Tolstoi 1911

Tolstoi e Makowitzki a Jasnaya Poliana, 1910
Tolstoi e Makowitzki a Jasnaya Poliana, 1910

Grande è stata l’influenza di Leone Tolstoi in tutto il mondo – grandissima in Russia. L’apostolato tosltoiano elevò e concorse a formare la coscienza delle classi inferiori e mitigò le durezze tradizionali delle caste dominatrici, nobiltà e militarismo, delle quali egli stesso era uscito.

Un film storico che rimarrà come la più fedele testimonianza della vita privata e dell’opera letteraria del grande scrittore.

Descrizione dei quadri:

1. Visita di Leone Tolstoi a Mosca.
2. Leone Tolstoi preferisce Mosca alla tenuta del signore Czerkoff.
3. La contessa Sofia Tolstoi.
4. Leone Tolstoi, Czertkoff e la famiglia Tolstoi.
5. L’arrivo a Mosca.
6. La stazione di Briansk.
7. Arrivo di Tolstoi alla sua casa di Chamowiki che sarà trasformata in museo.
9. La partenza di Tolstoi per Jasnaja Poliana.
10. Il popolo attende l’arrivo di Tolstoi alla stazione di Kursk.
11. Vita intima di Tolstoi a Jasnaja Poliana.
12. La famiglia Tolstoi.
13. Elemosine di Leone Tolstoi ai contadini.
14. Tolstoi fa la sua solita passeggiata alle cinque del mattino.
15. Tolstoi ed il suo medico, Makowitzki, passeggiata a cavallo.
16. Tolstoi e la moglie, la contessa Sofia.
17. Tatiana Tolstoi, suo marito ed alcuni amici.
18. I piccoli nipoti di Tolstoi.
19. Leone Tolstoi mentre scrive la sua biografia, tre settimane prima della morte.
20. Tolstoi al lavoro.

(film distribuito in Italia dalla Cines, marzo 1911)

Elisabeth Aubrey Le Blond

Elisabeth Aubrey Le Blond
Elisabeth Aubrey Le Blond

Figlia unica di un baronetto inglese non avrebbe avuto bisogno di lavorare, ma il suo carattere energico ed il suo vivo interesse per ogni manifestazione di vita, non le potevano permettere di menare una vita quasi oziosa di una buona proprietaria di tenute ed amministratrice, poi che alla morte del padre, che avvenne molto presto, si trovò ad essere il capo di casa.

Unitasi in prime nozze col colonnello Fred Burnaby, il nome del quale fu noto in tutta l’Asia centrale quando la Russia chiuse quel tratto di paese agli inglesi, si trovò tosto impigliata in avventure assai gravi. Dopo la morte di lui, che cadde nella battaglia di Abu Klea (Sudan), si pose a viaggiare per conto proprio, e cominciò le ascensioni che poi la resero famosa.

Quando le si richiede che cosa le fa prediligere questo genere di sport, risponde:

“L’entusiasmo della lotta che è ciò che rende la vita degna di esser vissuta; e in nessun luogo come in montagna ci si trova subito nel più fitto della mischia, dove, mente e corpo insieme debbono esplicare le loro migliori energie per vincere le opposizioni della natura.”

Da giovane era delicata di salute ed i medici le avevano consigliato di passare l’inverno in luoghi caldi. Ma al contrario di ciò che tutti si aspettavano andava peggiorando. Allora, un inverno, volle far di sua testa e andò in Svizzera.

Naturalmente, come allora la moda non era ancor sorta di passare l’inverno in luoghi freddi, specie per chi, come lei aveva la tendenza all’etisia, tutti considerarono la sua un vera follia. Ma a Chamonix, dove si era recata, ben presto fu in grado di lasciare il letto, seguirono poi scarrozzate sempre più lunghe, poi passeggiate a piedi, poi una escursione, e una settimana di poi l’ascensione sul Monte Bianco. Questa prima escursione invernale fortificò tanto la sua salute che decise di restare tra le Alpi tutto l’inverno, durante il quale continuò le sue ascensioni anche su montagne dove nessuno si era mai inerpicato a quella stagione. Ma lei non aveva pensato di diventare alpinista.

E tosto che cominciò le sue ascensioni, nacque e crebbe in lei la passione per la fotografia, ma benchè le sue specialità siano le fotografie di paesaggi alpini, ha diretto l’obbiettivo della sua macchina su altri paesaggi. Ben riuscite sono ad esempio le sue “impressioni italiane”, ed anche altri paesaggi dal clima meno rigido come la Spagna.

Come Mrs. Le Blond è padrona della sua penna altretanto che della sua macchina, così scrive moltissimo, per riviste inglesi ed americane, dei suoi viaggi e delle sue escursioni, e i suoi articoli sono sempre illustrati e completati dalle fotografie che fa a posta per essi. Oltre ad articoli, ha già dato alle stampe varie opere, tutte di grande interesse, e tiene conferenze sui paesi visitati che illustra con proiezioni, una delle più note è quella sulla Lapponia, dove ha soggiornato per parecchi estati in compagnia del secondo marito, il sig. Aubrey Le Blond, dedicandosi alla pesca ed all’alpinismo. Un’altra è quella sui giardini italiani, che fu pregata di tenere durente l’ultima esposizione di Parigi.

Attualmente questa donna, di rara tempra e di mente rara, è presidente del club alpino femminile che ha per presidente onoraria la regina Margherita.

Quando chiesi a Mrs. Le Blond che pensasse della questione femminile, che si sta dibattendo ora, ella mi rispose: “Donne? Credo che debbano avere gli stessi diritti degli uomini, certo, odio tutte le dimostrazioni rumorose”.

Helen Zimmern, gennaio 1911

Elisabeth Aubrey Le Blond (Elisabeth Alice Frances Hawkins-Whitshed), pioniera del cinema, girò prima del 1900 una serie di film che mostrano gli sport invernali a St. Moritz.

Tabogan a Saint - Moritz
Tabogan a Saint – Moritz, di Elisabeth Aubrey Le Blond
Il pittore Giovanni Segantini
Il pittore Giovanni Segantini in un tabogan canadese al lago di Silo, di Elisabeth Aubrey Le Blond

Il processo Cuocolo 1911

L'arrivo a Viterbo
L'arrivo a Viterbo di Erricone

Gennaio 1911. La partenza da Napoli per Viterbo dei quaranta camorristi del processo Cuocolo.

Dopo quattro anni e mezzo dal 6 giugno 1906 — dal giorno in cui Gennaro Cuocolo e la moglie sua Maria Cutinelli, a poche ore l’uno dall’altro, cadevano assassinati per mano dei soci della potentissima camorra; dopo quattro anni e mezzo, e dopo vicende inenarrabili di istruttoria, con complicatissimi conflitti fra la pubblica sicurezza propriamente detta ed il corpo dei reali carabinieri, è finalmente venuta l’ora del dibattimento per i quarantuno imputati, alla testa dei quali sta Enrico Aliano, il celebre Erricone. Il processo deve svolgersi davanti alle Assise di Viterbo, essendo stato sottratto a quelle di Napoli per legittima suspicione. Per ciò il 7 gennaio, nel mattino, fra la commozione di tutto il popolino, e l’affollarsi attorno al carcere di Sant’ Efremo delle mogli e degli amici e consoci di tutta l’Onorata Società, ha avuto luogo, fra grande apparato di forza, la partenza di 19 degli arrestati, mentre altri dodici partivano dal carcere di San Francesco, e altri dieci, detenuti in altre diverse carceri, partivano rispettivamente per altre linee. La scena della partenza dal carcere di Sant’Efremo fu pittoresca e drammatica. Il famoso Erricone, appena messo il piede fuori dal cancello, sorrise, si guardò attorno, poi volgendosi ad un gruppo di funzionari, gridò: « Avete prima cominciato voi, poi hanno continuato i carabinieri. Avete assassinato noi che siamo degli innocenti e dei gentiluomini. Ma l’ora della giustizia è arrivata; i giudici popolari di Viterbo faranno la nostra vendetta e l’Italia si sarà coperta di vergogna di fronte al mondo ».

Erricone ed i suoi compagni non hanno abbandonato mai questo altezzoso atteggiamento audace di vittime innocenti, e la sera del 7, arrivando a Viterbo e vedendo grande folla alla Stazione ad attendere il loro arrivo, Erricone fu sollecito a gridare: « Saluto questa nobile e generosa popolazione !… »
E a Napoli, nel momento di salire nel treno, avendo scorto un reporter fotografo che appuntava la macchina su di lui circondato dai carabinieri, il famoso pregiudicato gli lanciò uno sguardo feroce, dicendo: «Hai ragione che ho i ferri, altrimenti ti farei vedere io la fotografia!» Ma l’obbietivo scattò egualmente ed Erricone rimase fotografato!…

Su questo processo ho già raccontato in altro post, ma non ho trovato nessun “dal vero” in Italia o all’estero sulla partenza da Napoli e l’arrivo a Viterbo.

L’unico documento filmato è il n. 4 di La rivista cinematografica d’Italia, produzione A. M. Cristoffanini di Genova 1912: “Torre del Greco: Il sopraluogo delle Assisi di Viterbo a Cupa Calastro, dove cadde ucciso Gennaro Cuocolo. Gli imputati e la corte si avviano a Cupa Calastro. Il luogo in cui venne trovato il cadavere di Cuocolo. La famosa trattoria di Mimì a Mare.” (descrizione da La vita cinematografica, Torino 15 febbraio 1912).