Novel Use on Pictures, May 1912

Interior View of Car, Showing Screen
Interior View of Car, Showing Screen

Interurban Railway Company Installs Projecting Machine on Party Car with Pleasing Effect.

Moving pictures have found their way into a new channel, this time being used by street railway managers for the entertainment of passengers who charter private cars for long runs. The Pittsburgh, Harmony, Butler and New Castle Railway Company, with general offices in the Diamond National Bank Building, Pittsburgh, Pa., and whose lines extend from Pittsburgh to Butler thence to New Castle, Pa., is the first road to use the moving picture machine.

The Party car, in which the first machine has been installed, is a rebuilt car, for this piece of equipment was badly damaged by being in a wreck not many months ago. When the car was rebuilt, General Superintendent Harry Etheridge conceived the idea that a Party car with a moving picture equipment would be a new traffic producer.

When the matter was given serious consideration, it resulted in the most modern motion picture machine on the market being bought and installed in the rebuilt car, it being attached to the inside of the roof on the rear platform. A small platform three feet square was built and high enough for the operator to stand upon to work the machine. When the trip is ended, the platform is lifted out of the way of passengers alighting, from the car.

The screen is in the front of the car, and directly back of the motorman. This is lifted and lowered just as a blind is in the home. It also serves as a blind for the motorman, no light penetrating through the screen, thus giving the motorman a clear vision with the headlight of the car.

The electric lights in the car are turned out after the trip has been started, and all is ready to start the reel. Window curtains are drawn, and the car then resembles a cozy theater on wheels.

Two reels of pictures are shown and these reels are never repeated. Reels of the longest length are demanded by the company, for the longest trip the car makes is about two hours—this while being operated as a special between New Castle and Pittsburgh.

When the car is returned to the barn after the return trip at night, the reels are forwarded to Pittsburgh on the first car the following day. When the car is to go out again, an advance order is sent to a Pittsburgh film exchange, and new subjects are then sent to the company.

It frequently happens that the company is compelled to send out two special cars on order for private parties, frequently 100 or more passengers forming theater parties from New Castle and Butler to Pittsburgh. On the trip from New Castle to Pittsburgh, say 50 of the party use the “party picture car” on the “going trip” and then the pictures are run. Then on the return trip, those who rode in the regular special car change places with those who rode in the Party Car and for their benefit the pictures are run on the return trip.

The Party Car is becoming a most popular feature with the company, and is now in demand practically five nights out of a week. It is handsomely furnished, clean white linen being placed over the back of the high seats every time the car is chartered. The appointments of the car are perfect. Lunch and card tables are at the command of the passengers on the Party car, individual electric lamps being placed on each card table and at each seat for this purpose.
(Moving Picture World, May 25 1912) 

Il disastro del Titanic, Gaumont 1912

L’immane disastro marittimo del trasatlantico Titanic non poteva sfuggire inosservato al reportage cinematografico, divenuto ormai il più sicuro, il più fedele e il più completo mezzo di informazione. La Casa Gaumont si è assicurata, coll’opera intelligente e pronta dei suoi operatori, una film documentaria che costituisce un nuovo successo per l’organizzazione del suo servizio di Attualità, che esplica la sua azione in ogni parte del globo. (dalla presentazione nel catalogo Gaumont, maggio 1912)

Questa settimana, cento anni fa, usciva nelle sale di cinema italiane un documentario di attualità interamente dedicato al naufragio del Titanic, prodotto dalla casa francese Gaumont. Le notizie del naufragio pubblicate in Italia dalla stampa dell’epoca avevano messo in risalto che fra le vittime c’erano alcuni italiani, 37 fra passeggeri ed equipaggio, ma stranamente nessuna casa di produzione italiana si recò nei luoghi del disastro (per esempio a Halifax, dove ancora oggi si possono visitare le tombe), né alle celebrazione in onore di Guglielmo Marconi a New York. Niente di niente. Strano perché gli operatori italiani avevano fatto il giro del mondo per molto meno. Per non parlare del disinteresse del Governo italiano dell’epoca (e tutti i governi negli anni a venire), nel rimpatriare le salme. Dopo poche settimane, degli italiani scomparsi sotto le fredde acque dell’oceano non parlava più nessuno, gli occhi erano puntati sulle imprese della guerra di Libia, e gli occhi di vetro delle macchine da presa non fecero eccezione.

Tornando al documentario della Gaumont, sembra che ebbe un certo successo, sopratutto perché erano le uniche immagini del “disastro” disponibili. Il Pathé Giornale N. 217 distribuì contemporaneamente due scene di pochi minuti: “Southampton (Inghilterra) – Il Titanic parte pel suo ultimo viaggio. L’immane iceberg che ha causato la terribile catastrofe.” Ma cosa c’era di vero in quelle immagini?

Come vi racconta il sito The Bioscope nel post: And the ship sails on, soltanto le prime immagini appartengono al Titanic, le immagini del capitano Smith sul ponte di comando sono state girate a New York sul fratello quasi gemello Olympic nel 1911.

La versione originale del 1912 era molto più lunga di quella che potete vedere sopra, rimontata dalla British Pathé nel 2012. L’originale comprendeva le seguente scene:

1. Il Titanic lascia Belfast per recarsi a Southampton e iniziare il suo primo tragico viaggio oceanico.

2. Il Capitano Smith sul ponte di Comando, prima che il grande transatlantico iniziasse il suo viaggio.

3. Icebergs e ghiacci sul luogo del disastro.

4. Il yacht Mary Sculley lascia il porto di Providence per recarsi ad incontrare il Carpathia.

5. Jack Binns, l’eroico telegrafista sale a bordo del Mary Sculley.

6. Le signore dell’aristocrazia, prima dell’arrivo del Carpathia portano ai Docks della Cunard Line abiti e vestiti per i superstiti.

7. Alcuni superstiti del disastro del Titanic.

8. Il quartiermastro Hitchens del Titanic che si trovava a bordo mentre il piroscafo affondava e che fu raccolto da un canotto.

9. Il padre Hogue che da bordo del Carpathia fu primo a segnalare i canotti dei superstiti del Titanic.

10. Alcuni componenti dell’eroico equipaggio del Titanic raccolti in mare.

11. Giornalisti che intervistano gli scampati.

12. La folla in attesa di notizie dinnanzi agli uffici della White Star Line a Nuova York.

13. Scene prese sui Docks della Cunard Line all’indomani dell’arrivo del Carpathia.

14. Guglielmo Marconi a cui è dovuta la salvezza di 700 persone.

15. L’Accademico Branly celebre per le sue esperienze sul telegrafo senza fili.

16. Il sottomarino Mackey Bennett lascia Halifax per recarsi alla ricerca dei naufraghi.

Inaugurazione del Cinema Meridiana, Torino 27 aprile 1912

Brochure pubblicitaria per la prossima del Cinema Meridiana
Brochure pubblicitaria per la prossima apertura del Cinema Meridiana, 1912

Con grandissimo concorso di pubblico, il 27 corrente, ha avuto luogo l’apertura di questo elegantissimo Cinema, che i sigg. Gastaldi e Filippi han denominato della Meridiana a ricordo del celebre Ristorante dove conveniva, in altri tempi, a lieti simposi, la nobiltà torinese e quella schiera dei migliore letterati ed artisti, da De Amicis a Giacosa, dei quali rimane tuttora vivo il rimpianto Sic transit gloria mundi! Tutto è ora cambiato; ai fregi dorati – tetri e pesanti – è subentrato un semplice lavoro di stucco filettato in oro, che denota la semplice eleganza quale si addice ai moderni locali. La sala di forma rettangolare, munita da una comoda galleria in fondo, è illuminata da magnifici lampadari bronzati, dai mille riflessi abbaglianti ed il bellissimo quadro di proiezioni è contornato da un ricco panneggio di velluto cremisi che rompe lo sfondo delle pareti bianche.

Nulla nella sala è trascurato; dal primo all’ultimo posto il pubblico trova sempre tutte le comodità e perfino l’aria vi giunge profumata stranamente dai frequenti spruzzi di liquido disinfettante e odoroso.

Orchestra, sale di aspetto, passaggi, scale, tutto completo, perfetto, meraviglioso, così che possiamo veramente assicurare che con questo nuovo cinema la nostra Torino si è arricchita del più elegante ed aristocratico ritrovo per un pubblico scelto e amante del bello.

I nostri complimenti agli egregi proprietari, ed auguri, auguri interminabili.

La cronaca registra, contemporaneamente a questo, un altro avvenimento, e di arte: il successo schietto e clamoroso riportato da Santarellina.

Questa sala di cinema non c’è più, come tante sorelle, troppe… negli ultimi anni. Di questo cinema avevo scritto tempo fa, nel post dedicato ad uno dei suoi fondatori: Giuseppe Filippi.

Il Cinema Meridiana di Torino era situato in Via Roma e Via S. Teresa, allora Galleria Geisser già Natta, oggi Galleria S. Federico, che potete ammirare virtualmente in questo splendido sito.

Link al post Santarellina, (Società Anonima Ambrosio) produzione Ambrosio 1912… altro film scomparso tanto per cambiare.