Il cinematografo e la famiglia imperiale russa

Mosca 1913. È risaputo di quali cautele è circondata la famiglia imperiale russa. In tutte le cerimonie pubbliche il popolo è tenuto dalla polizia ad una distanza rispettabile e non vede lo Zar Nicola II e la sua famiglia che da lontano.
Il cinematografo è diventato un argomento assai delicato da disciplinare tutte le volte che riproduce le cerimonie attraverso la Russia, cui partecipa la famiglia imperiale dei Romanov. Così il Ministero dell’Interno, dopo una lunga discussione, ha diramato il seguente regolamento speciale concernente tutti i film che ritraggono la famiglia imperiale:

Art. 1° Le films devono essere sottoposte alla visione del maestro di cerimonie della corte imperiale russa, prima di essere vendute o presentate in pubblico.

Art. 2° Allorquando si rappresentino non debbono essere accompagnate da nessun commento musicale.

Art. 3° Esse devono essere indicate nel programma come un numero speciale,  distintamente separato da ogni altro numero.

Art. 4° Allo scopo di ben segnalare il loro particolare carattere, il sipario dovrà essere abbassato prima e dopo la proiezione.
(da La Tribuna, Roma, 25 settembre 1913)

Jone ovvero Gli ultimi giorni di Pompei agosto 1913

Brohure tedesca del film
Brochure tedesca del film (archivio inpenombra)

La Tribuna, Roma 27 agosto 1913: Il Cine, questa forma di teatro contemporaneo al quale fino ad ora fu negato carattere e possibilità artistiche e contro il quale si sono appuntate le critiche e prevenzioni di esteti completamente imbevuti dei vecchi concetti dell’arte e del teatro, sta con la sua sorprendente evoluzione comprovando che esso può divenire un teatro a sè stesso, il teatro dell’avvenire, capace di darci quelle sensazioni nuove e potenti delle quali i nostri spiriti e le moderne folle sentono bisogno.

Oggi al Teatro alle Quattro Fontane avranno inizio degli spettacoli straordinari con Jone ovvero Gli ultimi giorni di Pompei, una cinematografia che in modo assolutamente mirabile e suggestivo traduce in dramma il celebre romanzo del Bulwer.

In questa film d’arte che assiede la Casa Pasquali di Torino fra le più grandi case editrici di films del mondo non v’ha nulla che possa, anche lontanamente, uguagliarsi e paragonarsi a quanto è stato sin qui tentato nel genere.

Tutto esso supera, tutto distanza, creando vasti e nuovi orizzonti all’arte novissima. Con una sapiente commisurazione di mezzi tecnici ed artistici al fine da raggiungersi, questa opera cinematografica riesce a darci una serie di sensazioni ed emozioni nuove, violente, difficilmente analizzabili, come sono quelle che derivano dalla visione di un grande e commovente dramma delle persone e dalla visione di un dramma delle cose, dallo scatenarsi delle cieche forze e degli impervi elementi naturali che tutto travolgono, tutto abbattono, ogni dissidio componendo nel loro immane impeto.

La proiezione sarà accompagnata da un’orchestra eccezionale la quale eseguirà una sinfonia che il maestro Berni ha tratto dall’opera di Petrella: La Jone.

Questo film sarà proiettato il prossimo 13 settembre al British Museum di Londra in occasione della mostra Life and death in Pompeii and Herculaneum. 

Ingeborg Holm – Victor Sjöström (1913)

Ingeborg Holm secondo mutosorriso, visto al Cinema Ritrovato 2013

Avatar di Yann EsvanE Muto Fu

Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.

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