Sequenza estratta dalla versione muta italiana del restauro realizzato nel 2006 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal canale di Stella Dagna su Vimeo.
Novembre 1913. Si girano le scene del rito sacrificale all’interno del tempio di Moloch. Il 15 D’Annunzio stipula un secondo contratto con l’Itala Film, per la cessione di un secondo soggetto originale. Pizzetti riprende le trattative con l’Itala Film.
Silvio Alovisio (Il film che visse due volte. Cabiria tra antichi segreti e nuove ricerche; Cabiria & Cabiria, Museo Nazionale del Cinema – Il Castoro, 2006)
Io posso aggiungere che secondo una notizia apparsa sulla stampa verso la fine di ottobre “il metteur en scène dell’Itala Film è ritornato in Italia dall’Africa, dove ha girato una serie di riprese eccezionali”.
L’attacco del leopardo, fotogrammi dell’incidente mentre si gira “Il mistero di Jack Hilton”
Come direbbe Eleuterio Rodolfi: storie vecchie e fatti nuovi.
Torino, 13 ottobre. I Promessi Sposi, produzione Ambrosio in prima visione al Teatro Chiarella.
L’edizione restaurata di questa versione del romanzo di Alessandro Manzoni è stata presentata poche settimane fa alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 32a edizione. In attesa di vedere questo restauro in DVD, ecco a voi alcune immagini del film in questo informatissimo post di European Film Star Postcards (in inglese). Si tratta della serie di 20 cartoline edita dagli Stabilimenti Alterocca – Terni. Scheda del film, recensioni e molto altro nel sito: Enciclopedia del cinema in Piemonte
Altre cinematografie di produzione italiana — come direbbe un cronista dell’epoca — presentate a Torino dal 10 al 30 ottobre 1913 sono: La lampada della nonna (Ambrosio), copia conservata presso: Deutsche Kinemathek (Berlin); BFI – National Film and Television Archive (London); Ma l’amor mio non muore! (Film Artistica Gloria), recentemente restaurato dalla Fondazione Cineteca di Bologna e dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. DVD – booklet disponibile presso il cinestore della Cineteca di Bologna ; La morte civile, seconda versione cinematografica italiana dal dramma omonimo di Paolo Giacometti, messa in scena di Ubaldo Maria del Colle, interpreti principali Adriana Costamagna, Dillo Lombardi e Mario Roncoroni, produzione Savoia Film, della quale non ho informazioni sulla reperibilità di (possibili) copie sopravvissute.
A proposito della Savoia Film e Adriana Costamagna, giusto in quei giorni del 1913 . . .
«Adriana Costamagna, prima attrice della Savoia Film, vittima di un doloroso incidente. La scena drammatica è successa nell’interno del serraglio della troupe Nouma-Hawa. La Costamagna, con alcuni suoi compagni, il 18 corr. mese, nel pomeriggio, per rappresentare più dal vero l’azione, fu fatta entrare in una gabbia ove c’era un leopardo lasciato libero per dare più illusione alla scena che si doveva eseguire. Sino ad un certo punto l’animale rimase docile, ma verso la fine della scena spiccò un salto e si gettò sulla Costamagna dandole una tremenda zampata al volto, e si diede quindi a graffiarla in tutto il corpo. Il domatore signor Pipel, con coraggio e prontezza di spirito veramente encomiabile, si precipitò sulla belva, e dopo una breve lotta, riuscì, afferrandolo per il collo, a strapparlo dalla vittima.
Una vera scena di orrore, di spavento, di spasimo per tutti gli astanti!!!
La povera Costamagna fu trovata in uno stato di compassionevole. Il volto orribilmente squarciato, il corpo sanguinante. Il domatore ferito ad una coscia. Entrambi furono portati all’ospedale di S. Giovanni.»
Questo “incidente sul lavoro” mentre si girava Il mistero di Jack Hilton costò all’attrice “lunghe cure e costosi interventi”. Pier Antonio Gariazzo, fondatore e direttore artistico della Savoia Film, fece pubblicare sui giornali che tutti gli introiti del film sarebbero stati devoluti per sostenere le spese mediche. Miracolosamente, la carriera artistica di Adriana Costamagna riprese dopo alcuni mesi per scomparire definitivamente nel 1919, dallo schermo, naturalmente.
… gratis! Grazie al lavoro dell’Eye Film Instituut Nederland, la Cinémathèque Royale de Belgique, e l’European Film Gateway. Complimenti a tutti.
L’amazzone mascherata (Celio Film 1914) messa in scena di Baldassarre Negroni; operatore Giorgio Ricci; interpreti principali Francesca Bertini, Alberto Collo, Emilio Ghione, Teresa Martini.
Francesca Bertini & Emilio Ghione, a cavallo (L’amazzone mascherata, Eye Film Instituut Nederland)
Argomento: Una vita di intenso amore, vissuta da giovani sposi e dedita al bene dei miseri e dei derelitti, spezzata dall’infamia di ospiti esotici; un avvenire di onore e di gloria per il giovane ufficiale del nostro esercito infranto dalla mendace accusa del più vile ed obbrobrioso dei tradimenti quello della sua patria; l’eroismo della donna che, sospinta dall’affetto per il marito invasa da ardente passione per le sue immeritate sventure giura a se stessa di ridonarlo alla libertà ed alle supreme gioie dell’amore, e, guidata dal fine intuito del suo sesso, si lancia nei vortici dei circoli equestri degli accampamenti zingareschi, dei viaggi disagiati, delle lotte con polizie straniere, degli agguati, delle minacce, degli applausi scenici, ora incognita e celata sotto misteriosa maschera, ora scoperto il viso fulgente di bellezza, afferra le tracce del delitto, le segna, le svela e trionfa! Ecco la trama di questo dramma grandioso intessuto di affetti purissimi, di sante passioni, di nobili abnegazioni compendiato nella luce che risplende ed emana dall’eterno femminile e che la Celio Film ha messo in scena con vero intelletto artistico affidandone l’interpretazione ad una diva della cinematografia, a Francesca Bertini. (da una locandina d’epoca)
Diana l’affascinatrice (Caesar Film 1915) messa in scena di Gustavo Serena; soggetto di Renzo Chiosso; operatore Giuseppe Alberto Carta; interpreti principali Francesca Bertini, Gustavo Serena, Carlo Benetti, Alfredo de Antoni.
Francesca Bertini (Diana l’affascinatrice, Cinémathèque Royale de Belgique)
Argomento: Diana è un’avventuriera, assoldata da uno stato nemico, con l’incarico di sottrarre dei preziosi piani di fortificazioni militari, custoditi dal capitano Newse. L’affascinante Diana riesce ad entrare in intimità con l’ufficiale e ad impadronirsi dei documenti, ma, innamoratasi anche lei, rinnega il suo ignobile mandato e preferisce, per salvare il disonore dell’uomo che ama, scomparire per sempre. (da una locandina d’epoca)