Miss Dorothy – Nova Film 1920

miss dorothy
Una scena del film

Miss Dorothy è uno strano tipo di istitutrice, che la vecchia Duchessa Sangro ha scelto per educare Mara, sua lontana parente, orfana ricchissima, di carattere capriccioso e ribelle. Ma Dorothy, sotto l’apparenza rigida, sotto maniere esteriori prive di grazia e quasi ridicoli, ha degli improvvisi sprazzi di vita, dei misteriosi lampi indagatori, che si fanno più frequenti dopo il ritorno dagli studi del Duca Giorgio, fidanzato di Mara. Giorgio non si accorge di nulla, non ha notato l’impressione di Dorothy al primo incontro e non s’avvede ora dell’anima silenziosa che gli vibra accanto con affetto vigilante Ma una sera quest’anima appassionata si rivela a Giorgio attraverso la musica che Dorothy esegue e attraverso l’intensità dei suoi occhi meravigliosi. E Giorgio ne è stranamente turbato.

Si celebrano le nozze e gli sposi partono. Ben presto i due caratteri diversissimi appaiono inconciliabili, e gli sposi tornano al palazzo Sangro, dove si ripetono i litigi e le recriminazioni. Una sera per confortare Giorgio, Dorothy si tradisce, gli parla con tale oblio di se stessa, si trasfigura talmente in tutta la persona, nel viso, negli occhi, che Giorgio si ricorda di un’ effige scolorita veduta più volte fra segrete carte famigliari.

Va a cercare in uno stipo dimenticato, e vi trova infatti un ritratto di Dorothy. La misteriosa istitutrice e dunque la donna amata in passato da suo fratello Ruggero, il quale, unitosi a lei, col solo vincolo religioso l’aveva poi lasciata vedova con una bambina; questa bimba era fatta strappare alla vedova dalla Duchessa, e Dorothy riceveva più tardi l’annunzio che la piccola era morta.

Giorgio cerca ora ansiosamente Dorothy, che appena s’è accorta d’essersi tradita è subito scomparsa dalla casa dei Sangro. Trovatela in un’elegante villa solitaria le rivela che sua figlia vive, legittimata di un ex Maggiordomo di casa Sangro, il quale d’accordo con sua moglie fa credere alla fanciulla che Giorgio sia un modesto studente amico di famiglia.

Dorothy rivede la sua Gladys, oramai più che adolescente, ma non ha il coraggio di turbarla rivelandole la verità. Diventa sua amica, e s’accorge che la fanciulla ama Giorgio, il quale sta intanto divorziando da Mara. Una lotta angosciosa s’inizia nel cuore di Dorothy, poiché anch’essa ora ama Giorgio, immagine vivente del suo Ruggero perduto; ma attraverso una serie di vicende il sentimento materno vincerà e Dorothy giungerà a far sacrificio persino della vita per la sua figliuola.

miss dorothy
Una scena del film

«La Nova Film presenta al pubblico un buon lavoro sia dal lato industriale, che da quello artistico. La protagonista è una miss Dorothy, prima ed una Thea di Nordthingam, poi, animata, espressiva, vivente; non così il Calò, il quale recita la parte di Duca di Sangro in una maniera fredda, opaca, incolore. Un non senso: è mai possibile che solo un paio di occhiali a stanghette, riescano a camuffare in maniera tale il viso della istitutrice, sì da renderlo irriconoscibile a tutta quanta la famiglia di Sangro? Eppure si conservava la fotografia dell’amante del duca Ruggero!»

Messa in scena di Giulio Antamoro, soggetto di Riccardo Picozzi, operatore Cesare Cavagna. Interpreti: Diana Karenne, Romano Calò, Carmela Bonicatti, Lia Formia.

Dianna Karenne ha scelto personalmente la giovanissima Carmela Bonicatti, alias Carmen Boni, quasi al debutto.

Uno degli impegni del programma della Nova Film, casa di produzione diretta da Giulio Antamoro, è l’abolizione del divismo. Film esistente alla Cineteca Nazionale di Roma (forse).

Il Fauno di Marmo – Celio Film 1920

il fauno di marmo
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«La principessa Maria de Jutland (Elena Sangro) ha sposato “per ragioni politiche” il duca Helgoland (Ugo Bazzini), molto più vecchio de lei. La sua vita è noiosa, finché non arriva come ospite il conte Giorgio (Carlo Gualandri), figlio di un compagno d’armi del duca. In realtà il conte ha l’incarico di scoprire il complotto sovversivo di cui Helgoland è a capo, e procedere all’arresto del duca. Giorgio corteggia Maria, cercando la sua complicità per arrestare il marito. Maria avverte invece del pericolo al duca. Nella colluttazione tra Giorgio ed Hergoland, quest’ultimo resta accidentalmente ucciso dal coltello che Maria gli ha messo in mano. L’arrivo dei villici infuriati costringe Giorgio e Maria alla fuga.

Qualche tempo dopo Maria, divenuta Miriam, si trova a Roma con tre amici: Hilda (Elsa d’Auro), il suo fidanzato Kenyon (Fernando Ribacchi), e Donatello di Montebeni (Giorgio Fini), che fa la corte a lei. Miriam è perseguitata da Giorgio, che si è fatto frate e l’ossessiona. Un giorno, dopo una visita ai resti del Foro Romano, Miriam istiga Donatello a uccidere Giorgio facendolo cadere dalla rupe Tarpea. Non vista, Hilda ha assistito al fatto. In preda al rimorso, Donatello decide di rompere con Miriam e si ritira nel proprio castello, dove un giorno va a trovarlo Kenyon. E’ attraverso l’amico che Miriam, intenzionata a chiedere perdono a Donatello, ottiene di incontrarlo a Viterbo. Rimasta sola a Roma, Hilda intanto è convinta da un frate inglese, a cui si è confessata, a ritirarsi in convento. Questa volta, sarà Miriam ad aiutare Kenyon a ritrovare Hilda, e a indurla a sposarlo. Dopo le nozze, gli amici si salutano: Donatello, ormai deciso a scontare la sua colpa, va a espiare in carcere; mentre Miriam, “la dolente”, riprende il viaggio nel deserto della sua vita».

Messa in scena, sceneggiatura di Mario Bonnard; soggetto dal romanzo di Nathaniel Hawthorne (The Marble Faun, 1860); fotografia di Alessandro Bona. Produzione Celio Film- Roma 1919.

Insomma, che dire… non me lo ricordo molto bene questo film che ho visto tanti, tanti anni fa (ritrovato, non so se restaurato, direi preservato). Proprio per questo, vorrei rivederlo.

Secondo la Rivista Cinematografica del 25 settembre 1920, ebbe molto successo all’epoca: “Tratto dal popolare romanzo di Nathaniel Hawthorne ed edito dalla Celio Film, è stato accolto dal nostro pubblico con vero entusiasmo sia per il soggetto originale e romanzesco in modo veramente affascinante, che per l’elegantissima messa in scena è l’ottima interpretazione affidata ad ottimi artisti, fra i quali due graziose Elena Sangro ed Elsa D’Auro, che hanno reso molto bene i due strani tipi di donna di Miriam ed Hilda”.

L’attore Carlo Gualandri, che interpreta il conte Giorgio, diventato frate dopo l’uccisione di Hergoland, ha un sito internet tutto per lui. Uno dei primi siti internet dedicati ad un interprete del cinema muto italiano. Guardate qui.