa scopo istruttivo e morale”.

Dopo, il Santo Padre mi benedisse con la mia famiglia ed i miei amici e mi congedò dicendomi: Portate al Sig. Selig, alla sua famiglia, alla sua casa la mia benedizione.

La sera Padre Damaso mi recò un altro dono che il Santo Padre inviava al sig. Selig. E’ questo un bel bassorilievo in ceramica, opera di uno de’ più grandi artisti italiani.»

Buona fortuna nella ricerca!

La vita intima di Sua Santità Pio X 1912

Un fotogramma del film
Un fotogramma del film

Correva l’anno 1910 quando l’operatore cinematografico Aldo Molinari, giornalista e scenografo nato a Roma il 13 dicembre 1885, ottenne il permesso della Prefettura SS. PP. AA. di eseguire alcune fotografie nei giardini del Vaticano. Il permesso fu rinnovato ben cinque volte.

Nel 1912, il film La vita intima di Sua Santità Pio X era pronto per la distribuzione. Questo film “dal vero”, rappresentante per l’Italia Giuseppe Barattolo, concessionario Mario Falace per Roma e Lazio, Italia Meridionale e Isole, Marche, Umbria, Abruzzi, Tripolitania e Cirenaica, fu distribuito in altri paesi di Europa e America.

Sembra che il risultato economico fu abbastanza buono. Parte dei ricavi furono impiegati nella fondazione della casa di produzione Vera Film, che nel 1913 produsse, fra le altre pellicole, Mondo baldoria “primo soggetto futurista con visioni grottesche del dolore umoristico”.

La vita intima di Sua Santità Pio X non compare nel volume Cinema Muto Italiano – I film “dal vero” 1895-1914, Aldo Bernardini (La Cineteca del Friuli 2002), né con questo, né con altro titolo alternativo. A pagina 134 di Cinema delle Origini in Italia – I film dal vero di produzione estera 1895-1907, sempre Aldo Bernardini (Cineteca del Friuli 2008), si trovano alcune informazioni sul documentario La ville eternelle, produzione Pathé 1907. Secondo le recensioni, anche in questo documentario (m. 170), fra le altre scene, si vede Pio X a passeggio nei giardini del Vaticano.