Storie del cinema nordamericano: Hollywood

Dicono che la prima compagnia di attori cinematografici fu condotta a Los Angeles nel 1908 dal colonnello William Selig di Chicago. Questo pioniere scelse la California per girare gli esterni del film “Il conte di Montecristo”, tratto dal romanzo di Alexandre Dumas.  Gli interni di questo film furono girati a Chicago; e perciò il primo film realizzato completamente a Los Angeles fu “In the Sultan’s Power”, diretto da Francis Boggs. Del lavoro, vero cimelio della cinematografia, furono interpreti Hobart Bosworth, Stella Adams, Tom Santschi e Frank Montgomery. In questo primo viaggio nell’Ovest, Frank Boggs era con James L. Mc Gee e J. Crosby, il quale era un po’ l’impresario della troupe, di cui facevano parte anche Gene Ward e Mary Hosmer.

Il primo studio cinematografico fu così impiantato in un terreno fra Olive Street e l’Ottava Strada, nel centro di Los Angeles; il luogo era bene scelto perché il sole vi batteva per buona parte del giorno. Per evitare la curiosità dei profani, allora alquanto scettici e perciò più noiosi, lo studio fu circondato da alte staccionate, dalle quali tuttavia ogni tanto di affacciavano grappoli di teste e le cui tavole venivano bucate come stacci dai più accessi ficcanaso. Paragonati quelli moderni, gli scenari usati per “In the Sultan’s Power” possono sembrare semplicemente pietosi; tutte le scene furono riprese con la luce del sole e tuttavia alcune di quelle girate nei dintorni di Los Angeles, sulle spiagge del Pacifico allora deserte, sarebbero belle ancor oggi.

Un anno dopo, nel 1909, arrivò a Los Angeles la seconda compagnia cinematografica, che si chiamò la New-York Motion Picture Company e che ebbe per direttore artistico Charles K. French. Quanto agli artisti, essi non erano alle prime armi, avendo già girato in altre città una dozzina di film, sotto il nome della Bison, con la direzione di Charles O. Baumann, Adam Kessell e C. K. Franch: essi erano E. Allen, Barney Sherry, Jule Darrell, Evelyn Graham, Bill Gibbons, Phillis Daniels, Margaret Favor, Jack Conway, Ha Davies, e molti altri. La compagnia Bison produceva quasi esclusivamente dei western. Lo studio era di quanto più curioso si possa immaginare: una parte del terreno simulava una intricata foresta, un’altra una brulla pianura, un’altra una selvaggia gola di montagne, con rocce enormi, grotte e scoscendimenti che un accorto uso della macchina da presa poteva far passare per abissi paurosi.

Un angolo del vasto recinto era occupato da un piccolo teatro di posa, da una scuderia per cavalli e da un’infermeria (gli accidenti non erano rari); per quel terreno, la Bison pagava un affitto di 40 dollari al mese. Gli artisti — di star non si parlava ancora, a quel tempo — guadagnavano dai venti ai trenta dollari la settimana. La paga delle migliori comparse era di 5 dollari al giorno, quando lavoravano; 18 dollari la settimana guadagnavano i cowboys per le loro pericolose acrobazie a cavallo. I primi film costavano da 150 a 200 dollari (e parvero cari); queste cifre oggi ci fanno sorridere e ci sembrano quasi inverosimili, ma bisogna pensare che un film si finiva in un paio di giorni, che la pellicola costava poco, che le scene erano girate all’aperto e con la luce naturale, e che i personaggi erano in numero assai ridotto. Si cominciava a lavorare la mattina presto, e spesso prima del calar del sole la troupe era era giunta a quel punto dell’intreccio in cui il protagonista ritrovava la fanciulla rapita dagli indiani o dai banditi e, dopo una drammatica vittoriosa lotta, caricatala sul suo cavallo, la riportava in salvo saltando precipizi e attraversando torrenti, verso l’immancabile lieto fine. Fu così che in sei mesi la compagnia Bison  girò la bagattella di 185 film.

Nel 1910, mentre la Bison lavorava a tutto spiano, arrivò a Los Angeles la Biograph, che ebbe la sua sede fra Pico Street e Georgia Street. Si deve alla Biograph uno dei migliori film dell’epoca: “Ramona”; dell’elenco artistico di questa compagnia, una delle grandi, storiche case cinematografiche nordamericane, facevano parte D. W. Griffith, Mack Sennet, Mary Pickford, Owen Moore, Arthur Johnson, Lee Dugherty, Florence Lawrence, Marjory Favor.

Qualche mese dopo, ecco una nuova compagnia, la Essanay diretta da M. Gilbert e da M. Anderson e, dopo una infelice sosta a Golden, nel Colorado, dove la pioggia la tenne lungamente inattiva, trovò più accoglienti cieli a Santa Monica, sulle rive del Pacifico, donde si trasferì più tardi a Hollywood.

Una volta iniziatosi, il cambiamento di sede di tutte le grandi compagnie da Chicago a da New York in California, continuò su vasta scala. Ai primi del 1911 giunse a Los Angeles Keenan Buell con la Kalem, che fin allora aveva lavorato nella Florida, e che si stabilì a Glendale, e quindi a Hollywood, nel 1913. L’esempio fu successivamente seguito dalla Nestor, diretta da David Horsley, dalla Thomas Ricketts Co., dalla Milton Fahrney Co., dalla Christie Company, editrice di film comici.

Nell’agosto del 1912 W. H. Swanson comprò per la Universal un vastissimo terreno nella valle di San Fernando, che fu poi rivenduto nel 1914 quando la compagnia si trasferì parecchi chilometri più lontano nel punto che oggi di chiama Universal City. Sempre nel 1912 Mack Sennett comprò lo studio della Bison e cominciò con Mabel Normand e Ford Sterling una intensa produzione di films comici sotto il marchio Keystone. Nel 1913 arrivò in questa casa un giovane comico inglese: Charles Spencer  Chaplin…

BFI From the Sea to the Land Beyond + DVD Competition

Avatar di Bristol SilentsBristol Silents


Under a month ago a fantastic new BFI DVD was released which celebrates the British coastline. From the Sea to the Land Beyond is a film by award winning director Penny Woolcock and is a lyrical portrait of Britain’s coastline, created through an exquisite combination of evocative archive footage (all drawn from the BFI National Archive) and not only celebrates our identity with the British sea and coastline, but celebrates the superb archive which is held at the BFI.

Travelling from 1901 through both World Wars, into peacetime and the modern age, From the Sea to the Land Beyond shows our coast as a place of leisure, industry and wild nature. With an emphasis on the romantic and the ritualistic, the archive footage used in the film’s assembly is rich and varied. Both film and music incorporate themes of work, play, childhood, romance, melancholy, hope, transportation, wilderness, the power…

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About Ben-Hur 1920

Ben-Hur (1907)
Ben-Hur (1907)

February 19, 1920. Officials of both the United Artists — the Big Four — and the First National denied yesterday knowing anything about certain information which, according to report, developed in the litigation between Harper Bros. and Henry L. Wallace and Klaw & Erlanger.

The value of the picture rights of “Ben Hur” was one of the points developing in the litigation, and correspondence filed showed that Marc Klaw had written Wallace suggesting that the United Artists make the production, and also that First National were ready to produce the picture, guaranteeing the owners $250,000; a figure which Klaw said he believed was the best obtainable. Wallace, who owns a third interest in the picture rights, figures his interest as being worth $400,000, which would make the total value of the rights $1,200,000.

In his decision Judge Hough suggested that the litigants reach an agreement regarding the value of the picture rights.

It has been reported at various times that Griffith wanted to make the picture, and also that the rights were held at $500,000.
(The Film Daily)