La peccatrice bianca, Lothar Mendes 1926

La peccatrice bianca (Prince of Tempters 1926)
La peccatrice bianca (Prince of Tempters 1926)

Al Supercinena di Roma, luglio 1927

La storiella della peccatrice redenta dall’amore, che in Alessandro Dumas figlio ebbe se non altro il merito della novità, è stata lo sfogo del mestierantismo di innumerevoli imitatori che dopo di lui hanno imperversato. E così, nella letteratura, nel teatro, e più tardi sullo schermo, abbiamo avuto il piacere di assistere a una vera invasione di sedicenti… signore dalle camelie, quali cucinate in salsa gialla, quali in salsa verde, quali in salsa tartara, quali abilmente rimaneggiate in modo da apparir nuove di zecca, quali sfrontatamente simili, nell’animus e nel contorno a quella originale.

Quest’ultima Signora dalle camelie tedesco-americana (difatti First National editrice, Lothar Mendes direttore, Lya de Putti interprete) che al secolo porta il romantico e fascinoso nome di Dolores de la Hermosa, è tanto ben rimaneggiata da apparire a prima vista nuova, o quasi. Però a lungo andare la magagna appare evidente e questa Dolores de la Hermosa ci si rivela troppo simile alla ormai celebre Margherita Gauthier.

La realizzazione, pur essendo il film di marca americana, è di stile prettamente germanico, difatti Lothar Mendes è tedesco, e quindi eccellente per tecnica, fotografia, inquadrature, luci, scenografia, disposizioni di piani e sceneggiatura. Interpretazione eccellente per Lya de Putti insolitamente efficace. Questa volta la non so bene in virtù di qual merito, celeberrima attrice, non mi è apparsa solo la bellissima bensì la umanissima e profonda interprete. Graziosissima e deliziosamente ingenua Loïs Moran. Ben Lyon frate sfratato e disperato per amore, malgrado tutti i suoi sforzi e le sue pretese artistiche è terribilmente mediocre per non dire insufficiente.

Buono il commento musicale. Il pubblico non si è pronunciato, bensì ha applaudito calorosamente e con vera convinzione alle squisite creazioni e alle ben tornite gambe di Casimira Zalewska e compagnia.

Cinema Ritrovato in DVD: Grand Tour Italiano

Grand Tour Italiano - 61 film dei primi anni del '900
La città di Rimini (S. A. Ambrosio 1912) – Grand Tour Italiano – 61 film dei primi anni del ‘900

« Questo è un viaggio di ricerca e di piacere che parte da lontano e che di strada deve ancora farne un bel pezzo. Negli anni, La Cineteca di Bologna ha scovato e restaurato un buon numero di ‘piccoli film’ che documentano a varie latitudini e longitudini l’Italia di oltre un secolo fa. Molte altre cineteche, dentro e fuori il nostro paese, nel frattempo hanno reso possibili nuovi ritrovamenti e ulteriori restauri. Messe insieme, tutte queste opere via via riportate alla luce hanno cominciato a formare un corpus massiccio e importante, in grado ormai di formare una mappa piuttosto esaustiva del nostro complicato territorio nazionale. Tante pellicole restano ancora da scoprire e da salvare, ma ci sembrava arrivato il momento di tirare una sorta di bilancio del lavoro fin qui svolto. Questo cofanetto ne è il risultato: dopo una selezione tribolata (e giocoforza discutibile, come del resto ogni selezione), siamo arrivati a programmare un viaggio in sessantuno tappe, dove speriamo ci si possa perdere e ritrovare tra deviazioni infinite. »

Andrea Meneghelli

I Film nel cofanetto (2 DVD):

Attraverso la Sicilia (191?, 5′); Catania (191?, 4′); L’industria dell’argilla in Sicilia (191?, 5′); Monreale (5′); Un giorno a Palermo (1914,6′); Fabrication des charrettes siciliennes (1910, 4′); Exploitation du sel en Sicile (1912, 5′; Tremblement de terre à Messine (1909, 4′); Massafra (1911, 6′); Manfredonia (1912, 2′); Dans le Golfe de Salerne (1909, 6′); Amalfi (1910, 4′); Excursion à la Grotte d’Azur (1910, 4′); Sorrento (1912, 4′); Pompei (5′); Excursion en Italie – De Naples au Vésuve (1904, 4′); Italien 1911 – Napoli (1911, 3′); Un giro per Napoli (1909, 4′); La Festa dei Gigli a Nola (1909, 1′); Paludi Pontine (1909, 8′); L’idroplano Forlanini (1910, 3′); Italien 1911 – Alatri (1911, 2′); Le fontane di Roma (1907, 4′); A travers les ruines de la Rome antique (1911, 4′); Gole del Sagittario (1909, 5′); Excursion dans les Abruzzi (1910, 5′); Il (fiume) Pescara (1912, 4′); Salti e laghi del fiume Velino (1912, 3′); Le cascate di Terni (1913, 2′); Da Piombino a Portoferraio (1911, 2′); Il Palio di Siena del 16 agosto (1909, 6′); Industria dei cappelli di paglia (1911, 6′); Veduta di Firenze (1′); Un giorno con Puccini (1915, 8′)

La Città di Rimini (1912, 4′); Bologna monumentale (1912, 5′); Industrie des marbres à Carrare (1914, 6′); Le bellezze d’Italia: Trittico di visioni pittoresche – Prima Visione: nel Golfo di Spezia (191?, 5′); Sestri Levante (1913, 4′); Riviera di Levante (191?, 4′); Un dia em Genova (191?, 2′); Residence Royale à Sant’Anna di Valdieri (1910, 6′); Torino (191?, 1′); Fiat et son activité multiforme (192?, 11′); Concorso di bellezza fra bambini a Torino (1909?, 5′); Il polentone a Pont Cananese (7′); Le bellezze d’Italia: Trittico di visioni pittoresche – Seconda visione: La Valle d’Aosta (191?, 5′); Ascensione al Cervino (1911-1912, 13′); Nella Svizzera italiana (191?, 8′); Sul lago di Como (1913, 4′); Ricordo della Settimana d’Aviazione, Milano 1910 (3′); Navigli (191?, 11′); L’Eclisse parziale di sole del 17 aprile 1912 (5′); Grande cerimonia per la posa della prima pietra del zuccherificio a Casalmaggiore (1910, 6′); Da Gardone a Riva (1912, 4′); Le bellezze d’Italia: Trittico di visioni pittoresche – Seconda visione: Nella laguna pittoresca (191?, 5′); I pizzi di Venezia (1912, 3′); Excursion en Italie – Venise en gondole (1904, 4′); Grado e la laguna di Aquileja (1910, 3′); Il più vasto altipiano (1914, 4′); Chokolaten und Bombonsfabrikation (191?, 6′)

Accompagnamento musicale al pianoforte composto ed eseguito da Daniele Furlati.

Grand Tour Italiano – 61 film del primi anni del ‘900 (2 DVD e booklet italiano/inglese) nel Cinestore della Cineteca di Bologna 

Sala Palestrina e Cinema Vittorio Emanuele

Roma, luglio 1916

Non occorrono soverchie parole per “presentare” ai nostri lettori la Sala Palestrina, la quale, inaugurata due anni or sono con una esecuzione meravigliosa ed indimenticabile dello Stabat Mater rossiniano, diretto dall’illustre maestro Luigi Mancinelli, costituisce ormai uno dei vanti della Roma artistica e mondana. E il pubblico sa, per tradizione consolidata attraverso una serie di concerti e di spettacoli registrati a lettere d’oro dalle cronache cittadine, che i battenti della splendida sala dei Prati di Castello non s’aprono se non per dare luogo ad avvenimenti d’arte di primissimo ordine. Niente presentazione dunque, ma soltanto una notizia, quanto mai lieta, che sarà raccolta senza dubbio con grande compiacimento: nella Sala Palestrina, pur già magnifica così come era nel suo sontuoso aspetto quasi di moderna basilica, con le sue austere navate, i suoi marmi, i suoi ori, le sue pregevoli pitture, sono stati compiuti in questi giorni alcuni importanti ed opportuni lavori di abbellimento e di adattamento, tanto che essa, giudicata a buon diritto il più ampio e ricco locale di Roma, è divenuto un luogo ammirabile di eleganza, di sfarzo, di modernità per grandi spettacoli cinematografici.

Tali spettacoli — che rivestono carattere assolutamente eccezionale secondo il nobile criterio cui l’impresa di Pirro De Angelis, il geniale proprietario, intende informare l’opera sua — principieranno fra pochissimi giorni e costituiranno una vera e propria stagione di films tra le più importanti ed attraenti delle maggiori Case di produzione italiana ed estera.

Chi passa, di questi giorni, per via Cola di Rienzo, incontro ai Magazzini Zingone, nota un fervore di lavoro innanzi e dentro le quattro grandi porte che sono il nuovo ingresso della Sala Palestrina e sulle quali una squadra di operai sta completando una elegante pensilina luminosa: tra breve tutto sarà in ordine e il pubblico verrà chiamato al primo spettacolo.

Per esso l’impresa ha scelto, con opportuno pensiero, la Stefania, l’imponente nuovissimo dramma d’arte della Brune-Stelli Film, ideato e scritto dal valoroso poeta e collega nostro Fausto Maria Martini e interpretato da Gabriella Besanzoni, la giovane e celebre artista lirica che per la prima volta in questa film si presenta allo schermo. Di Stefania e di Gabriella Besanzoni — che, si noti la simpatica coincidenza, proprio nelle ultime feste di Pasqua venne acclamata nella stessa Sala Palestrina, come insuperabile interprete dello Stabat di Pergolesi — abbiamo avuto più volte occasione di parlare. Torneremo ancora sull’argomento che non mancherà di appassionare nei prossimi giorni il nostro pubblico: per oggi non potevamo tardare nel dare ai lettori la grata notizia.

Nello storico palazzo dei Principi Altieri, in quella magnifica via del Plebiscito, centro dal quale si snodano le arterie dei quartieri più popolosi e più aristocratici di Roma, è sorto il nuovo Cinema Vittorio Emanuele, che viene subito ad annoverarsi fra i teatri cinematografici più grandiosi della Capitale.

A pochi è stato concesso di poter visitare prima della inaugurazione, che è ormai imminente, questo splendido ritrovo, attorno al quale l’ing. arch. Luigi Babini, il decoratore Augusto Salvi, l’elettricista Ottorino De Girolamo ed un esercito di artisti hanno profuso tutte le bellezze che l’arte architettonica può vantare.

L’ingresso principale di questo nuovo Cinema è dalla Via degli Astalli.

Nella sala d’aspetto si aprono due spaziosi ingressi laterali che danno alla platea ed un terzo alle poltrone, mentre due scaloni portano alla civettuola galleria, capace di contenere 300 persone, che gira quasi a metà della sala di proiezioni alla quale otto finestroni danno aria e luce.

Entrando nella sala di proiezioni — 12 per 45 di lunghezza — si prova l’impressione di trovarsi in un luogo di delizie abbaglianti, tanto sono bene disposti gli effetti di luce che mettono in rilievo lo stile barocco che l’adorna. È però un barocco riuscitissimo, tutto leggero in stucco bianco, senza stonature e che dà un senso di vera gaiezza.

Il noto industriale, signor Agostino Nobis, che ne è il proprietario, nulla ha trascurato per renderlo il ritrovo meglio accettato al gran pubblico di Roma: il ritrovo dove passeranno in visione le più grandi manifestazioni d’arte della scena muta.

Il programma di inaugurazione sarà costituito da un forte dramma avventuroso, passionale, in quattro atti, dal titolo Testina d’oro, interpretato dalla grande attrice Mistinguett; l’arte di Mistinguett è ben nota al pubblico per tesserne gli elogi.

Il signor Agostino Nobis, non badando a sacrifici, ha acquistata l’esclusività della detta film, che otterrà certamente il più grande successo cinematografico.

Il nuovo Cinema Vittorio Emanuele è veramente degno di avere come sede lo storico palazzo Altieri.