La torre dei vampiri, Ambrosio 1913


Il carnefice (Oreste Grandi) e la Fornarina (Lia Negro)

Il carnefice (Oreste Grandi) e la Fornarina (Lia Negro)

In occasione del centenario della morte di Bram Stoker (Clontarf, 8 novembre 1847 – Londra, 20 aprile 1912), ecco a voi la storia della Torre dei vampiri, film muto italiano prodotto dalla Società Anonima Ambrosio nel 1913, probabilmente scomparso…

Una ferale leggenda è attribuita alla lugubre torre che pare domini sulla ridente cittadina Vandeana. Quando il sole si nasconde nel mare, uno stormo di vampiri svolazza intorno alla torre. Si dice che quelle orribili bestiacce siano le anime errabonde dei dannati… Una figura nera si aggira sulla torre… Ognuno passa lontano dalla torre e mormora una prece per scongiurare il maleficio…

Quel fantasma non è altro che l’ex carnefice di Parigi, scacciato, come tutti i funzionari dei Borboni caduti, dalla Rivoluzione. Quell’essere sinistro si è ritirato in quella torre, lieto che una paurosa leggenda tenga lontano da lui ogni essere umano.

Ma un dì noi vediamo lo spettro della torre gettare il nero mantello e cercare di rendere meno sinistro il suo aspetto. Egli ha visto una giovane donna, la Fornarina, per lui è un raggio di sole. Grazie alle ricchezze che egli ha trovato nella torre attira l’attenzione della giovane… Ma un giorno lei non viene più al convegno.

Dalla torre dei vampiri, l’ex carnefice di Parigi scorge assieme alla sua Fornarina un avvenente ufficiale della Rivoluzione. Lo spettro della Torre riconosce in lui un ufficiale che egli stesso un dì aveva salvato, assieme a molti altri congiurati, dalle spie del Terrore. Pieno di rabbia indomita, l’ex carnefice giura di compiere un’atroce vendetta…

La campana della Torre suona! La leggenda diceva che il giorno in cui la campana della sinistra Torre avesse suonato, un’orribile sventura sarebbe piombata su qualcuno della cittadina vandeana.

Raimondo, il giovane ufficiale, e la Fornarina si avviano con il corteo nuziale. I voti del loro amore sono stati esauditi. Ma ad un tratto tutti inorridiscono ed alzano gli sguardi atterriti…

La campana della Torre dei Vampiri fa udire i suoi lugubri  rintocchi. E quasi a confermare l’esattezza della leggenda, ecco i gendarmi piombare in mezzo al corteo nuziale per arrestare Raimondo, lo sposo della Fornarina…

L’ex carnefice di Parigi si è vendicato.

La Fornarina pur di salvare Raimondo, non indetreggia davanti al più sublime dei sacrifici. Essa ricerca il carnefice, colui che tante volte ha reso felice coi suoi sorrisi e lo scongiura di salvare lo sposo.

— Salvalo, le dice essa, ed io mi rassegno a non vederlo mai più… e sarò tua per sempre…

Sul mare, un vela scompare all’orizzonte, abbandonando l’inospitale Francia allagata di sangue cittadino. La vela porta Raimondo verso la libera Inghilterra.

Dalla Torre dei Vampiri due persone contemplano la vela che sparisce. E’ la Fornarina felice che il suo diletto Raimondo sia salvo… Ma dietro di lei la fosca figura del carnefice attende il premio promessogli.

Un tonfo! La livida faccia dello spettro della Torre, guarda un cadavere che galleggia sulle onde. La Fornarina ha preferito l’amplesso della morte e quello di quel mostro.

Buon centenario a Stoker, e Dracula’s day a tutti!!!

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2 risposte a La torre dei vampiri, Ambrosio 1913

  1. ava66 ha detto:

    Adoro già questo film senza averlo visto e senza la possibilità di vederlo mai!

  2. thea ha detto:

    Per certi versi la storia ha molto a che vedere con il mito di Dracula, la torre, i vampiri, la leggenda sulla torre, lei che si uccide buttandosi nel fiume…

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