Ricordando Rodolfo Valentino

Rodolfo Valentino
L’eco del Cinema, Firenze 1926

Novanta anni fa, il 23 agosto 1926, si spegneva nel Polyclinic Hospital di New York Rodolfo Valentino, il cui ricordo è ancora vivo in tutti coloro che hanno seguito e seguono, da vicino o da lontano, le manifestazioni e gli sviluppi della cinematografia. Nello stesso anno nasceva negli Stati Uniti il film sonoro, così che si può dire che il cinema muto, per una strana coincidenza, è morto insieme ad uno dei suoi più famosi esponenti.

Il “fenomeno” Valentino non ha avuto e non avrà riscontro nella storia del cinema. Ogni tentativo di emulazione o di sostituzione del celebre attore italiano è naufragato, e non poteva essere altrimenti perché Valentino, oltre le doti fisiche che tanta attrazione esercitavano sul pubblico, possedeva una particolare intelligenza artistica che si era andata man mano affinando e che dava un’impronta personalissima alle sue interpretazioni. Non era soltanto un uomo bello, ma un attore completo dalle caratteristiche inconfondibili. Un caso Valentino non potrà ormai più ripetersi, anche perché attualmente i criteri per la scelta degli artisti sono radicalmente cambiati e il continuo afflusso di nuovi elementi contribuisce al rapido declino di coloro che li hanno preceduti.

Rex Ingram fu il primo regista che seppe presentare Valentino nella sua giusta luce, e da allora i successi si moltiplicarono e si rinnovarono con un crescendo inesauribile. Ma ai primi passi quante delusioni, quanti inutili tentativi di emergere, frustrati il più delle volte proprio a causa di quella bellezza che dava ombra ad altri attori già arrivati e suscitava gelosie, preoccupazioni, risentimenti.

La storia della vita di Rodolfo Valentino è stata narrata molte volte e con ogni mezzo, perciò mi sembra superfluo raccontarla nuovamente. Ricorderò soltanto che era nato a Castellaneta (Taranto) il 6 maggio 1895, ed era partito per gli Stati Uniti in cerca di fortuna e, sicuramente, gloria, nel 1913.

A mosca cieca (1921) di Giulia Cassini Rizzotto

Roma, ottobre 1920

L’Olimpo al cinematografo. Ci consta che nel prossimo Dicembre, verrà pubblicato un film che riuscirà uno spettacolo eccezionale, rappresentante una originalità negli annali della Cinematografia. Si tratta di un film ideato e composto da una gentile dama, intelligente e colta, che appartiene all’alta aristocrazia romana. Il lavoro sarà eseguito da una eletta schiera di gentildonne e gentiluomini, i cui nomi si trovano fra quelli della nobiltà più illustre ed antica. A dirigere l’azione è però stata chiamata un’artista che rappresenta un valore indiscutibile: la signora Giulia Cassini Rizzotto.
Noi ci congratuliamo con i distinti signori che hanno concepito ed attuano un tale progetto, i quali dimostrano di sentire che l’Arte è un qualche cosa dinanzi a cui tutti quanti debbono inchinarsi, e il cui altare è ben degno d’essere onorato da chi sortì da natura il dono di appartenere alla schiera degli Eletti nell’ordine sociale.
Nell’attesa di poter dare il nostro giudizio, inviamo il nostro augurio, lieti se potremo plaudire gli eccezionali nobili attori, come già li abbiamo ammirati per la loro iniziativa.

Roma, 19 marzo 1921

Mercoledì scorso, serata high-life al Valle per uno spettacolo di beneficenza, la cui attrattiva principale era costituita da un film A mosca cieca, della San Marco, per il quale hanno posato gentiluomini e dame dell’aristocrazia.
Per l’occasione il Valle era tutto… nero di marsine e smoking con le quali facevano contrasto le smaglianti e variopinte toilettes delle signore. Quella che poi era veramente di umore… nero era l’orchestra, che accompagnò il film con bene assortite nenie e marce funebri. Viceversa, questo svolse una favola abbastanza gaia, per quanto non eccessivamente fornita di sale attico, della quale si dice fosse autore un eminentissimo porporato, ma che, dall’intestazione del film, appare fatica particolare della Sig.ra Cassini Rizzotto.
Per un buon quarto d’ora il film si svolse… proiettando il nome di tutti gli esecutori… un centinaio almeno: sembra un estratto di registro della Consulta araldica. Ciò costituisce la prima parte. Nelle altre si vedono gli aristocratici esecutori comportarsi come provetti attori della scena muta; graziosissime specialmente le due vezzose protagoniste.
Si vedono anche dei bellissimi esterni di ville romane, che costituirebbero un prezioso ornamento delle nostre film di ordinaria edizione, ma che restano invece gelosamente e sciaguratamente chiuse ad ogni macchina da presa… profana.
Ciò che non si vede… è il film. Il quale, tuttavia, è stato fatto dai nobili protagonisti in segno di adesione e di omaggio al programma della San Marco.
Hai detto un prospero!

Film “ritrovato” e ristampato (duplicando in bianco e nero la copia nitrato 35mm imbibita e virata depositata nella Cineteca Nazionale di Roma) in occasione della rassegna Il Cinema Muto Italiano dagli Anni d’Oro alla Crisi, Ancona, 17-21 dicembre 1980.

A mosca cieca. Produzione San Marco Film (Roma). Messa in scena di Giulia Cassini Rizzotto. Operatore Arturo Gallea. Interpreti principali: Donna Isabella Boncompagni Ludovisi, Donna Vittoria Colonna Caetani duchessa di Sermoneta, Conte Paolo Canale, Don Lucio Caracciolo di San Vito. Metri 1035. Prima visione 17 marzo 1921 al Teatro Valle di Roma.