Una donnina viziata – Vitagraph 1912

Una donnina viziata
Una donnina viziata 1912

Susanna è stata viziata da suo padre a un punto tale che non osa far nulla da sola e non conosce altra legge che quella dei suoi capricci.

Siccome ella ha rifiutato di sposare colui che il padre le destinava, eccola diseredata, maritata ad un giovane senza mezzi e obbligata alle cure della casa.

Trascorsa la luna di miele, la giovane coppia conobbe le ristrettezze, e Susanna incapace di diventare massaia finì per abbandonarsi al disordine e all’incoerenza maggiori. Fortunatamente il padre intervenne per salvare la sua piccola viziata e con l’agiatezza ritornò in casa la felicità.

Produzione Vitagraph, commedia.

Il testamento scomparso – Vitagraph 1912

Testamento scomparso
Il testamento scomparso 1912

Jim Braddon, nipote del ricco proprietario Halsey, conta di ereditare tutta la fortuna dello zio. Ma lo zio sventa i suoi progetti con un matrimonio impreveduto, e scrive un testamento nel quale lega al nipote solo la casa ove esso è nato e la metà della sua sostanza. Improvvisamente egli muore, dopo aver prevenuto il nipote delle disposizioni che egli ha preso in suo favore.

Allora la signora Halsey, dominata dal pensiero di assicurare il suo avvenire, straccia il testamento che faceva la fortuna di Braddon.

Tutte le ricerche del documento sono vane e il povero Braddon, deluso nelle sue più dolci ambizioni, si vede costretto a licenziare per mancanza di danaro anche la sua dattilografa; la sua migliore amica.

Ma dopo qualche tempo la signora lascia imprudentemente cadere nella via i pezzi del testamento che aveva stracciato.

Il destino vuole che la piccola dattilografa li scopra e li riunisca, ricomponendo così il testamento quasi completo.

Ella lo porta trionfante al suo principale e il romanzo termina col matrimonio dei due giovani fra confusione e l’onta della colpevole signora Halsey.

Produzione Vitagraph, drammatico.

Un grido nella notte – Eclair 1912

Un grido nella notte
Un grido nella notte 1912

Il guardacaccia, facendo il suo giro ha rimarcato che il muro del parco è sgretolato in un angolo. Vi mette vicino una tagliola, dopo averne avvertiti i castellani.

Tranquilli sulla sicurezza partono alla sera per la caccia alla selvaggina. Un vagabondo ha visto partire i cacciatori, e crede propizio il momento per introdursi nel parco.

Rimaste sole le ragazze si mettono al piano. Un grido orribile incessante le fa trasalire. I cani abbaiano con furore. Terrorizzate, le due ragazze si dirigono verso il luogo da dove proviene l’urlo d’agonia.

Si sentono dei passi. Sono i cacciatori che ritornano. Le giovinette invocano il loro aiuto. Tutti si precipitano verso il vagabondo inanimato. Il guardacaccia lo libera, e il castellano dà ordine che sia portato e curato al castello.

Il miserabile è stato crudelmente punito del suo tentativo di furto!

Dramma.