Fritz Lang racconta Metropolis

Fritz Lang al lavoro sul set di Metropolis
Fritz Lang al lavoro sul set di Metropolis

Ho preso la macchina del tempo e sono ritornata al 1927. Volevo interrogare Fritz Lang intorno alla genesi di Metropolis. Come sapete il film fu presentato, in versione integrale, il 10 gennaio 1927 all’Ufa-Palast am Zoo di Berlino. Ecco cosa mi ha detto:

«Il nocciolo primitivo è stato l’idea del supplizio di una strega. Mi sono domandato se questo fenomeno, comunissimo nel Medioevo, era ancora possibile oggi e quale forma avrebbe potuto prendere nell’era dell’automobile, dell’aviazione e della radio.

Da questa idea è scaturita quella dell’uomo-macchina che ha da tanti secoli incuriosito i più formidabili ingegni e che oggi sembra meno realizzabile. Durante un mio viaggio a New York fui colpito dalla immensità e del movimento prodigioso di quella città tentacolare e così mi sorse l’idea di fermarne sullo schermo i vari aspetti ed il ritmo febbricitante. Si aggiunga che, come molti contemporanei, io ho sempre amaramente deplorato le lotte che dividono le caste ed i popoli stessi. Troppo profonde sono le differenze dei vari stadi intellettuali, sicchè una conciliazione profonda non si potrebbe avere senza dei generosi slanci di cuore. Questa idea, che potete chiamare, se vi pare, sociale, religiosa, o perfino mistica e che mia moglie ed io abbiamo incarnata nell’eroina del soggetto di Metropolis, è espressa nell’assioma finale: il cuore deve fare da intermediario tra il cervello e il braccio. Qualcuno osserverà che questa idea è una semplice questione di buon senso; e, tuttavia, pare che non tutti siano di questo parere. Io credo che il mio film avrà un grande valore di propaganda dell’idea dell’ordine, della necessità del lavoro, della necessità della collaborazione tra le varie classi sociali e tra i vari popoli.»

Volevo raccontare a Fritz Lang che Metropolis è diventato un classico del cinema da molti anni, ma è stato portato via dai dirigenti dell’Ufa che volevano parlare subito con lui di certi tagli al metraggio. Chissà come avrebbe reagito se lo informo di tutti i tagli che un po’ ovunque sarebbero stati fatti al film dopo questa prima berlinese. Avevo portato con me il Blu-ray di The Masters of Cinema, ma poi mi sono resa conto che non avrebbe mai potuto vederlo.

Voi invece potete vedere la versione restaurata del 2010, la più completa di tutte le versioni del film edite finora. Ecco il sito dedicato a questo restauro, con tanti documenti e informazione sul film. Buona visione!

Clara Bow sangue ribelle

Clara Bow
Clara Bow, disegno di A. Pomi 1928

«Alcun scenario sarà mai più bello e più drammatico della mia vera esistenza. Alcuna vita vi dirà di più dei costumi di Hollywood ove la dissolutezza più sfacciata e la più ipocrita pudibonderia si cozzano in strano contrasto.»

Fu nel 1908 che Clara Bow ebbe il primo successo: fece udire la sua voce e fu subito portata in trionfo. Era nata…. da dieci minuti! A dir la verità, i due unici spettatori che assistevano al suo debutto sul palcoscenico della vita erano suo padre e sua madre e forse…. peccavano di parzialità. Questo accadeva esattamente il 29 luglio del 1908 a Brooklyn:

Ero una ragazzina di Brooklyn allevata nella strada, fra i monelli, dividendo con essi i giochi e le botte, ma tutta presa da uno strano sogno di gloria e di fortuna… Mio padre, Robert Bow, era garzone di ristorante. Egli non viveva che per mia madre, povero essere malato e nevrastenico. E per questa sua figliola su cui aveva fondate non so quali grandi speranze… A quindici anni non conoscevo che la tristezza di un miserabile tugurio: ma guardavo sempre lontano, in alto, spinta a queste visioni da mio padre che mi adorava. Fu nel 1921. Un grande giornale di New York aprì un concorso di fotogenia. Mio padre, radunando le sue poche economie, mi condusse in uno dei più celebri e cari fotografi di Brooklyn. Poi, attendemmo. E un giorno fui convocata.

Vinse allora il primo premio in un concorso di bellezza, nel premio era incluso un provino per lo schermo, che le procurò subito una parte nel film starring Billie Dove: Beyond the Rainbow, ma disgraziatamente la sua parte fu tagliata:

Quale non fu la mia tristezza quando la pellicola giunse a New York (avevo convocato tutti gli amici, e mio padre tremava d’emozione) e vidi che tutte, capite? Tutte le scene ove io avrei dovuto comparire erano state tagliate! Mia madre, che già lo squilibrio mentale rendeva quasi pazza, m’accolse a legnate, e mi proibì di continuare la mia vita “scandalosa”. Promisi: e pochi giorni dopo, sul suo letto di morte, mi fece giurare che non avrei mai più fatto del cinematografo. Così diventai telefonista in una clinica medica, e tale sarei ancora, forse, se mio padre non fosse riuscito a farmi capire la nullità di un giuramento strappato da una povera creatura pazza e morente. E, allora, ritentati la prova.

Il regista Elmer Cliffon, cercando un tipo caratteristico per il film Down to the Sea in Ships, si ricordò di aver visto il ritratto di Clara Bow sulla copertina di un giornale di mode e di averla trovata molto fotogenica e molto simpatica. Questa volta Clara ebbe la “sua parte”, niente tagli, niente sorprese.

Clara Bow si avviò così verso la fortuna. Una lunga serie di films le procurarono moltissimi successi. Ma la pellicola che le diede fama internazionale fu It di Elinor Glynn. Allora « l’indiavolata dai capelli rossi » cominciò a far parlare di sé il mondo intero. Sulla sua vita privata furono raccontate innumerevoli storie scandalose, ma non per questo ella perdette la sua costante allegria ed il suo smagliante sorriso:

Vissi intensamente il bel sogno divenuto realtà. Quanto guadagnai? Non so: l’oro correva per le mie mani come una fonte inesauribile. Un giorno Donald Keith mi strappò una promessa di matrimonio: io mi accorsi subito dell’errore e mi sposai di corsa con Gilbert Roland. Ma anche di lui mi stancai presto. E fu la volta di Victor Fleming. Il pubblico si divertiva delle mie incongruenze, io… ancora più del pubblico. Ma vennero i giorni neri. Il ricco e giovane Robert Savage, che aveva preso il posto di Fleming, fu trovato una mattina ferito al polso da un colpo di rasoio, una mia fotografia stretta nel pugno insanguinato. Il padre mi minaccia di un processo, sebbene suo figlio fosse completamente guarito: io per consolarmi cerco fra le braccia di Gary Cooper un poco di pace. Ma il big boy di Montana ha un padre austero magistrato ed una madre che non molla mai. Gli si interdisce un matrimonio giudicato disonorevole: e Gary s’inchina al volere paterno. Allora persi la testa. Le mie avventure scandalizzarono le leghe moraliste americane: attorno a me brontolava la bufera, ed io non la sentivo. Fu la mia segretaria, Daisy Devoe, che produsse la scintilla, legata com’era ad una di queste sette moralizzatrici, molte delle quali pagate da altre attrici gelose dei miei successi. E Devoe pubblicò le mie lettere private. Fu il processo. La segretaria indiscreta fu condannata, ma io, povera, abbandonata da tutti, ammalata, delusa, dovetti lasciare Hollywood, la California, rompere i miei contratti, fuggire… Tutti mi avevano abbandonata tranne mio padre ed un uomo. Uno solo: Rex Bell.

Diventata la signora Rex Bell, Clara si trasferisce nel Rancho «Clarita», la fattoria che suo marito possiede nel Nevada:

Clara è sempre a cavallo, e fa lunghe e ardite cavalcate nell’immensa prateria sul dorso dei più indiavolati poneys. Preferisce i calzoni da cowboy alle lussuose toilettes che era abituata a portare a Hollywood, e non c’è più cipria né rouge sul suo bel viso abbronzato dal sole.

Non v’è al mondo donna più generosa di Clara Bow: è per lei una sofferenza il sapere che c’è qualcuno che desidera qualcosa e non può ottenerla con i suoi soli mezzi. Dona generosamente e non vuole essere neanche ringraziata. Ha consumato un patrimonio in regali, elemosine, donazioni ed anche capricci. Perché di capricci Clara ne ha avuti parecchi.

Tra l’altro si dice che essa conservi ancora tutte le lettere di innamorati che le sono giunte da tutte le parti del mondo: si è fatta per questo costruire un grosso baule con una serratura speciale. Non le piacciono le interviste ed odia di farsi vedere in pubblico, e per questo si racconta ch’essa, negli ultimi tempi, andava in giro per Hollywood con una parrucca bionda per non farsi riconoscere. Preferisce perciò passare le serate in casa con pochi amici piuttosto che frequentare i ritrovi mondani di Hollywood. È amantissima di musica; forse, assicura Rex, il farle udire della buona musica è l’unica maniera per farla star quieta in un angolino ad ascoltare senza ridere, e far smorfie o sgambettare. L’opera che più le piace è «Il Trovatore » di Verdi. È appassionata di sports, ciò nonostante è pigra; le piace alzarsi tardi la mattina, far colazione tardissimo e cominciare il suo lavoro verso l’una del pomeriggio, pranzare alle 5, cenare a mezzanotte ed andare a letto alle 3 od alle 4 del mattino. Sembra però che la vita libera del Nevada abbia contribuito a far cambiare le sue abitudini. Ha disegnato ella stessa il progetto per la nuova casa ch’essa e Rex hanno fatto costruire lo scorso anno al posto del piccolissimo bungalow che per Rex era, prima del matrimonio, più che sufficiente. Hanno così una casa modernissima, benché sembri quasi un’ironia averla situata quasi in un deserto e lontana parecchie miglia dalla più vicina stazione ferroviaria. L’area del ranch è di quasi 300.000 acri. È lì che la simpatica Clara ha riacquistato pienamente la sua salute ed ella dichiara essere quello il luogo ch’ella ama più di tutti al mondo, e da dove mai si vorrebbe allontanare. Ciò non le ha però impedito di sentire un giorno la nostalgia della vita febbrile del cinema e di accettare la proposta che la Fox Film, intuendo in essa una meravigliosa figura femminile, dal fascino non ancora tramontato, le ha fatto di interpretare il nuovo film Fox che si sta preparando a Movietone City. Il film si chiama Call Her Savage (Sangue ribelle) ed è una esotica storia d’amore di Tiffany Thayer. Vedremo presto questa nuova Clara Bow, più bella e più fresca di prima, in una interpretazione che le consente di poter mostrare a tutti la sua grande e rinnovata sensibilità artistica. In questo film Fox ella ha infatti occasione di interpretare una parte che si addice perfettamente alla sua personalità artistica.

E vedrete una Clara Bow più sincera, più scintillante, come non l’avete mai vista in nessun film del passato.

Il finale di questa storia lo conoscete, oggi è il suo compleanno, non mi va di raccontarlo. Lei vive eternamente sullo schermo. Lunga vita a Clara Bow!

Nota: se vi piace Clara Bow vi consiglio di seguire @ClaraBowArchive su twitter, e visitare il suo sito: Clara Bow Archive

Alla ricerca di Cabiria nel Friuli

Friuli Films
Lettera della Friuli Films

Sono trascorsi ormai più di tre anni dal progetto Cabiria & Cabiria — al quale ho avuto l’onore di collaborare — promosso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Maria Adriana Prolo, un progetto di ricerca e restauro intorno alle due versioni del mitico Cabiria, quella muta del 1914, e quella sonorizzata del 1931. Come sanno tutti quelli che seguono con attenzione le avventure di questo mitico colosso del cinema italiano, restano ancora da risolvere alcuni misteri, sopratutto per quel che riguarda la versione originale del 1914. In poche parole, non è stata ritrovata ancora una copia originale di questa versione, una copia completa. Sembra facile, vista la popolarità del film e la quantità di copie distribuite in tutto il mondo, ma che fine abbiano fatto queste copie resta un mistero.
Dal post Ricerca di Cabiria versione 1914 in questo sito, 22 novembre 2009

Ancora alla ricerca di Cabiria, versione 1914… Per il momento senza risultati. Nel frattempo ho “ritrovato” una quantità abbastanza rispettabile d’informazioni sulle copie in giro per il mondo.

Nel 1925, la ditta Sciamengo & Pastrone incarica alla Cinestampa di Torino la ristampa (dal negativo originale) di alcune copie dei vecchi film dell’Itala, dietro a richieste come questa:

Udine, 12 maggio 1925

Stim. Signor Ing. Carlo Sciamengo – Via Giovanni Lanza N° 75 – Torino

Avendo ricevuto l’indirizzo dal sig. Cav. Cavallaro di Torino, mi permeto (nell’originale) a chiederle se mi potrebbe fornire di una copia del film CABIRIA e a quale prezzo avendo intenzione di acquistare una copia per il Veneto.

Come pure se tiene il negativo di Maciste avrei pure intenzione di acquistare qualche coppia (sic. copia).

In tale attesa di un pronto riscontro passo per tanto a riverirla.

Devotissimo p. E. Campagnari – Udine

Per qualsiasi ulteriore notizia su queste copie, sono qui. Grazie anticipate!