Thérèse Raquin, Deutsche Film Union 1928

Thérèse Raquin, DEFU 1928
Thérèse Raquin, DEFU 1928

Drame tiré de l’œuvre d’Emile Zola. Metteur en scène Jacques Feyder. Protagonistes: Gina Manès, Jeanne-Marie Laurent, H. A. Schlettow, Wolfgang Zilzer.

C’est d’abord la vie des petits bourgeois de Paris, leur intérieur, leur vie, leurs plaisirs médiocres. Puis dans ce cadre gris et paisible, toute l’horreur du crime et du remords, la tragique vie de deux meutriers rivés l’un à l’autre par leur commune faute, le calvaire d’une mère paralysée forcée de vivre à la merci des assassins de son enfant: impassible témoin, vivant remords; telle est la base du roman du film.

«Qu’on est loin des photographies éclatantes de lumière et de somptuosité de la première œuvre de Feyder: L’Atlantide!

Dans Thérèse Raquin, le milieu simple et fruste est évoqué en teintes sombres, admirablement compréhensives, qui rendent plus atroces, plus épouvantables d’horreur les scènes du crime et celles, grandguignolesques, mais splendides de réalisme, du remords des deux complices.

Voici l’interieur modeste des jeunes époux, la lampe à gaz et sa lumière pauvre. Quel modelé cet éclairage si artistement choisi donne aux traits des différents personnages en cause!
(…)
Parlerons-nous des décors, sobres, si puissants dans leur simplicité? Le passage du Pont-Neuf, «sorte de corridor étroit et sombre», est rendu tel que. Voyez la description de Zola, voyez l’œuvre, aussitôt l’harmonie, la synthèse parfaite du roman et de son adaptation cinégraphique vous séduit. Pas de faute. Une peut-être, celle d’avoir décalé (pour quelles raisons majeures?) la crise de paralysie de Mme Raquin qui devait suivre immédiatement la mort de son fils et non survenir après les révélations des assassins. Mais, pour un si mince accroc à l’œuvre, peut-on renier les beautés innombrables d’une étude de mœurs, de tempéraments plutôt, qui vient enrichir l’écran international d’une construction vraiment bien édifiée.
Le découpage savant ne fatigue pas, et toute la première partie du film est un long cas psychologique scrupuleusement traduit.»
(M. Despa)

(immagini e testi dalla guida pubblicitaria del film, 1928)

Fratelli, Savoia Film 1913

Fratelli, Savoia Film 1913
Cristina Ruspoli e Mario Roncoroni (Fratelli, Savoia Film 1913)

I fratelli Giorgio e Renato Martra sono molto diversi: il primo è serio e dedito al lavoro, l’altro è fatuo ed attratto dalla via di lusso. Renato è amante di Lilly, una donna capricciosa e avida, per la quale ha dilapidato tutti i suoi averi.

Giorgio chiede a Lilly di lasciare perdere il fratello, lei acconsente, ma ben presto cambia idea.

Rimasto ormai senza danaro, Renato falsifica la firma del fratello per poter comperare una collana a Lilly, poi ucciderà lo zio per svaligiarne la cassa forte. Giorgio farà sparire l’arma del delitto e Renato non verrà incriminato, ma ormai il rimorso lo tormenta, finché una notte, gettandosi in un abisso, pagherà colla vita il delitto commesso.

Note: secondo I film del cinema muto italiano 1913, Aldo Bernardini, Vittorio Martinelli (B&N-CSC 1994), il titolo del film sarebbe I due fratelli, noto anche con il titolo Passione che uccide.

Alla ricerca di Cabiria nel Friuli

Friuli Films
Lettera della Friuli Films

Sono trascorsi ormai più di tre anni dal progetto Cabiria & Cabiria — al quale ho avuto l’onore di collaborare — promosso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Maria Adriana Prolo, un progetto di ricerca e restauro intorno alle due versioni del mitico Cabiria, quella muta del 1914, e quella sonorizzata del 1931. Come sanno tutti quelli che seguono con attenzione le avventure di questo mitico colosso del cinema italiano, restano ancora da risolvere alcuni misteri, sopratutto per quel che riguarda la versione originale del 1914. In poche parole, non è stata ritrovata ancora una copia originale di questa versione, una copia completa. Sembra facile, vista la popolarità del film e la quantità di copie distribuite in tutto il mondo, ma che fine abbiano fatto queste copie resta un mistero.
Dal post Ricerca di Cabiria versione 1914 in questo sito, 22 novembre 2009

Ancora alla ricerca di Cabiria, versione 1914… Per il momento senza risultati. Nel frattempo ho “ritrovato” una quantità abbastanza rispettabile d’informazioni sulle copie in giro per il mondo.

Nel 1925, la ditta Sciamengo & Pastrone incarica alla Cinestampa di Torino la ristampa (dal negativo originale) di alcune copie dei vecchi film dell’Itala, dietro a richieste come questa:

Udine, 12 maggio 1925

Stim. Signor Ing. Carlo Sciamengo – Via Giovanni Lanza N° 75 – Torino

Avendo ricevuto l’indirizzo dal sig. Cav. Cavallaro di Torino, mi permeto (nell’originale) a chiederle se mi potrebbe fornire di una copia del film CABIRIA e a quale prezzo avendo intenzione di acquistare una copia per il Veneto.

Come pure se tiene il negativo di Maciste avrei pure intenzione di acquistare qualche coppia (sic. copia).

In tale attesa di un pronto riscontro passo per tanto a riverirla.

Devotissimo p. E. Campagnari – Udine

Per qualsiasi ulteriore notizia su queste copie, sono qui. Grazie anticipate!