Scatenato l’Inferno di Dante a Valparaíso


Trailer del Festival Internacional di Valparaíso. Dal canale Vimeo di Kachucho

Viaggia molto questo cinema muto italiano. Questa volta, l’Inferno (1911) – restaurato – di Dante è arrivato in Paradiso: Festival Internacional de Cine Recobrado, 24 – 29 ottobre 2011 a Valparaíso (Chile).

Ma la grande notizia di questo festival, secondo me, è la presentazione del restauro di Phantom (1922) di F.W. Murnau. Nuova copia ritrovata nella Cineteca Nacional di Chile:

Con motivo del Día Mundial del Patrimonio Audiovisual, la Cineteca Nacional del Centro Cultural Palacio La Moneda exhibe, durante una semana, estrenos de restauraciones realizadas, las películas rescatadas de Aldo Francia, películas de archivos latinoamericanos y un ciclo de Jacques Tati. La actividad principal es el estreno del clásico alemán Phantom, de 1922, el 26 de octubre, con musicalización en vivo.

Se volete vedere qualche fotogramma di questa nuova copia ritrovata e restaurata, ecco il link.

L’accompagnamento musicale di questo restauro di Phantom è a carico di Günter Buchwald, guardate l’intervista a proposito della musica di The Circus alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2011.

Buona visione ancora!

Maciste all’inferno 1925 al cinema Le Balzac di Parigi

maciste all'inferno
Barbariccia, Principe delle Tenebre  (Franz Sala)

Il prossimo 18 ottobre, i fortunati spettatori del cinema Le Balzac (Cinéma independant art et essai aux Champs Elysées) potranno assistere ad una proiezione di Maciste all’inferno (1925) cortesia della Lobster Films:

“Maciste aux enfers, peplum réalisé par Guido Brignone en 1925, sera présenté en ciné-concert mardi 18 octobre à 20h30. Le film sera accompagné par les quinze musiciens de l’Ensemble Unikum Swak, dirigé par Mauro Coceano. Tarif normal : 12 euros – Réduit : 10 euros. A ne pas manquer !”(dal sito del cinema Le Balzac)

Due o tre cose a proposito di questo film.

La storia: Strumento inconsapevole del Male, Giorgio seduce Graziella, una semplice ingenua creatura, la trascina all’errore e l’abbandona col suo piccolo nato. Il dott. Nox, incarnazione terrena di Barbariccia, il Principe delle Tenebre, coadiuvato dai diavoli, con incantesimi muove le fila del Destino di coloro che egli ha destinato a divenir sua preda. Contro di lui si erge Maciste, il gigante buono, il difensore dei deboli e degli oppressi, il persecutore dei malvagi. Ma la sua forza erculea non basta a lottare contro la oscura potenza delle tenebre ed egli tenta invano di sottrarre agli artigli del Dèmone coloro che ama. Precipitato nell’Inferno, tramutato in dèmone per incantesimo di Proserpina, la moglie di Plutone, il Re delle Tenebre, viene salvato dalle preghiere di un bimbo nella notte di Natale, come narra l’antica leggenda. Così il Male è sconfitto ed attraverso la purezza di una preghiera trionfano il Bene, l’Amore, la Giustizia.

L’opinione della critica dell’epoca, in questo caso del quotidiano milanese L’Ambrosiano:

Maciste all’inferno si stacca dai soliti films a cui il cinematografo ci ha abituato da un pezzo e che nel loro contenuto si assomigliano l’uno all’altro come la proverbiale goccia d’acqua. Non appartiene, insomma, a quella categoria di dramma passionale del vecchio stampo, artificioso, convenzionale e stucchevole, già esaurientemente sfruttato e rimesso in onore dal cinematografo: non appartiene neppure ai genere dei films di avventura creati per farci assistere alle più inverosimili, assurde peripezie sensazionali e dove ogni più comune senso di logica viene calpestato a tal segno che l’effetto sensazionale talvolta si risolve in un effetto esilarante, si tratta, invece, di un film in cui si riscontrano un non comune intendimento d’arte e una genialità di fantasie insolite.

C’è in verità, nella trama sulla quale si svolge questo lavoro e che ci trasporta in un mondo fantastico, ultraterreno, lasciandoci nello stesso tempo vivere sulla terra, un soffio di poesia, una vena di sottile umorismo e una coordinata logica delle vicende, che non si può far a meno di essere favorevolmente sorpresi e di divertirsi. Si può quindi riconoscere al cinematografo possibilità artistiche, quando esso sia trattato con sani intendimenti. Maciste all’inferno si ispira e ci fa assistere all’eterna lotta del Male contro il Bene, dei malvagi contro i buoni, del peccato contro le virtù; ma poiché il Bene finisce col trionfare sul Male e la virtù è riconosciuta e giustizia resa ai buoni, mentre i malvagi pagano il fio delle loro malefatte, il film, ha un suo contenuto altamente morale e serve a quella che pur dovrebbe essere la funzione del cinematografo, di educare l’animo dello spettatore al Bene attraverso una dilettevole finzione artistica. Ma la lotta del Male contro il Bene, nel Maciste all’inferno, si complica di elementi soprannaturali, in quanto, parallelamente, al dramma umano e terreno, entrano in campo le incarnazioni eterne del Male, i Demoni. E la rievocazione del mondo infernale, fatta seguendo la tradizione classica dantesca e svariando attraverso alla visione che dell’Inferno ebbe la scuola romantica tedesca, senza per altro trascurare non meno importanti elementi dell’Averno Pagano: sicché si può dire che in un insieme armonioso si riassumono e si intessono in un’unica forma tutti gli aspetti che ebbe l’Inferno attraverso i secoli e attraverso l’Arte.

La presentazione del film sul sito del cinema Le Balzac riprende ancora una volta le famose dichiarazioni di Federico Fellini, io vi propongo una testimonianza dove non mancano le tinte neorealistiche, quella di Sergio Amidei:

Mi sono avvicinato al cinema come comparsa. Nel 1924, trovandomi a Torino e, come tutti gli studenti allora, avendo pochissimi soldi, incontrai in una minuscola trattoria un certo Azzolin, un veneto che faceva il fotografo, il quale mi offrì di andare a fare la comparsa in Maciste all’inferno, di Brignone. E così, una bella mattina, mi son trovato in mezzo a una folla di miserabili. Mi hanno fatto spogliare nudo, mi hanno messo una specie di sottanina di pelo di capra con una coda fatta a mollo, mi hanno cacciato in testa una parrucca da diavolo, poi mi hanno dipinto con la terra d’ombra, e la birra, m’hanno dato una lancia, una forca, m’hanno sbattuto in mezzo agli altri. Un freddo a Torino, erano i primi di novembre. Per ripararci ci davano dei cappotti da militare, sporchi fetenti. E io quasi piangevo, giuravo mai più, mai più, mai più. Poi la sera ci hanno dato della vasellina per struccarci, dell’alcool, e 40 lire, che allora erano molte. E dunque ci son tornato il giorno dopo, poi ancora un altro giorno, poi un altro giorno ancora, e poi una mattina m’è venuta un’idea. Ho preso un secchio dove c’era la terra d’ombra e la birra, e ho cominciato a dipingere gli altri. E mi piaceva molto quel signore con una cacciatora di velluto, una lobbia nera, un paio di pantaloni a quadretti, che era Guido Brignone. Così ho cominciato a far l’aiuto-regista. Così sono entrato nel cinema, io.
(intervista di Francesco Savio a Sergio Amidei, Cinecittà anni trenta, Bulzoni 1979)

Da uno sceneggiatore si può aspettare qualsiasi invenzione, ma in questo caso Amidei in persona confermò tutto a questa che scrive. Provate a cercarlo tra i diavoli.

Buona fortuna, con la ricerca, e… Buona visione!

Festival del cinema muto italiano a Durham

rapsodia satanica
Lyda Borelli in Rapsodia satanica, dal pdf del Durham Italian Silent Film Festival

Ancora Cabiria e buone notizie dal Regno Unito. L’Università di Durham – School of Modern Languages and Cultures ha organizzato, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema ed il Durham County Council, un festival interamente dedicato al cinema muto italiano.

Le prime proiezioni hanno avuto luogo lo scorso 11 ottobre, e andranno avanti ogni settimana fino al 29 novembre 2011:

To celebrate Italy’s 150th birthday, we are organising a celebration like no other- an Italian Silent Film Season. Combining Durham University’s film collection with that of the Italian National Cinema Museum, we are showing some of the most fascinating Italian films produced before 1930.
Many of these rare films have not been seen in the UK for over ninety years, and will probably not be seen again in the UK for another ninety years. In keeping with the birthday spirit, all of the films will be free to view; no tickets or money required! Each week, a programme of films will transport us to an Italian region and its pasts, art and beauty. We will enjoy the splendour of the Italian Lakes, the mysteries of Venice and Rome in all its glory. If you are interested in Italy, history or being entertained by great films, this is definitely an event for you.
Each week, our programme of films will be introduced by one of our friendly experts. First, we will enjoy a selection of short films produced in the featured Italian city or region. Prepare for some great comedies, beautiful travelogues and enthralling dramas. Then, we will enjoy a feature film made or set in that region. All the features we are showing were blockbusters in their day- and are still great to watch today! Many of the silent films will be accompanied by a live performance from our experienced pianist; all the others have good quality recorded scores. After the film, you are welcome to stay for a quick discussion and ask us any questions you may have.
Starting on the 11th October, the film showings take place every Tuesday night in Durham Clayport Library from 7:30pm until 9:30pm. We will also be organising a special showing of magnificent restoration of Cabiria, the most epic of the Italian historical films. With towering sets, thousands of actors and limitless ambition, Giovanni Pastrone’s Cabiria was so great that Griffith copied it, Fellini paid it homage and Scorsese is still in awe of it. The Italian National Cinema Museum restoration has beautiful colours and image quality, and has only be shown three times before. It promises to be a breathtaking cinematic experience.

Grande idea questa del viaggio in Italia, e nella storia d’Italia. In parole di Gualtiero I. Fabbri, entusiasta direttore della mitica rivista torinese La Cinematografia Italiana ed Estera: Dalle Alpe Rezie al Capo Passaro. Potete consultare il programma provvisorio nel sito dell’Università di Durham.

Come dicevo a Mr. Joseph North, organizzatore del festival insieme al Dott. David Williams, qualsiasi notizia è benvenuta (magari fotografie, video).

Grazie in nome del cinema muto italiano per questa bella iniziativa e…buone visioni a Durham!