Sardegna (Ambrosio 1916), un film in onore della Brigata Sassari

Sardegna, giugno 1916

Fu progetto ed è iniziativa, eseguita ora per conto del Comitato Pro-Sardegna di Roma, che ne è l’esclusiva proprietaria, una film che rammenti per tutta l’Italia e per l’Europa un lembo, la vita di questa isola, che tanta parte ha nel sacrificio di redenzione delle nuove terre.

L’incarico è stato affidato all’Ambrosio di Torino, ed in Sardegna si è portato uno dei suoi migliori operatori, il Sig. Marelli.

La film non rappresenterà quello che la immaginazione ha creato di fantastico su questa isola, ma sarà una esecuzione di quanto ancora nella civiltà è rimasto di quell’antico bello.

E sono beltà di villici nei loro antichi costumi di ricami di oro e di argento e di punti delicati di trine; e sono le donne di quegli uomini, che, baldi, si battono su, su, nel diaspro del cielo quasi, fra quei monti che gareggiano selvatici con quelli della loro isola. E sono pure le donne sardegnuole, negli occhi pieni di bontà, nei loro visi dolci, celati quasi nei fazzoletti larghi, color celeste cupo, tagliati dalla croce arancione, nei fazzoletti candidi che piovono ai lati di trine leggere, e passano sedute a groppa agli uomini loro anziani, padri dei loro sposi, che vestono loro pure gli abiti di gala, su cavalli inaspriti dal freno, tutti per la strada che conduce alla chiesa.

Passa la cavalcata, il sole la batte: sono duecento, forse anche di più, sono duecento coppie che sfilano al passo fremente dei cavallini sardi; e passano quegli uomini, quelle donne in quei diversi costumi, che rappresentano tutta l’Isola, e che portano di ogni canto di questa terra la nota caratteristica della foglia dell’abito, perché tutte dicano, agli spettatori che assisteranno e vivranno di quel fremito di vita, che di ogni canto, dal più recondito e sconfinato, furono gli uomini che seppero cadere, senza cedere, vincere imprigionando.

La macchina rapida inghiotte la visione, la ferma nella celluloide, imprimendone il momento, l’attimo, per sempre, che ridarà per ogni dove la vita che ha preso.

Alla cavalcata seguono altre films: il paese, la bellezza di Ploaghe, perché a Ploaghe si è svolta la prima parte di questa colossale pellicola, ed in omaggio a questa opera di eternizzazione si sono portate da Sassari tutte le autorità, i comitati, la stampa e gli ufficiali della Brigata Sassari.

Ha chiuso la prima parte della film il caratteristico ballo sardo, eseguito dalle coppie partecipanti alla cavalcata.

Da Ploaghe l’operatore si porterà a Nuoro, imprimerà in quella regione, la patria del poeta Sebastiano Satta, quello che egli, cantore, aleggiò nei suoi versi, ed i Cinematografi riprodurranno quelle regioni caratteristiche e famose per le folkloristiche storie di banditismo. Della film fa parte la caccia al muflone, la pesca del tonno nella tonnara, e moltissime altre vedute e scene caratteristiche isolane.

Il Comitato Pro-Sardegna, venuto appositamente in Sardegna per la film, era composto dai Sigg. Marchese Ignazio Borsarelli di Riffedo, Cav. Cesare Martini, Conte Carlo Laiola, Cav. Cesare Biscarra e dell’Avv. Romualdo Ciccarelli.

Francesca Bertini

Artistes et techniciens de la Caesar Film, au centre Francesca Bertini
Artistes et techniciens de la Caesar Film, au centre Francesca Bertini

Paris, juin 1916

Si l’on veut bien s’en remettre au jugement du public, Mme. Francesca Bertini est actuellement l’étoile la plus haut cotée du firmament cinématographique.

Ainsi, dans un concours organisée récemment en Argentine, les spectateurs firent cette machiavélique distinction entre Mme. Robinne et Mme. Bertini: « La première est la Beauté, la seconde est l’Art! ». De même, le dernier numéro d’une publication romaine, Le Tirso, en nous donnant les résultats d’un referendum fait en Italie sur les acteurs, actrices, directeurs artistiques, etc., nous apprend que Francesca Bertini arrive en tête avec trois mille quatre cent vingt et un suffrages.

Les étapes artistiques de Mme. Bertini furent si rapides, sa fortune de cinématographiste si prodigieuse que nous ne trouvons, dans l’histoire du théâtre, aucun point de comparaison possible.

Si l’on ne savait trop combien de savants, d’inventeurs, de novateurs, d’humanitaires ont été conspués et même lapidés avant d’être déifiés, on pourrait s’étonner d’apprendre que le théâtre n’ait pas su apprécier la grande artiste dont il constate, avec effarement, la gloire rivale et victorieuse. En effect, les débuts sur la scène de Francesca Bertini restèrent inaperçus. On ne souffla ni l’applaudit celle qui devait bientôt faire emboucher toutes les trompettes de la Renommée et susciter de vraies batailles entre adorateurs et détracteurs.

S’il est un succès bien mérité, c’est assurément celui de la populaire élève de Gustavo Serena, directeur de la Compagnie formée par l’avocat Giuseppe Barattolo.

Cette Compagnie comprend des acteurs de grand talent, tels que Camillo de Riso, Giuseppe de Liguoro, Carlo Benetti, Alfredo de Antoni, Paolo Gambardella, Carlo Arseni, Alfredo Cruicchi et Polidor; des actrices réputées: Olga Benetti, Léa Giunchi, Calabresi, Cipriani, Fanny Ferrari, etc.

Eh bien, sans Bertini, cette groupe modèle ne serait pas adéquate, manquerait de cohésion, de solidité. Le théâtre de la Caesar Film peut être comparé à une somptueuse chapelle dont tous les artistes seraient les prestigieux et vivants soutiens et dont la Bertini, placée au sommet, formerait la clé de voûte.

Pareille à ses sœurs, les étoiles, qui ne font aucun choix parmi les mortels et distribuent à tous, avec égalité, leur lumière bientôt bi-millenarie, la créatrice de Morphine, La Perle du Cinéma, Nelly, la Gigolette, Odette, Fedora, et de cent autres films, n’est pas une femme de talent, mais bien de talents.

Intelligente, laborieuse, active et douée d’une volonté robuste que ne rebutèrent ni les fatigues, ni les déboires, ella a su gravir l’abrupt sentier qui mène au paradis de la popularité sans rien laisser de sa gente et svelte personne aux ronces du chemin.

Comédien parfaite, tragédienne à un point tel qu’elle a de plus le secret des fées chorégraphiques les plus difficiles et, à cet égard, pourrait presque rivaliser avec la danseuse Pavlova, cette danseuse russe dont les chevilles sont assurés pour la somme d’un million.

Physiquement, Mme. Francesca Bertini est une des plus précieuses fleurs animées de ce grand jardin des Hesperides que est l’Italie. Jouant avec aisance de son masque si joli, auquel elle a su faire prendre une mobilité extrême, cette artiste semble avoir été spécialement crée pour le cinématographe à chaque situation duquel elle s’incorpore, comme la robe du caméléon se colore aux nuances des choses environnantes.

Ses longs cheveux aux ondes moirées couronnent un haut front de penseuse; ses yeux, miroirs d’une âme sans cesse en mouvement, savent déverser tour à tour de petites lueurs innocentes et des éclairs olympiens; son buste idéalement moulé par la nature même, — car Francesca Bertini aborre les modernes carcans qu’on nommait autrefois fascia mammillaris — sait garder la raideur majestueuse ou se plier en félines contorsions.

Elle est étrange, elle est unique et l’on peut dire sans se tromper qui si quelqu’un l’égale un jour, dans la multiplicité de ses métamorphoses, il parait impossible qu’on la puisse dépasser jamais.

Telle est Mme. Francesca Bertini qu’il faut — comme Naples — aller voir au cinéma avant mourir.

Paul Féval fils
(Cinéma)

Situazione del cinema italiano negli Stati Uniti

Giugno 1916

Un produttore di films in qualunque paese egli lavori, non deve accontentarsi di limitare la vendita delle sue pellicole al « dolce loco nativo ». Il vero modo di fare affari impone di estendersi nel mondo intero ad esporre i propri lavori.

Può la Cabiria essere proiettata nelle 3500 città degli Stati Uniti, tutte abbastanza importanti, sì da garantire la rappresentazione nel grande Teatro o Teatro d’opera in dette città? È molto dubbio se il dieci per cento di queste città abbiano avute le proiezioni di detta film? Si potrebbe approssimativamente aggiungere che il cinque per cento è il numero da escludere mentre è incredibile che una pellicola, che ottenne l’applauso ed il successo più completi nelle città capitali sia così scarsamente esibita nelle città di provincia in generale.

Ciò che è avvenuto in America possiamo, senza esitazione, dire che si è verificato nel mondo intero l’Italia eccettuata.

Lo scrivente è d’opinione che la vera e futura industria delle films deve essere trattata da un gruppo di abili e potenti personalità il qual gruppo abbia da estendere le sue operazioni al mondo intero e direttamente.

Il produttore deve rimanere alla Direzione, ed i capitalisti finanziari dovrebbero seguirlo. La qualità della pellicola è la cosa essenziale. Per qualità non intendo soltanto la fotografia ma bensì la bellezza dei soggetti ed il valore dal lato artistico.

L’Italia primeggia già come qualità ed in arte. Ora deve darsi alla ricerca, di ciò che è necessario per conquistare i mercati del mondo con soggetti appunto d’interesse mondiale, cioè che possono essere egualmente interessanti, comprensibili ad ogni genere di persone ed a tutte le nazioni.

Le più potenti Banche in America furono celatamente interessate nell’industria delle films americane per anni ed anni. La prima Società che si formò per la produzione di films in America era formata ed è tuttora costituita da un buon numero di banchieri. Queste persone, unite ad altre, egualmente potenti nel campo cinematografico, furono quelle che diressero la formazione del grande « Trust » o monopolio di films nel 1908. Agivano apparentemente persone conosciutissime nel campo cinematografico; ma effettivamente chi agiva in appoggio erano i banchieri.

Per i miei lettori, che non siano famigliari al sistema verrò alla pratica: brevemente dicendo che detto Monopolio controlla del tutto le rappresentazioni delle films le più artistiche eseguite in America, proibendo la proiezione di qualsiasi altra pellicola in qualunque teatro dell’America intera che non sia autorizzato dalla Società in questione. Ogni teatro deve pagare al Monopolio una tassa di dieci lire per settimana. Ogni produttore pagava pure una tassa su una certa quantità di pellicole fatte.

Ogni fabbricante di macchine projettrici pagava una tassa od imposta per ogni macchina venduta. In breve tempo il Monopolio ottenne il controllo di tutti gli scambi mediante Uffici diramati in tutta la nazione, e ciò si ottenne con una spesa minima. In meno di un anno si assicurarono così tutti gli scambi necessari ad eccezione di uno: quello della città di New York.

Non staremo ad enumerare come il Governo degli Stati Uniti s’intromise nell’affare, procedendo all0 scioglimento del Trust, e dichiarando il mercato libero a tutti, come al presente è. Parimenti favorì la concorrenza di modo ché ora ogni esercente fa magri affari.
Tuttavia il Monopolio non fu escluso del tutto dalla cerchia degli affari stessi, massime in questi tre ultimi anni, dandogli in tal modo agio di stabilire tutti i piani necessari per la formazione di un altra combinazione, che riuscirà certo più potente, più duratura della prima.

L’unica preoccupazione è la certezza che più di un gruppo di banchieri è informato dei grandi futuri profitti derivanti dal commercio delle films ed ognuno di questi gruppi si è munito e premunito di quanto era necessario per la finale riuscita. Queste celate lotte di concorrenza hanno fermentato durante questi tre ultimi anni e si trovano ora al punto culminante. In tal modo, tra breve, la situazione sarà differente da quella attuale, specialmente col favorire l’importazione delle pellicole estere le più artistiche.

Permettete ora di narrarvi brevemente la storia del passato.

Quando il citato Monopolio incominciò il controllo, il produttore estero si trovò escluso dal mercato americano ad eccezione dell’Eclipse di Parigi e della Cines di Roma ambedue rappresentate da George Kleine di Chicago. Nessun altra Casa produttrice estera fu introdotta sul mercato americano.

Abbiamo tralasciato di citare la Gaumont di Parigi, la quale fu per qualche tempo rappresentata sempre a mezzo di George Kleine; ma poi gli successe l’Eclipse della stessa Parigi. Tutte le più importanti produttrici di films erano comprese nella intesa del Monopolio e le poche escluse non erano abbastanza potenti da offrire un programma adeguato. A questo punto le Case americane escluse dal Trust, cercarono di provvedersi di pellicole dall’Europa onde stabilire un programma di concorrenza. Per ragioni non mai ben spiegate la persona che doveva recarsi in Europa quale intermediario del Commercio suddetto, mutò di avviso all’ultimo momento ed il gruppo ostile ai Monopolio dovette dichiarare il fallimento.

Circa un anno dopo, i cosiddetti Indipendenti si unirono ad altre persone d’Europa aventi rappresentanze in America, a scambio reciproco di produzione e così, si continuò per un pezzo. Ma disgraziatamente non regnava l’unione e la cosa fallì dopo quasi un anno e mezzo di vita. Il campo allora si divise in tre differenti partiti, e nel tempo stesso il Governo americano incominciò pure ad intervenire nell’affare; e la presente disordinata situazione ne è il risultato.

Ben presto la storia si ripeterà nuovamente, la Lega dei nuovi banchieri controlla di già gli scambi, nonché i produttori. In campo è non un gruppo solo di banchieri, ma due. Quando la cosa sarà sistemata, troveremo, probabilmente, due gruppi di capitalisti, apertamente in lotta fra di loro. Uno certamente avrà il possesso di tutti i teatri, nei quali saranno rappresentate le sue pellicole, e possibilmente, seguendo ambedue i gruppi detta tattica, si impoveriranno i teatri esclusi dalla lega in questione.

Senza curarmi del come sarà considerata la cosa, certo vi saranno sul mercato dei teatri che abbisogneranno grandemente di pellicole. La Lega indubbiamente sarà in possesso delle migliori Case, e nessun teatro in conseguenza potrà rendersi alieno dl rappresentare films scadenti. Perché dunque i produttori italiani non traggono partito da questo stato di cose, e non si preparano ad intervenire a tempo debito e nel giusto modo? Un solo produttore, sebbene importante, non può con successo competere: deve avere aiuto; in altri termini: bisogna associarsi con altri produttori.

W. E. Heal